Dopo il nostro servizio sulla poca disciplina per inosservanza delle norme sull’uniforme e per carenza di cortesia verso il pubblico della polizia Urbana di Benevento,
diversi cittadini ci hanno chiamato, vittime del ritiro patente, per sapere che fare successivamente, come se noi fossimo lo sportello utente del comando di polizia locale.
Hanno chiamato in tanti. Anziani, quasi tutti. Patente ritirata, e una sola domanda: come faccio, adesso, ad accompagnare mia figlia a scuola e ad assistere mia madre malata? Noi li abbiamo informati. Siamo stati il loro sportello. Perché l’art. 218, comma 2, del Codice della Strada permette di chiedere al Prefetto , entro quindici giorni dal ritiro , il permesso orario di guida: tre ore al giorno, anche per assistere un familiare disabile (art. 33 L. 104/1992). La norma c’è. Il modulo esiste. Il diritto c’è ma un diritto che nessuno ti dice di avere non è un diritto. Al Comandante della Polizia Locale di Benevento chiediamo una cosa sola: Perché chi ritira una patente soprattutto a un anziano non spende dieci secondi per informarlo che esiste il modo di continuare a occuparsi dei suoi? La multa si fa. La regola si rispetta. Ma un Corpo che esibisce manette e pistola, che dimentica a casa il copricapo che il regolamento gli impone e che lascia un vecchio senza difese davanti a un modulo che non sa di poter presentare , quel Corpo ha smarrito la misura del proprio ruolo. Dieci secondi. Tanto costava. Buon senso, o solo manette? Al Comandante l’ultima parola. Queste colonne sono aperte.
Per un approfondimento dettagliato si può consultare il giornale d’inchiesta l’Eco del Sannio alla pagina www.ecodelsannio.it.
