La Prima Sezione del Collegio di Garanzia del CONI ha respinto il ricorso presentato dal Trapani Calcio, confermando la penalizzazione di otto punti da scontare nel campionato di Serie C 2025/2026, oltre a sei mesi di inibizione per il presidente Valerio Antonini e per il dirigente Vito Giacalone.
La decisione, arrivata dopo settimane di attesa, ha suscitato malumori in casa granata, non solo per l’esito ma anche per i nomi coinvolti nel giudizio: a valutare il ricorso sono stati Vito Branca (presidente della Sezione) e Angelo Maietta (relatore), gli stessi che già lo scorso 15 luglio avevano respinto l’appello della Trapani Shark, altra realtà sportiva legata alla dirigenza attuale. Una coincidenza che, secondo il club, getta ombre sull’imparzialità del procedimento.
A rincarare la dose, la condanna del club al pagamento di 5.000 euro di spese processuali in favore della FIGC. Un ulteriore colpo per la società, che si vede costretta a iniziare la stagione con un handicap pesante e un clima di tensione.
«Era tutto previsto», ha commentato amaramente Antonini, lasciando intendere come il Trapani non nutrisse grandi aspettative sull’esito del ricorso.
Il club, però, non si arrende: nelle prossime settimane potrebbe essere presentato un ricorso al TAR, nella speranza di ribaltare una sentenza che, dal punto di vista sportivo, appare ormai definitiva.
Nel frattempo, la squadra dovrà affrontare un campionato già in salita, con una penalizzazione che rischia di compromettere fin da subito gli obiettivi stagionali. E tra i tifosi cresce la sensazione che più che giustizia, sia stata servita una sentenza già scritta.

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