Anche quest’anno la Camera Penale di Benevento ha partecipato all’iniziativa “Ristretti in agosto”, promossa dall’Osservatorio Carcere dell’Unione Camere Penali Italiane, visitando la Casa circondariale “Michele Gaglione”. Alla delegazione, guidata dal Presidente Nico Salomone, ha preso parte anche la Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, Stefania Pavone.
La visita, resa possibile dalla disponibilità della Direttrice Marianna Adanti, della Comandante della Polizia penitenziaria Aureliana Calandro e del personale dell’Istituto, ha consentito di conoscere da vicino le condizioni delle diverse sezioni e di confrontarsi con operatori e detenuti.
Il dato più evidente resta quello del sovraffollamento: a fronte di una capienza regolamentare di 259 posti, ridotta di circa 25 unità per l’indisponibilità di un reparto, sono presenti circa 364 detenuti. Una situazione che continua a pesare sia sulle condizioni di vita della popolazione detenuta sia sul lavoro degli operatori.
La carenza di personale aggrava ulteriormente il quadro. Gli agenti di Polizia penitenziaria sono circa 226, mentre i funzionari giuridico-pedagogici sono appena otto, un numero insufficiente per garantire un trattamento realmente individualizzato e un’adeguata attività di reinserimento.
Permangono inoltre importanti criticità strutturali. Le celle necessitano di interventi di ristrutturazione e, in alcuni casi, presentano problemi di spazio e umidità. Sono insufficienti gli spazi per la socialità, lo sport e le attività all’aperto. La Direzione ha già predisposto progetti per migliorare le strutture, ma la mancanza di finanziamenti ne rallenta la realizzazione. Sono invece in corso i lavori per le stanze dedicate all’affettività e si prevede il ripristino dell’ATSM per la tutela della salute mentale.
Nonostante le difficoltà, l’Istituto offre attività scolastiche, formative e lavorative. Particolarmente significativa è l’attività della sartoria interna, mentre alcuni detenuti lavorano all’esterno, anche nei cantieri dell’Alta velocità. Sono inoltre in fase di avvio nuovi progetti nel settore dell’edilizia e sono stati ottenuti finanziamenti per la Giustizia riparativa.
Più limitate restano le attività culturali, ricreative e trattamentali, spesso affidate al volontariato e alla disponibilità degli operatori. È forte, soprattutto tra i detenuti dell’alta sicurezza, la richiesta di maggiori occasioni di socialità e di percorsi rieducativi.
Particolarmente delicata appare la situazione sanitaria. Mancano alcune figure specialistiche interne e molte prestazioni devono essere effettuate all’esterno, con tempi di attesa spesso lunghi. Anche l’assistenza psichiatrica necessita di un potenziamento. Positivo è invece l’impegno delle psicologhe dell’ASL, l’avvio dei percorsi di sostegno alla genitorialità e l’introduzione di nuove apparecchiature diagnostiche.
Tra le principali lamentele dei detenuti vi sono inoltre i tempi di decisione della magistratura di sorveglianza sulle istanze di liberazione anticipata, permessi premio e reclami ex art. 35-ter dell’Ordinamento penitenziario, nonché la scarsa presenza dei magistrati all’interno dell’Istituto.
Il quadro che emerge è dunque quello di un carcere nel quale, nonostante difficoltà strutturali, carenza di risorse e sovraffollamento, Direzione, Polizia penitenziaria, personale civile e sanitario garantiscono quotidianamente un lavoro importante e spesso svolto in condizioni difficili.
Ma la buona volontà degli operatori non può bastare. Il crescente numero di suicidi, episodi di autolesionismo, aggressioni e rivolte nelle carceri italiane rappresenta un campanello d’allarme che non può più essere ignorato.
Il carcere di Benevento ha bisogno di investimenti, personale, assistenza sanitaria adeguata, spazi dignitosi e maggiori opportunità di formazione, lavoro e reinserimento. Più in generale, il sovraffollamento impone scelte legislative coraggiose, attraverso un ampliamento delle misure alternative e interventi realmente capaci di ridurre la popolazione detenuta.
La dignità della persona detenuta e quella di chi lavora quotidianamente negli istituti penitenziari non possono essere sacrificate per l’assenza di risorse.
Di fronte alla crisi del sistema penitenziario, non c’è più tempo.
La Giunta della Camera Penale di Benevento
Il Presidente, Nico Salomone
Componente Osservatorio Carcere UCPI
