I dati comparati sulla (infelice) decrescita della popolazione di Benevento e di alcune altre città del nostro Mezzogiorno, nell’arco degli ultimi dieci anni, dalla fine del 2015 a tutto il 2025, ce li fornisce un nostro caro amico.
Il responso è inequivocabile: nell’ultimo decennio si registra un calo demografico generalizzato, che non risparmia neppure realtà molto diverse dalla nostra, come Caserta e Salerno. Benevento, tuttavia, si distingue per una contrazione di circa 5.000 residenti, pari all’8%, a fronte del 5,5% di Avellino e Potenza, del 6,2% di Isernia e del 4,1% di Campobasso.
All’interno di questo andamento, particolarmente dolorosa, in provincia, è l’emorragia di residenti nella fascia d’età compresa tra i 15 e i 34 anni: quasi un giovane su sei se n’è andato.
Naturalmente, non imputiamo al sindaco Mastella e al suo brand un fenomeno tanto diffuso quanto complesso, anche se quei 2,5 punti percentuali in più registrati da Benevento rispetto ad altre realtà sono tutt’altro che trascurabili. Detto questo, riteniamo che il sindaco non solo non abbia affrontato il problema con politiche mirate, ma che, in fondo, non lo abbia nemmeno visto arrivare.
Questa è la questione vitale per Benevento e per tutte le aree interne, quella sulla quale Civico22 si interroga da tempo.
Una prima, convincente risposta è contenuta in un recente articolo del professor Gerardo Canfora, che accanto a due verbi di immediata comprensione, restare e ritornare, ne introduce un terzo: arrivare.
Significa creare le condizioni perché le persone possano costruire qui il proprio futuro; offrire opportunità e qualità della vita a chi desidera ritornare; lavorare affinché, come accade in tanti altri luoghi, anche Benevento diventi un potente attrattore di nuovi arrivi.
Dimentichiamo le città immaginate dai sindaci e dagli urbanisti del passato, insieme agli slogan più o meno riusciti: Benevento città della cultura, dei teatri, del terziario avanzato, dell’industria, della logistica o, ancora con una certa vitalità, città delle irripetibili singolarità di Carmine Nardone. Progetti e suggestioni in gran parte tramontati, così come è rimasta senza identità la città degli attuali amministratori.
Possiamo, naturalmente, conservare tutto ciò che di buono quelle intuizioni hanno saputo esprimere, quando ancora sembrava che tutto fosse possibile. Ma a una condizione: che oggi si mettano al centro dell’azione politica tre verbi, semplici e ambiziosi insieme: restare, ritornare, arrivare. E attrarre investimenti.
Ben vengano, allora, asili nido in numero sufficiente e di elevata qualità, così come, all’altro capo della vita, hospice e servizi di cure palliative diffusi, professionali e amorevoli.
Si affronti finalmente il tema della sopravvivenza dei fiumi, una delle nostre maggiori ricchezze, e si dia concretezza al progetto di una Benevento città-parco, anche attraverso l’applicazione della regola del 3-30-300.
Il commercio di prossimità diventi una priorità della nostra attenzione, affinché possa restare vivo e vitale, a beneficio dell’intera comunità. Si rafforzi, inoltre, la collaborazione con l’università, rendendola sempre più stretta e sinergica: parafrasando un celebre adagio, ciò che è buono per l’università è buono per la città, e viceversa.
Occorre avviare un’efficace politica della casa, per quanto rientra nelle competenze dell’amministrazione comunale: mettere in campo azioni mirate per contenere gli affitti e favorire la rigenerazione urbana; dialogare con l’Acer per affrontare e risolvere gli annosi problemi di alcuni quartieri periferici; inaugurare una nuova stagione di concorsi di architettura, come quella di venticinque anni fa. Concorsi, però, mirati, con obiettivi ben definiti e adeguatamente istruiti. Perché abbiamo bisogno di qualità.
Lavoro, servizi e qualità della vita: è questa la trinità laica sulla quale costruire le condizioni per restare, ritornare e arrivare.
E qui veniamo al vero snodo della questione: il rinnovamento della città passa necessariamente attraverso l’ingresso dei giovani nella vita politica e la loro conseguente assunzione di responsabilità. Passa, in altre parole, dallo svecchiamento del Consiglio comunale e dalla capacità di aprire nuovi spazi di partecipazione e di protagonismo.
GIOVEDÌ 5 NOVEMBRE, ALLE ORE 19.00, PRESSO LA SEDE DI CIVICO22, IN PIAZZA MAZZINI 10, INCONTREREMO I GIOVANI CHE VOGLIANO METTERSI IN GIOCO IN POLITICA, CHE ABBIANO IDEE, ENERGIE E VISIONE PER CONTRIBUIRE A COSTRUIRE UNA BENEVENTO IN CUI SIA POSSIBILE RESTARE, RITORNARE, ARRIVARE.
Civico22

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