Un pomeriggio che non è stato soltanto un incontro, ma quasi una liturgia dell’arte, di quelli che nascono nei luoghi autentici, lontani dalle vetrine e dalle pose, dove la bellezza respira ancora con il ritmo lento delle cose vere.
Siamo stati ospiti nello studio di Salvatore Fiore artista di Castelpagano, uno di quei pittori che non dipingono semplicemente quadri, ma aprono varchi interiori, lasciando che il colore diventi pensiero, memoria, ferita e speranza. Entrare nel suo studio è stato come varcare una soglia silenziosa: le tele appoggiate alle pareti, i colori ancora vivi nell’aria, le luci che cadevano sulle opere come se volessero accarezzarle.
Ma ciò che ha reso questo pomeriggio davvero indimenticabile è stata l’umanità che lo ha avvolto. La madre di Salvatore, insieme a una sua parente, ci ha accolti con una gentilezza antica, quasi materna, quella che appartiene ancora alle case del Sud dove l’ospitalità non è una formalità ma un gesto dell’anima.
Tra un racconto e uno sguardo alle tele, è arrivata una torta di mele calda, semplice, profumata, di quelle che sanno di casa e di affetto. L’abbiamo condivisa lì, tra quadri e sogni, brindando a progetti che forse oggi sembrano fragili, ma che nascono da una convinzione profonda:
il Sannio deve imparare a credere nei suoi artisti.
Perché troppo spesso cerchiamo altrove ciò che abbiamo già accanto. Guardiamo lontano per trovare il talento, dimenticando che qui, tra le nostre colline, tra i nostri paesi, vivono e lavorano artisti capaci di raccontare il mondo con una forza rara.
È da questa consapevolezza che nasce il cammino che stiamo provando a costruire, con fatica ma anche con una determinazione che non si arrende. Un cammino fatto di mostre, incontri, idee condivise, che nei prossimi mesi prenderà forma attraverso diversi appuntamenti culturali.
Il 15 marzo, ad esempio, partirà il primo percorso d’arte del cammino Sulle Orme di Padre Pio, curato insieme ad Anna Maria Marrone Il logo del percorso è stato realizzato dal maestro Alfredo Verdile e si sta valutando di concludere la giornata presso la sede dell’associazione Avvocatura e Famiglia, con una visita alla mostra “Sensibilità a confronto”, alla presenza di Marianna Corbo
Il 21 e 22 marzo, inoltre, Confindustria Benevento ospiterà le Giornate FAI di Primavera, durante le quali sarà possibile visitare anche la mostra “ARTINDUSTRIA”, con la presenza degli artisti e di chi sta lavorando a questo percorso culturale.
Negli stessi giorni, dal 20 al 22 marzo, il gruppo parteciperà anche al Festival Janara , Le Streghe di Benevento, con una mostra lungo Vico Noce, riprendendo una formula già sperimentata durante l’estate. Le opere esposte diventeranno anche materia narrativa, perché l’arte, quando è viva, non resta mai confinata in una cornice: continua a generare parole, visioni, racconti.
Per la fine di marzo è prevista poi l’inaugurazione della mostra nella nuova sede di Mario Ferraro accompagnata da un convegno organizzato insieme a due associazioni che operano nel mondo della disabilità. Un momento che vuole dimostrare come la cultura possa diventare anche inclusione, partecipazione, comunità.
E lo sguardo va già oltre.
Insieme alla DiCo, si sta lavorando a un progetto internazionale dedicato al tema delle streghe, articolato in cinque tappe europee, con partenza da Nizza.
Tutto questo, però, non nasce nelle sale ufficiali né nelle conferenze stampa. Nasce in pomeriggi come quello vissuto nello studio di Salvatore Fiore.
Nasce davanti a una torta di mele condivisa tra amici.
Nasce tra persone che continuano a credere che l’arte non sia un lusso, ma una forma di resistenza alla mediocrità del tempo.
E mentre uscivamo da quella casa, con negli occhi ancora i colori delle tele e nel cuore la gratitudine per quell’ospitalità così vera, è venuto naturale pensarlo.
Forse è vero:
la bellezza non salverà il mondo.
Ma nei giorni più difficili,
quando tutto sembra più povero e più vuoto,
è la bellezza che ci ricorda perché vale ancora la pena restare umani.
A rendere ancora più significativo questo percorso è stata anche la presenza di giovani talenti che si affacciano ora al mondo dell’arte con quella timidezza tipica degli esordi, ma già attraversati da una forza espressiva sorprendente. Tra questi spicca Claudia Fruggiero, una presenza discreta ma intensa, capace di lasciare intravedere una sensibilità artistica che, se accompagnata e coltivata, potrà trovare forme di grande maturità e originalità.
Accanto alle nuove energie, non è mancato il contributo di figure che rappresentano ormai punti di riferimento nel panorama culturale, come Maurizio Iazeolla la cui partecipazione assume il valore di una vera e propria presenza istituzionale nel mondo della cultura sannita. La sua attenzione e il suo sostegno a queste iniziative testimoniano quanto sia necessario costruire ponti tra esperienza consolidata e nuove generazioni creative.
Di forte impatto anche la partecipazione di Vincenzo Marsico , artista dalla cifra espressiva immediatamente riconoscibile, in cui il colore diventa materia viva, gesto impetuoso, energia quasi vulcanica. Le sue opere restituiscono una pittura passionale, attraversata da una tensione emotiva che esplode sulla superficie della tela con una vitalità dirompente, capace di coinvolgere lo spettatore in un dialogo diretto e visceralmente autentico.
È proprio nell’incontro tra queste diverse sensibilità , l’entusiasmo dei giovani, l’autorevolezza delle figure storiche e l’irruenza creativa di artisti dalla forte identità , che prende forma un tessuto culturale vivo, capace di restituire all’arte sannita quella centralità che merita.
Ph : Giuseppe Chiusolo
