MENTRE O MIEDECO STUREA O MALAT SE NE MORE
Il Benevento di questo (terrificante?) inizio di campionato mi sembra come l’alunno di quinta elementare che, dopo aver superato l’esame di ammissione, invece di ritrovarsi in prima media si ritrova in prima superiore, in un ambiente troppo al di sopra delle sue capacità. Purtroppo le chiacchiere stanno a zero ed il misero punticino in tre partite guadagnato per un rigore al 90esimo deve far riflettere. Oggi si continua a puntare il dito contro i “cattivi tifosi da divano” che invece di sostenere sanno solo criticare. Peccato pero’ che questi cattivissimi tifosi, già in tempi non sospetti avevano sollevato dubbi, perplessità ed incertezze sul mercato venendo puntualmente messi alla gogna da coloro che non guardano oltre il solo tifo ad oltranza senza accorgersi delle pecche rilevate. La B è un campionato lungo, tosto e fatto di gente esperta. A me sembra di rivedere il film del primo anno di serie A nel quale ci presentammo con una squadra totalmente inadeguata alla categoria; i discorsi che si facevano allora sono gli stessi che si fanno adesso. Dopo le prime partite i commenti erano della serie: “dobbiamo capire la categoria, dobbiamo adattarci, ci vuole tempo” oltre ai superottimisti che man mano che passavano le giornate sciorinavano frasi del tipo “ in fondo siamo a due punti dal quart’ultimo posto, poi tre, cinque, sette…” fino a realizzare, ahimè, che a fine ottobre eravamo praticamente già retrocessi. Quest’anno cio’ che leggo da parte del mister e della Società mi lascia un po’ basito: applaudo Carli e Padella che si sono concessi alla stampa in una conferenza che ad onor del vero non erano nemmeno tenuti a fare, ma le loro spiegazioni e quelle del mister sono francamente apparse un brodino caldo. “Crediamo nel lavoro fatto sul mercato”, “la squadra è completa”, “abbiamo voluto preservare il gruppo”; se a questo aggiungiamo le parole del mister “dobbiamo calarci nella nuova realtà”, “dobbiamo smettere di pensare allo scorso anno” “dobbiamo crescere” “dobbiamo cambiare atteggiamento”, direi che siamo completamente fuori strada. Caro mister, non puoi dire ai microfoni che hai un gruppo fortissimo e poi che ci sono limiti ed ingenuità; non puoi dire che avalli tutte le scelte societarie se appare evidente che ci sono delle lacune, e soprattutto non puoi non accorgerti, come invece faceva notare il tifoso brutto e cattivo da divano, che il centrocampo a due con gli attuali uomini non funziona perché uno è troppo lento e l’altro sta pagando dazio in termini di esperienza. Soprattutto smettiamo fin da subito di trovare alibi: ed una volta si perde perché sbagliamo gol facili, un’altra volta perché i gol ce li facciamo noi, un’altra perché il giovincello è ingenuo. Prendiamo atto che la B è tosta e forse il materiale a disposizione è deficitario per limiti tattici, tecnici, mentali a cui va sommata una buona dose di inesperienza , tutti aspetti che fanno si che siamo già spaventati per il prosieguo. Si è scelto di scommettere sui giovani o su profili con tanti punti interrogativi di tenuta atletica, mentale, su semisconosciuti o retrocessi. Questa squadra è tutta una scommessa a cominciare dal tecnico e dal suo modulo, e le scommesse sono sempre un grande azzardo. Quando la Società ha voluto fare le cose in grande ha dimostrato di sapersi muovere caparbiamente sul mercato. Lo scorso anno insegna, ma anche l’anno in B con Pippo Inzaghi al timone fu fatto un mercato stratosferico con la ciliegina Hetemaj alla fine. Poi improvvisamente si cambia registro e si parte con le scommesse: scommessa mister, scommessa giovani, scommessa giocatori presi, scommessa sul modulo. Le frasi come avere fame, le ingenuità, gli episodi, la rosa ampia e valida mettiamole da parte; la verità è che nonostante tanti mesi per programmare stavolta il pane dal forno è uscito bruciacchiato. Non bisogna buttare il secchio con tutta l’acqua dentro ma nemmeno dire che…”bisogna lavorare” o “ nel prosieguo, più avanti… piano piano”. Nessuno ci stenderà il tappeto rosso e ci dirà “prego accomodatevi”. Facciamone tesoro da subito. Ho letto di una squadra, l’Ascoli, che si presentava ieri in campo quasi con la squadra dell’anno scorso ed allora mi domando: se contro una squadra di C non fai un tiro in porta nemmeno in parità numerica, con chi dobbiamo fare i punti per salvarci? Ed intanto loro sono a 7 punti, noi ad 1 e cominciamo a vedere tutti dal basso in alto. Ho letto anche di chi dice che “in fondo mancano ancora 35 partite….”. Contenti voi, ma intanto mentre o” miedeco sturea o malat se ne more”. Se dobbiamo fare un campionato di sofferenza e passione che sofferenza e passione siano, ma la domanda resta la stessa? Perche’? Non ci si poteva muovere meglio acquistando qualche marpione o scommettere un po’ di meno? Perché continuare a criticare chi ci aveva visto lungo o aveva espresso dubbi e perplessità da tempo? Remare tutti dalla stessa parte non significa avere i paraocchi e far finta che tutto quello che si fa o è stato fatto sia stato fatto bene; se lo si scrive non deve passare come un atto di coraggio al di fuori della massa venendo additati come . Quello che passa come “tifoso criticone da divano” vuole bene come o più degli altri alla Strega e si incazza quando vede che qualcosa non va. Salvamm’ stu malat che ‘a situazione è da terapia intensiva.
Scugnizzo 69
