Roma, 27 ott. (Adnkronos Salute) – La miastenia gravis “è una patologia autoimmune che colpisce la giunzione neuromuscolare, ovvero il punto di contatto tra il nervo e il muscolo, e i suoi sintomi principali sono la faticabilità e la fluttuabilità dei sintomi”. Lo spiega Nicasio Rini, neurologo dell’università di Palermo, in occasione del 56esimo Congresso della Società italiana di neurologia (Sin) che si è svolto a Firenze dal 24 al 27 ottobre, sottolineando come negli ultimi anni siano diventate disponibili nuove terapie biologiche. “Tra queste abbiamo zilucoplan, un peptide macrociclico inibitore del complemento. In Italia abbiamo condotto uno studio multicentrico che ha coinvolto 14 centri, dal quale è emerso come zilucoplan sia un farmaco efficace nel migliorare non solo la condizione clinica del paziente, ma anche la qualità della vita”, sottolinea.
Un altro aspetto evidenziato dallo studio riguarda l’impiego dei corticosteroidi. “Sappiamo che lo steroide è un farmaco efficace, ma dall’altro lato può determinare diversi effetti collaterali. Nel nostro lavoro abbiamo osservato, nel corso della terapia con zilucoplan, una riduzione progressiva del dosaggio giornaliero di steroidi”, riferisce Rini. Rilevanti anche i dati relativi agli episodi più severi della malattia. “Le crisi miasteniche e le esacerbazioni – evidenzia l’esperto – sono molto impattanti per i pazienti. Dal nostro lavoro è emerso un calo drastico delle terapie di salvataggio e delle ospedalizzazioni nell’ultimo anno di trattamento con zilucoplan”.
La prospettiva è ora quella di rendere le cure sempre più mirate. “Avendo oggi a disposizione diversi farmaci per la miastenia gravis, gli obiettivi futuri del nostro studio saranno valutare quali fattori possano predire la risposta al trattamento con zilucoplan e, di conseguenza, adattare sempre di più la terapia al singolo paziente”, conclude lo specialista.
