La carenza di Operatori socio-sanitari (OSS) all’Azienda ospedaliera San Pio di Benevento continua a destare preoccupazione. A lanciare nuovamente l’allarme è Franca Ocone, presidente del S.O.S.S. (Sindacato Operatori Socio Sanitari), che torna a chiedere alla Direzione generale interventi immediati per affrontare una situazione che, secondo il sindacato, sta compromettendo le condizioni di lavoro del personale e mettendo sotto pressione l’organizzazione dei servizi assistenziali.
Nonostante le ripetute segnalazioni, denuncia l’organizzazione sindacale, non sarebbero ancora arrivate risposte concrete alle richieste di reclutamento di OSS attraverso le graduatorie già disponibili in Campania, in attesa dell’ingresso dei vincitori del concorso regionale.
A pesare sul quadro complessivo sarebbe anche la mancata stabilizzazione del personale avente diritto. Una circostanza che, secondo Ocone, avrebbe spinto diversi operatori a lasciare il San Pio per ottenere un contratto stabile presso altre aziende sanitarie della regione.
Sarebbero rimaste senza riscontri risolutivi anche le richieste di intervento rivolte al Prefetto e al sindaco di Benevento.
Tra le situazioni più critiche segnalate dal S.O.S.S. c’è quella dell’Unità operativa di Medicina Interna. In seguito a due assenze per maternità, la riduzione del personale avrebbe reso necessario sopprimere il turno notturno, una scelta che, secondo il sindacato, rischia di avere ripercussioni sull’organizzazione dell’assistenza e sulla garanzia dei livelli essenziali di assistenza (LEA).
Ocone ricorda che per circa tre anni gli OSS della Medicina Interna avrebbero assicurato la copertura notturna con 32 pazienti, arrivando a operare con un solo addetto per le unità operative di Medicina Interna e Malattie Infettive.
Un impegno prolungato che, denuncia la presidente, non sarebbe stato accompagnato dal riconoscimento dell’indennità prevista dall’articolo 107, comma 2, per il reparto di Malattie Infettive.
Le criticità riguarderebbero anche gli OSS assegnati a Malattie Infettive, spesso chiamati, sempre secondo quanto riferito dal sindacato, a prestare servizio in altri reparti per sopperire alla carenza di personale.
A rendere ancora più difficile la gestione del lavoro sarebbero le continue variazioni dei turni, talvolta comunicate anche da un giorno all’altro. Una situazione che inciderebbe sull’organizzazione della vita privata e familiare degli operatori, costretti a fare i conti con una programmazione lavorativa poco prevedibile.
La persistente carenza di organico renderebbe sempre più complicato assicurare la regolare fruizione dei riposi previsti dal contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) e delle ferie.
Secondo il S.O.S.S., il protrarsi di queste condizioni potrebbe favorire un aumento dello stress psicofisico e del rischio di burnout tra gli operatori, chiamati a sostenere carichi di lavoro sempre più gravosi.
Il sindacato solleva inoltre la questione del presunto demansionamento degli OSS, ai quali verrebbero affidate mansioni riconducibili al personale ausiliario, nonostante tale figura professionale sia presente in azienda.
Di fronte a uno scenario che giudica sempre più difficile da sostenere, Franca Ocone chiede alla Direzione generale del San Pio una riorganizzazione concreta e tempestiva, accompagnata da misure efficaci per rafforzare gli organici, tutelare il personale e garantire un’assistenza adeguata ai pazienti.
La richiesta è quella di superare le segnalazioni rimaste, secondo il sindacato, senza risposte e di individuare soluzioni strutturali per affrontare le criticità dei reparti coinvolti.
Il S.O.S.S. annuncia inoltre la possibilità di intraprendere ulteriori iniziative qualora non arrivino provvedimenti concreti.
«Se l’amministrazione non provvederà a una reale e immediata riorganizzazione, la scrivente organizzazione attiverà le azioni necessarie davanti a tutti gli organi competenti», si legge nella nota sindacale.
La vertenza riporta così al centro dell’attenzione le condizioni di lavoro degli OSS dell’Azienda ospedaliera San Pio e la necessità di garantire un equilibrio tra la tutela dei lavoratori, il rispetto dei diritti contrattuali e la continuità dei servizi assistenziali.

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