Lo straordinario flusso di accessi registrato presso il Pronto Soccorso dell’A.O. S. Pio durante lo scorso fine settimana documenta quanto sostenuto dalla APS IO X Benevento ed è evidente che l’organizzazione della sanità territoriale governata dall’Azienda Sanitaria Locale, probabilmente, non risponde alle esigenze dei cittadini.

La mancanza di un presidio di pronto intervento nel quartiere più popoloso della Città, il rione Libertà con circa 22 mila residenti, favorisce un’intensificazione dei codici verdi e bianchi presso un Pronto Soccorso che deve far fronte alle esigenze di tutta la provincia e dei comuni limitrofi della provincia di Avellino e Caserta più vicini al S. Pio.

I cittadini che avvertono un malore, ovviamente si recano presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale più vicino per farsi curare, creando notevoli disagi organizzativi e quindi alla quantità e alla qualità delle relative prestazioni sanitarie.

E’ una questione che, probabilmente, potrebbe essere messa in relazione alle recenti scelte dell’ASL di Benevento in merito all’ubicazione delle Case di Comunità e all’organizzazione della medicina territoriale che, evidentemente, fanno emergere delle criticità in relazione all’effettiva risposta che i cittadini ricevono in merito alle proprie esigenze di salute.

Tra i criteri di progettazione della Comunità Europea e confermati dal Governo nazionale in merito alle Case di Comunità, particolare interesse era stato destinato proprio alla funzione dei presidi territoriali che dovevano raggiungere l’obiettivo di decongestionare i PS degli ospedali, limitando gli accessi e promuovendo una sanità di prossimità. I finanziamenti erogati e utilizzati dall’Asl di Benevento hanno raggiunto questi obiettivi? Finora la comunità sannita ha assistito ad una celebrazione relativamente alla realizzazione delle strutture ma ora si iniziano a comprendere i reali effetti che scaturiscono dalle scelte della Direzione strategica dell’ASL in merito ai luoghi che ospitano le Case di Comunità, al bacino di utenza, alla qualità organizzativa e ai servizi erogati.

Dunque, la domanda che i cittadini si pongono e che dovrebbe motivare una rigorosa verifica è sostanzialmente riconducibile a ciò che è stato finanziato all’ASL e se con tutte queste risorse è riuscita a risolvere i bisogni della comunità e a migliorare la propria organizzazione e i propri servizi?

Il tema della medicina territoriale avrebbe dovuto motivare le iniziative anche della parte politica dalla quale si attendevano azioni concrete, tra cui un’interrogazione al Presidente Fico e alla promozione di un tavolo di confronto.

Si continuano a registrare interventi di denuncia relativamente alle criticità che ricadono su persone fragili e svantaggiate, costrette a ricorrere alle consulenze legali per tutelare i propri diritti e si continua a condannare un Pronto soccorso che cerca di far fronte alle necessità di un intero territorio comprese quelle relative ai codici di minore incidenza di gravità e di emergenza che potrebbero essere gestite tranquillamente dalla medicina territoriale.

La rete provinciale del Comitato per la Buona Sanità, coordinato dall’APS Io X Benevento, sta continuando a somministrare le schede di rilevazione dei bisogni e delle criticità sanitarie, procederà con l’elaborazione di un dossier che documenterà il reale impatto prodotto dall’ASL di Benevento e avvierà una meticolosa verifica degli standard documentati dalla Direzione strategica e quelli effettivamente raggiunti. La parola, poi, passerà ai Sindaci e ai Cittadini che attraverso una raccolta firme potranno valutare l’operato della Direzione strategica e chiedere un intervento concreto al Presidente Fico.

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