Non soltanto ricette, ingredienti e tecniche di preparazione, ma soprattutto un’occasione per ritrovare il piacere di stare insieme, condividere esperienze e riscoprire il valore del cibo come parte del proprio benessere. È questo il significato più profondo di “I Sapori che fanno bene”, il primo corso di cucina dedicato ai pazienti oncologici, promosso dalla LILT – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori di Benevento, in collaborazione con l’Ente di Formazione Professionale FAPAS.
Venerdì pomeriggio, presso la sede della FAPAS in Contrada Pezzapiana, in via Antonio Abete 10, a Benevento, si è svolta la cerimonia di consegna degli attestati di partecipazione, momento conclusivo di un’esperienza che ha saputo andare ben oltre la semplice formazione culinaria.
Il progetto è nato dalla volontà di mettere le competenze professionali e gli spazi formativi al servizio delle persone, offrendo ai pazienti oncologici un’opportunità concreta per avvicinarsi al mondo della cucina, approfondire i principi di una corretta alimentazione e vivere momenti di serenità e condivisione.
Il percorso si è sviluppato attraverso incontri teorico-pratici, sotto la guida tecnica e organizzativa degli executive chef Teo Barbato e Alex Gentile, che hanno accompagnato i partecipanti alla scoperta della preparazione dei piatti e delle potenzialità della cucina come esperienza di apprendimento, creatività e partecipazione.
Ma il valore dell’iniziativa non si è fermato ai fornelli. Il corso ha rappresentato anche uno spazio di incontro e socializzazione, nel quale ciascun partecipante ha potuto sentirsi protagonista, riscoprendo il piacere di realizzare qualcosa con le proprie mani e di condividerlo con gli altri.
Un messaggio importante, soprattutto quando si affronta un percorso oncologico, durante il quale l’attenzione alla persona, alla qualità della vita e al sostegno umano assume un significato fondamentale.
«La lotta contro i tumori richiede un approccio che sappia guardare alla persona nella sua interezza, non soltanto alla malattia», ha sottolineato il presidente della LILT di Benevento, il dottor Antonio Febbraro. «Promuovere la consapevolezza alimentare, favorire momenti di incontro e offrire ai pazienti occasioni per vivere esperienze positive significa contribuire a una cultura della salute che mette al centro la qualità della vita».
Il presidente ha inoltre evidenziato l’importanza della collaborazione tra associazioni, enti di formazione e territorio: «Iniziative come “I Sapori che fanno bene” testimoniano quanto sia importante costruire una rete di collaborazione affinché nessuno si senta solo nell’affrontare il proprio percorso di cura. Ringraziamo la FAPAS per la disponibilità e la sensibilità dimostrate e tutti i partecipanti che hanno preso parte con entusiasmo a questa esperienza».
Soddisfazione anche da parte del direttore della FAPAS, Angelo Iscaro, che ha ribadito il valore sociale e inclusivo del progetto.
«Con “I Sapori che fanno bene” abbiamo voluto mettere le nostre competenze e i nostri spazi a disposizione di un’iniziativa dal profondo valore sociale, nella convinzione che la scuola debba essere un luogo aperto al territorio, capace di accogliere, includere e creare occasioni concrete di condivisione», ha dichiarato Iscaro. «Siamo orgogliosi di aver contribuito a questo percorso, che dimostra come la formazione possa diventare anche uno strumento di vicinanza e attenzione verso chi affronta momenti particolarmente delicati della propria vita».
La consegna degli attestati ha così suggellato un’esperienza nella quale la cucina si è trasformata in un linguaggio di solidarietà, partecipazione e attenzione alla persona.
Per la LILT di Benevento e la FAPAS non si tratta soltanto di celebrare la conclusione di un corso, ma di riaffermare una visione condivisa: la formazione può generare valore sociale e diventare uno strumento concreto di inclusione, mentre la promozione della salute passa anche attraverso la relazione, la consapevolezza e la possibilità di vivere esperienze positive.
“I Sapori che fanno bene” lascia soprattutto questo messaggio: prendersi cura delle persone significa anche offrire loro occasioni per sentirsi accolte, valorizzate e parte di una comunità.
