Rimini, 5 nov. (Adnkronos) – “Biorepack è il consorzio di gestione dei rifiuti di imballaggio in bioplastica, che esprime la responsabilità estesa dei produttori degli imballaggi biodegradabili e compostabili sul territorio nazionale”. Così Carmine Pagnozzi, direttore generale di Biorepack, illustra a Ecomondo il ruolo del consorzio nel sistema di raccolta e trattamento della frazione organica. Biorepack sostiene i costi di raccolta, trasporto e trattamento degli imballaggi in bioplastica conferiti nell’umido: soprattutto sacchetti per la spesa, ma anche vaschette, piatti e bicchieri. Si tratta di imballaggi certificati secondo lo standard EN 13432, che negli impianti industriali di compostaggio possono trasformarsi in compost insieme agli scarti organici. I numeri indicati da Pagnozzi parlano di circa 84mila tonnellate di imballaggi immessi sul mercato ogni anno, di cui circa 45mila effettivamente riciclate e trasformate in compost. “Bisogna porre molta attenzione in quello che mettiamo nei rifiuti organici – avverte – perché nel momento in cui mettiamo materiali non compostabili come plastica, vetro e alluminio, compromettiamo il riciclo anche di quelle frazioni compostabili”.

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