Una celebrazione nel segno della memoria, della fede e della vicinanza a chi soffre. In occasione della giornata dedicata alla commemorazione dei defunti, l’arcivescovo di Benevento, Michele Autuoro, ha presieduto per la prima volta la celebrazione eucaristica al Cimitero cittadino, dopo la nomina alla guida dell’Arcidiocesi in successione a Felice Accrocca.
Una novità ha riguardato anche il luogo della funzione religiosa. Contrariamente a quanto avvenuto negli anni precedenti, quando la Santa Messa veniva celebrata nel piazzale antistante la Chiesa Madre, le condizioni meteorologiche avverse e la pioggia hanno reso necessario lo svolgimento della celebrazione all’interno della struttura.
Numerose le autorità istituzionali presenti, che hanno preso parte a un momento di raccoglimento particolarmente sentito dalla comunità.
Nel corso dell’omelia, monsignor Autuoro ha invitato i fedeli a vivere il ricordo dei propri cari attraverso la preghiera, trasformando la sofferenza della perdita in un’occasione di affidamento e speranza cristiana.
«In questo giorno il tempo della terra si inchina a quello eterno», ha esordito l’arcivescovo, allargando poi il pensiero anche alle tragedie che hanno segnato la cronaca recente. Un ricordo particolare è stato rivolto ai quattro militari che hanno perso la vita nell’incidente aereo in Bosnia e alle loro famiglie.
Autuoro ha quindi dedicato un pensiero anche a quanti si trovano ad affrontare la perdita improvvisa di una persona cara, soffermandosi in particolare sulla famiglia del giovane beneventano morto suicida nei giorni scorsi.
«Bisogna trasformare il dolore in preghiera. Gesù è sempre accanto a chi quotidianamente vive una sofferenza troppo forte», ha sottolineato, richiamando il valore della fede come sostegno nei momenti più difficili della vita.
In conclusione, l’arcivescovo ha ricordato il legame profondo che continua a unire chi vive sulla terra a coloro che non ci sono più: «Esiste un legame invisibile che unisce noi pellegrini sulla terra a coloro che non sono più con noi. E se questa città possiede un’identità così profonda, lo deve a chi ci ha preceduto».
Un messaggio di vicinanza e speranza che ha accompagnato la commemorazione, nel ricordo di chi non c’è più e nella consapevolezza che la memoria dei propri cari continua a vivere nel cuore della comunità.
