L’Area dei Progressisti e Riformisti, componente del centrosinistra beneventano, ritiene doveroso intervenire sulle indagini in corso, riguardanti fatti di particolare rilevanza e attenzionati dalla Procura della Repubblica di Benevento, allo stato coperti da segreto investigativo.
La nostra posizione è improntata, innanzitutto, alla cultura garantista, al pieno rispetto del lavoro della magistratura e al rifiuto di ogni strumentalizzazione delle vicende giudiziarie a fini di scontro politico.
Nel nostro ordinamento una persona sottoposta a indagine resta non colpevole sino all’eventuale sentenza definitiva di condanna. Un principio che vale per ogni cittadino e, dunque, anche per sindaci, amministratori e rappresentanti delle istituzioni. L’apertura di un fascicolo, un avviso di garanzia, una perquisizione o un altro atto di indagine non costituiscono, di per sé, accertamento di responsabilità.
Per questa ragione riteniamo necessario attendere l’esito delle indagini prima di assumere posizioni politiche definitive sui fatti oggetto dell’inchiesta. La storia giudiziaria del nostro Paese dimostra, del resto, come anche indagini legittimamente avviate possano concludersi con archiviazioni, proscioglimenti o assoluzioni.
A Benevento la memoria dovrebbe servire anche a evitare comportamenti dettati dalla fretta. Il cosiddetto processo Lodigiani-Mani Pulite, che coinvolse l’amministrazione comunale guidata dal professor Antonio Pietrantonio, produsse arresti e decine di indagati e determinò profonde conseguenze sul piano politico e amministrativo, per poi concludersi con il proscioglimento degli imputati. È una vicenda che dovrebbe indurre tutti alla necessaria prudenza.
Ci sorprende, pertanto, la campagna di delegittimazione della classe politica accompagnata da richieste di dimissioni fondate su accuse che devono ancora essere accertate nelle sedi competenti. Sarà la magistratura a verificare i fatti e le eventuali responsabilità, individuali o associative, sulla base degli elementi raccolti.
Allo stesso tempo, riteniamo che la politica debba evitare di trasformare le indagini in uno strumento di competizione elettorale. Ci appare quantomeno singolare che, a fronte di una vicenda che sembrerebbe coinvolgere persone appartenenti a schieramenti differenti, le richieste di dimissioni vengano indirizzate esclusivamente nei confronti del sindaco di Benevento. Una simile impostazione rischia di alimentare l’impressione di una selezione politica delle responsabilità ancora tutte da accertare.
Quando si scelgono candidati o si affidano incarichi istituzionali, si valuta la persona sulla base degli elementi conosciuti in quel momento. Non è possibile giudicare preventivamente qualcuno sulla base di una possibile, futura evoluzione dei fatti.
Il centrosinistra beneventano dovrebbe piuttosto aprire una discussione seria sulla formazione dei gruppi dirigenti, sulla qualità della rappresentanza e sui criteri di composizione delle liste. La ricerca del consenso non può diventare l’unico parametro nella selezione delle candidature. È un tema che riguarda tutte le forze politiche e che merita una riflessione franca e senza doppie misure.
Non condividiamo, inoltre, una politica caratterizzata da atteggiamenti diversi a seconda dell’appartenenza politica delle persone coinvolte: garantismo verso i propri rappresentanti e giustizialismo nei confronti degli esponenti di altre forze. Il Partito Democratico, che rappresenta una delle principali forze del centrosinistra, dovrebbe mantenere un approccio responsabile e coerente sui principi di garanzia.
Ci sarà il momento per valutare, con maggiore cognizione di causa e serenità politica, gli esiti delle indagini e gli eventuali sviluppi giudiziari. Gli indagati, peraltro, non hanno necessariamente un unico colore politico e le informazioni finora emerse pubblicamente sembrano indicare il coinvolgimento di persone riconducibili a realtà politiche differenti.
L’Area dei Progressisti e Riformisti seguirà con attenzione e responsabilità ogni futuro sviluppo dell’inchiesta, valutandone la portata sul piano legale e le eventuali ricadute politiche, senza anticipare giudizi sulle responsabilità individuali o collettive.
La magistratura continui a lavorare con serenità e nel rispetto delle proprie prerogative. Al tempo stesso, chiediamo che i tempi delle indagini siano, per quanto possibile, rapidi, proprio per evitare che una vicenda giudiziaria ancora in corso possa essere utilizzata come terreno di scontro politico.
La città ha bisogno di un confronto diverso: un confronto aperto con le forze sociali, professionali e imprenditoriali, con i cittadini delle contrade e con tutte le realtà del territorio. Bisogna uscire dalla logica del “palazzo”, da un dibattito politico troppo spesso improduttivo e dalle posizioni aventiniane.
Tutti i consiglieri comunali, maggioranza e opposizione, devono esercitare fino in fondo il ruolo per il quale sono stati eletti e assumersi le proprie responsabilità istituzionali.
Con lo stesso spirito chiediamo al sindaco, alla Giunta e al Consiglio comunale di andare avanti, affinché l’amministrazione possa essere giudicata dai cittadini di Benevento sulla base del lavoro concretamente svolto, così come l’opposizione dovrà essere giudicata sulla qualità della propria attività politica e istituzionale.
La magistratura ha il compito di accertare ogni eventuale responsabilità penale. La politica ha il dovere di non sostituirsi alla magistratura, di non emettere sentenze anticipate e, nello stesso tempo, di non sottrarsi al proprio ruolo.
È su questo equilibrio tra garantismo, responsabilità politica e rispetto delle istituzioni che l’Area dei Progressisti e Riformisti intende mantenere la propria posizione.
I componenti del Coordinamento
Giuseppe Addabbo
Gennaro Caputo
Angelo Marino
Erasmo Mortaruolo
Italo Palumbo
