Di Carlo di Stanislao 

​”La sovranità non è la proprietà di un governo o di un leader, ma il diritto inalienabile di un popolo a decidere del proprio destino senza ingerenze esterne.”

— Nelson Mandela

 

​La difesa della nostra sovranità nazionale e il rispetto del diritto internazionale sembrano oggi ridotti a concetti sbiaditi, sacrificati sull’altare di un’obbedienza cieca a potenze straniere e dinamiche geopolitiche oppressive. Il panorama politico globale e italiano si trova dinanzi a un bivio fondamentale, dove da una parte si colloca la dignità dei popoli e l’altruismo umanitario, mentre dall’altra dominano i diktat imperiali e la violenza dei blocchi contrapposti. Due vicende apparentemente distanti, ma profondamente collegate da un unico filo conduttore — l’ingerenza internazionale e il disprezzo per la solidarietà tra i popoli — scuotono l’opinione pubblica in queste ore: le pressioni statunitensi per l’allontanamento dei medici cubani operanti in Calabria e il drammatico sequestro degli attivisti della Global Sumud Flotilla nel Mediterraneo e in Nord Africa.

​Il caso della Calabria e i medici cubani

​Non è affatto chiaro a che titolo l’incaricato d’affari statunitense a Cuba, Mike Hammer, abbia preteso dal governatore della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, l’immediato allontanamento dei 330 medici cubani che vi prestano da tempo servizio, offrendo un importante e vitale contributo all’assistenza sanitaria in territori storicamente privati di adeguate risorse e personale.

​Non pare infatti che né la Costituzione italiana, né le leggi nazionali, né lo Statuto della Regione Calabria e nemmeno i trattati internazionali attribuiscano ai diplomatici statunitensi, per giunta operanti altrove, la potestà di ingiungere a un’autorità pubblica italiana di attuare in un modo o nell’altro a tutela del pubblico interesse.

​Per il momento il governatore calabrese ha respinto l’ingiunzione e occorre augurarsi che, precipuamente nell’interesse del popolo calabrese, continui a difendere l’essenziale presenza dei medici cubani, anche se il governo nazionale, apparso debole e accondiscendente nei confronti di Washington, non sembra avergli dato alcun sostegno reale.

​Le dinamiche dell’imperialismo e la dottrina Monroe

​Le tensioni globali dimostrano come certe amministrazioni internazionali stiano pronunciando cialtronescamente roboanti minacce per mascherare evidenti declini strategici ed economici. Cuba assume, nella mente dei decisori d’oltreoceano, il valore di una sorta di premio di consolazione, ovvero la dimostrazione di poter esercitare un controllo ferreo almeno nell’emisfero occidentale.

​A questo serve la riesumazione della dottrina Monroe, risalente a oltre due secoli fa, e a questo serve l’infame bloqueo nello stile di un assedio medievale che vuole impedire al popolo cubano di vivere e di svilupparsi autonomamente. I medici cubani vanno boicottati ed espulsi perché rappresentano un’alternativa di solidarietà alla disumanità del capitalismo più sfrenato.

  • L’accordo negato: L’uso di sanzioni e blocchi économiques come arma di sottomissione politica.
  • La cooperazione medica: Un modello di assistenza internazionale basato sul mutuo soccorso, già sperimentato con successo in Italia durante l’emergenza legata al Covid-19.
  • La dignità nazionale: La necessità per l’Italia di riappropriarsi di una linea di politica estera autonoma e non subalterna.

​Il dramma della Flotilla e la crisis umanitaria a Gaza

​Mentre sul suolo nazionale si consuma questa battaglia per l’autonomia amministrativa e sanitaria, nelle acque del Mediterraneo e lungo i confini del Nord Africa la violenza geopolitica assume contorni ancor più drammatici. Dieci partecipanti civili del Global Sumud Land Convoy sono stati arrestati dalle milizie della Libia orientale nei pressi di Sirte, mentre tentavano di condurre negoziati pacifici per facilitare la consegna di aiuti umanitari vitali alla popolazione stremata di Gaza.

​Tra le persone trattenute figurano medici e volontari di diverse nazionalità, inclusi due cittadini italiani, Domenico Centrone e Leonarda Alberizia. La delegazione umanitaria ha perso i contatti con i centri di coordinamento dopo essere stata caricata su furgoni dalle forze locali, aprendo uno scenario d’ansia internazionale e attivando l’unità di crisi della Farnesina.

​”Un terribile processo di abbrutimento si sta insinuando ai margini della società. Ci sono frange che hanno normalizzato la violenza e, purtroppo, ci sono coloro che la celebrano.”

 

​Queste dure parole, pronunciate dallo stesso presidente israeliano Itzhak Herzog nel commentare le derive radicali interne al proprio Paese, risuonano come un monito universale applicabile a tutti i teatri di conflitto in cui i diritti umani fondamentali vengono calpestati in nome della sicurezza militare o della supremazia politica.

​Strumenti giuridici e indagini penali

​La Procura di Roma ha aperto fascicoli d’indagine approfonditi per valutare i reati di sequestro di persona, tortura e violenza commessi ai danni degli attivisti italiani delle precedenti missioni della Flotilla, intercettate in acque internazionali. Al vaglio dei magistrati vi sono elenchi dettagliati della catena di comando militare e politico e video diffusi sui canali social in cui i volontari umanitari appiono derisi e ammanettati.

​L’uso della fame e del blocco dei beni di prima necessità come armi di pressione politica ed economica unisce idealmente la sofferenza del popolo cubano a quella della popolazione di Gaza. In entrambi i casi, la cooperazione internazionale e l’intervento civile pacifico vengono criminalizzati e ostacolati dalle potenze egemoni e dai loro alleati regionali.

​L’espulsione eventuale dei medici cubani dalla Calabria o il silenzio complice dinanzi al sequestro di cooperanti umanitari segnerebbero il punto più basso e vergognoso della dignità nazionale di un’Italia che ha smarrito la propria vocazione diplomatica e costituzionale di ripudio della guerra e di promozione della giustizia tra le nazioni. Nel contesto globale in rapida trasformazione è invece necessario recuperare un’autonomia reale, capace di dialogare con tutti i grandi attori globali e di sostenere concretamente chi porta aiuto e speranza nelle aree più svantaggiate del pianeta.

Ph wikipedia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

CAPTCHA ImageChange Image

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.