Prosegue l’incidente probatorio nell’ambito dell’inchiesta che coinvolge il Comune di Benevento. Al centro della seconda udienza, celebrata oggi, 5 novembre, davanti alla gip Maria Amoruso, le dichiarazioni dell’ex dirigente comunale Gennaro Santamaria, chiamato a ricostruire gli episodi contestati fino al capo d’imputazione numero 11.
Tra i temi principali affrontati nel corso dell’esame, quello dei 50mila euro in contanti che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero stati raccolti per finanziare le spese elettorali di Noi di Centro senza essere registrati nella contabilità del partito.
Stando alla ricostruzione fornita da Santamaria, l’iniziativa sarebbe stata portata avanti autonomamente, senza informare Clemente Mastella. La raccolta di denaro, secondo quanto riferito dall’ex funzionario, avrebbe risposto anche all’intenzione di rafforzare la propria posizione agli occhi del sindaco e di creare possibili occasioni professionali e politiche per il futuro.
Alla vicenda si intreccia anche la contestazione relativa alla presunta promessa di successive commesse a favore di un’impresa del Fortore.
La versione fornita in aula si inserisce nel solco di quanto Santamaria aveva già riferito agli inquirenti durante gli interrogatori dei mesi scorsi. In particolare, aveva spiegato che i rappresentanti ufficiali del partito non conoscevano la provenienza delle somme ricevute come contributi: «Non erano a conoscenza di questa mia attività. In particolare ricevevano queste mie contribuzioni ma non sapevano la fonte del denaro».
L’udienza ha consentito di approfondire anche altri capitoli dell’indagine, tra cui i rapporti con il sindaco di San Leucio del Sannio, la vicenda dell’assunzione di un dipendente comunale e i contatti relativi agli incarichi professionali e ai lavori pubblici. Spazio, inoltre, alle presunte somme versate per le verifiche connesse agli interventi realizzati presso l’ex scuola San Modesto.
Il nuovo appuntamento arriva dopo la prima udienza del 3 novembre, dedicata prevalentemente ai rapporti con il geometra Maurizio Pepe e alla presunta richiesta di 80mila euro per nove pratiche urbanistiche. In quell’occasione Santamaria aveva respinto l’accusa di aver minacciato o fatto pressioni sul professionista, sostenendo che fosse stato lo stesso Pepe a prospettare il pagamento delle somme.
Con la giornata odierna l’esame dell’ex dirigente è arrivato al capo 11. L’incidente probatorio proseguirà il 10 novembre, quando saranno esaminati gli ulteriori episodi e completata la ricostruzione dei fatti da parte di Santamaria.

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