Purtroppo è una notizia che non avremmo mai voluto dare: Il nostro amico, il nostro comandante, il nostro presidente stavolta è stato capace di volare ancora più in alto per andare nelle grazie del Signore: Venanzio Rapolla purtroppo non ce l’ha fatta. Non c’è più!
Colonnello pilota dell’Esercito era stato coinvolto nell’incidente aereo avvenuto martedì 27 Gennaio alle ore 16:32, presso l’aeroporto di contrada Olivola, a Benevento dove ha perso la vita sul colpo l’avvocato e copilota Pasquale Esposito, sbalzato fuori dall’elicottero ultraleggero R22 su cui i due stavano volando al momento dell’impatto.
Venanzio era stato dapprima soccorso dei sanitari e trasportato d’urgenza all’ospedale San Pio di Benevento con gravi ustioni su tutto il corpo. Messo poi in coma farmacologico forzato era stato trasportato alle 00:40 in elisoccorso al Cardarelli di Napoli dove in tarda serata di mercoledì è venuto a mancare.
Venanzio, pilota di elicotteri con oltre diecimila ore di volo all’attivo, era considerato da colleghi e appassionati un professionista di straordinaria esperienza.
Nel corso della sua lunga carriera si era trovato più volte ad affrontare situazioni critiche, riuscendo sempre a gestirle con sangue freddo e grande perizia.
Tra gli episodi ricordati in ambito aeroportuale, anche un atterraggio di emergenza effettuato dopo la perdita di una ruota in volo durante una ricognizione, conclusosi senza conseguenze per il pilota e per il velivolo.
L’incidente di martedì rappresenta un evento senza precedenti per l’Aeroclub di Benevento, attivo da circa quarant’anni in cui non si erano mai registrati episodi di tale gravità.
Da oltre un decennio, inoltre, la gestione dell’area aeroportuale era affidata proprio al colonnello Rapolla, sotto la cui direzione si sono sempre affermati rigore, sicurezza e rispetto delle regole del volo.
Per questo motivo, tra i piloti e gli operatori dell’aeroporto prevalgono incredulità e sgomento. «Venanzio è capace di volare anche su una scopa», si diceva da sempre in aeroporto, a sottolineare la sua abilità e il suo controllo del mezzo in ogni condizione.
Forte e determinato, come lo descrivono tutti coloro che lo conoscono, era considerato figura centrale per il futuro del sodalizio e dell’intera attività aeroportuale.
Venanzio aveva fatto dell’aria una missione. Una passione che gli è costata la vita. Il volo, suo grande amore, lo ha tradito proprio nel giorno del suo 68esimo compleanno.
TV7 si stringe al dolore che ha colpito la famiglia Rapolla, nelle persone della moglie Anna Accetto e dei figli Marco e Gianfranco.
Venanzio, come era nella tua indole di uomo coraggioso non ti è bastato volare nel cielo, hai voluto strafare e volare ancora più in alto! Ciao, Amico mio!
~ Il direttore di TV7, Mario Del Grosso ~
