Ho appena finito di leggere il romanzo Le rondini di Kabul di Yasmina Khadra, pseudonimo di Mohammed Moulessehoul. Un libro di non recente pubblicazione ma che, a mio modesto parere, continua a rivelare la sua attualità. Moulessehoul è uno scrittore di origini algerine e si colloca nella rosa degli autori contemporanei più plauditi. Leggendo la sua opera, della quale è stato realizzato pure un film d’animazione nel 2019, diretto da Zabou Breitman ed Eléa Gobbé-Mévellec, non è difficile comprendere la sua notorietà a livello internazionale.
Proviamo a capire chi è questo scrittore. Classe 1955, Mohammed vede la luce a Kenadsa, piccolo villaggio nel sud dell’Algeria. Incalzato dal padre, un ufficiale militare, all’età di soli 9 anni, l’autore si arruola nell’esercito algerino svolgendo il ruolo di soldato per gran parte della sua esistenza. L’Algeria assai parsimoniosa nel concedere libertà di stampa ed espressione, anzi, in diversi circostanze si è rivelato uno Stato ad azione repressiva, ha costretto Moulessehoul, proprio per evitare forme di censura e varie restrizioni, a pubblicare i suoi scritti sotto lo pseudonimo di Yasmina Khadra, ovvero, ha usato i nomi di battesimo della moglie. E, come ha affermato San Girolamo: “facis de necessitate virtutem”, lo scrittore per evitare ritorsioni e avere la possibilità attraverso la scrittura di esprimersi liberamente è stato costretto a rinunciare alla sua identità, giacché, il nome e il cognome sono parte del proprio Sé, ci rappresentano pienamente.
Le rondini di Kabul è un romanzo come già anticipato non di recente pubblicazione ma si rivela in tutta la sua attualità. Un libro i cui contenuti se adagiati sulla linea del tempo danno l’impressione che nonostante lo scorrere degli anni la realtà narrata sia rimasta immobile, fissa nella Kabul sfregiata dall’occupazione dei Talebani.
Lo scrittore narra la storia di due coppie le cui esistenze si intrecciano crudelmente sullo sfondo di una tela che ritrae una città in rovina. Da una parte, vi sono Mohsen e Zunaira, giovani e innamorati, imprigionati dalla malvagità del regime. Dall’altra, vi sono Atiq e Musarrat, due coniugi che vivono una relazione ormai priva d’amore. Musarrat è gravemente malata mentre Atiq lavora come carceriere, un lavoro fortemente stressante che lo costringe, ogni giorno, ad assistere alle esecuzioni pubbliche.
Yasmina Khadra con uno stile incisivo e grande maestria letteraria, nel suo romanzo, ha saputo trattare argomenti complessi e dolorosi legati alla società islamica e ai conflitti in Medio Oriente. L’autore mette in luce l’imbarbarimento umano, il lumino della speranza spento in uno Stato dove essere liberi è un miraggio lontano e al contempo, però, Khadra lascia aperta la porta per un’occasione di salvezza e riscatto.
