Fine di Akir
e carceri,
rovescio
della stessa
medaglia

di Roberto Fronzuti Direttore dell’ Eco di Milano e Provincia

Il nostro Paese sta scivolando verso la barbarie. Questa affermazione può sembrare eccessiva se non supportata da dati di fatto. L’obiettivo dell’ editoriale e di offrire all’attenzione dei nostri lettori elementi inconfutabili, a noi pervenuti da fonti ufficiali.
L’Italia è stata condannata dalla Corte di Giustizia Europea, per la violazione dell’articolo 3 che sanziona i trattamenti disumani e degradanti dei detenuti, in data 8.1.2013.
Sono trascorsi ben 13 anni da allora; cambiati diversi governi, ma l’Italia non ha fatto nulla per rimediare alla vergognosa condanna, con l’aggravante che in tutti questi anni la situazione delle carceri è peggiorata.
In questo momento le persone in galera sono 63.000, contro 46.000 che sarebbe la capienza massima; sono 17.000 i detenuti in sovra numero.
In alcuni istituti di pena, i carcerati sono costretti a dormire su un materasso adagiato sul pavimento della cella. A Soliciano, vicino Firenze, si registrano il maggior numero di suicidi. Ma Soliciano non è un’eccezione; è solo il luogo peggiore di detenzione; negli altri istituti la situazione è sempre drammatica e le morti per suicidio si moltiplicano ovunque. Il caldo è un tormento per i detenuti.
È una vergogna! Se la civiltà di un Paese si misura dalle carceri, occorre dire che in Italia c’è molto di incivile.
La morte Abderrahim Akir avvenuta a Bologna, evidenzia la nostra brutta situazione. Ci siamo tanto meravigliati della morte di George Floyd avvenuta negli Usa in circostanze simili a quelle di Akir, ma quanto è accaduto in Italia non è diverso.
Non vogliamo esprimere giudizi sul comportamento di Polizia e Sanitari, ma la situazione appare in tutta la sua gravità.
La tragica fine di Akir e la situazione carceria sono il rovescio della stessa medaglia. Sono il ritratto di un Paese alla deriva, sempre più privo di senso umano.
Il governo Meloni vanta la buona situazione del Paese e il record di occupazione. Se fosse vero, sarebbe un aggravante rispetto alla situazione delle carceri. Un governo che afferma attraverso il ministro Giorgetti di avere i conti dello Stato in ordine avrebbe potuto fare altro debito pubblico per trovare i fondi necessari a porre rimedio alla disumana situazione delle carceri italiane.
Le carceri in Italia sono da terzo mondo. La condizione di vita dei detenuti, costituisce una pena ulteriore, che si aggiunge a quella inflitta dei giudici.
Una buona parte dei tenuti nelle carceri in Italia è costituita dagli extra comunitari, che non hanno un legale di fiducia e sono stati imprigionati per piccoli reati.
Si faccia un indulto o un’amnistia, ma si faccia qualcosa.

 

 

Ph pixabay senza royality

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