Roma ha ospitato una giornata di incontri dedicata al futuro del Mezzogiorno, delle aree interne, delle zone rurali e montane e delle isole minori, promossa dall’Intergruppo parlamentare “Sviluppo Sud, Aree fragili, Isole minori”, presieduto dall’onorevole Alessandro Caramiello. Un appuntamento che ha registrato circa 1.000 partecipanti, con 2.100 iscritti, coinvolgendo parlamentari di diversi schieramenti, ambasciatori, amministratori locali, accademici, imprenditori e rappresentanti della società civile.
Il momento centrale si è svolto nell’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei Deputati, con un confronto sulle criticità che penalizzano i territori più fragili e sulla necessità di politiche concrete per contrastarne lo spopolamento e favorirne la rinascita economica e sociale.
Ad aprire i lavori, moderati dal giornalista Luca Antonio Pepe, sono stati il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, intervenuto da remoto, e il vicepresidente della Camera Sergio Costa. È quindi intervenuto Alessandro Caramiello, che ha illustrato il percorso dell’Intergruppo, al quale aderiscono 50 parlamentari, sottolineando il valore della collaborazione trasversale tra politica e competenze tecniche. Un lavoro sostenuto da una struttura di circa 300 esperti, presieduta dall’economista Giovanni Barretta.
Proprio Barretta ha presentato le linee guida della proposta di legge intitolata “Piano speciale per la rigenerazione del Sud, delle Zone rurali, delle Aree interne e di Montagna e delle Isole Minori”. Il progetto punta a ridurre gli squilibri territoriali attraverso una diversa distribuzione delle risorse pubbliche, calibrata anche sulle condizioni economiche e occupazionali delle aree interessate, e introduce misure per incentivare il ripopolamento, sostenere le giovani coppie e rendere più attrattivi questi territori per cittadini e imprese.
Tra gli interventi previsti figurano l’ipotesi di una zona franca e di un regime di fiscalità agevolata, anche attraverso una Zona Economica Speciale dedicata alle aree interne, rurali e montane, il potenziamento della sanità e della telemedicina, il miglioramento del trasporto pubblico locale e una revisione dei criteri di dimensionamento scolastico per gli istituti situati nei territori più fragili. Centrale anche il tema delle infrastrutture, con proposte per rafforzare i collegamenti stradali e ferroviari, recuperare le linee dismesse e colmare il divario digitale.
A richiamare l’attenzione sulle persistenti disuguaglianze tra Nord e Sud è stato anche Pino Aprile, presidente onorario dell’Intergruppo, che ha espresso preoccupazione per le possibili conseguenze dell’autonomia differenziata sugli squilibri territoriali.
La seconda parte della manifestazione è stata dedicata al Premio “Eccellenza 2026”, conferito a personalità distintesi nei campi della cultura, della ricerca, delle istituzioni e dell’imprenditoria. Tra gli ospiti figuravano il procuratore della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri, il cardinale Matteo Zuppi, i principi Elettra e Guglielmo Marconi e il giornalista Marco Travaglio, insieme a rappresentanti del mondo universitario, scientifico, sportivo e imprenditoriale.
Particolarmente significativo l’intervento di Gratteri, che ha ribadito la propria attenzione alle problematiche del Mezzogiorno. Tra le personalità presenti anche Pierpaolo Limone, rettore dell’Università Telematica Pegaso, Marco Margarita, presidente dell’Università eCampus, Vito Tisci, presidente del Settore Giovanile e Scolastico della FIGC, e Mariastella Giorlandino, presidente della Fondazione Artemisia, oltre a esponenti di importanti realtà imprenditoriali come Leonardo, MSC e Aeroitalia.
A concludere i lavori è stato Alessandro Caramiello, con un bilancio delle attività svolte dall’Intergruppo negli ultimi quattro anni. La giornata si è chiusa con l’intervento a sorpresa dell’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ha voluto salutare i partecipanti.
Dagli incontri di Roma emerge una priorità: restituire centralità ai territori troppo a lungo penalizzati da carenze infrastrutturali, riduzione dei servizi e perdita di popolazione. L’obiettivo dell’Intergruppo è tradurre il confronto istituzionale in una proposta legislativa capace di sostenere le comunità locali, creare nuove opportunità e promuovere uno sviluppo più equilibrato dell’intero Paese.
