Inchiesta di cittadinanza – 27 luglio 2026
a cura della redazione

Dati, dichiarazioni e numeri sono riportati integralmente dalle fonti citate. Le ipotesi investigative non ancora confermate da atti pubblici sono chiaramente indicate come tali.

Premessa

Il 25 e il 26 luglio 2026 la città di Benevento ha vissuto una delle più gravi emergenze ambientali della sua storia recente. Una fitta coltre di schiuma bianca ha coperto per ore il Calore Irpino nel tratto cittadino, mentre le carcasse di decine di pesci affioravano lungo il corso del fiume. L’evento, lungi dall’essere un fulmine a ciel sereno, è il punto di rottura di un sistema di controlli che da almeno un quindicennio non ha funzionato. Questa inchiesta ricostruisce le responsabilità , investigative, politiche, regolatorie, industriali , basandosi esclusivamente su fonti documentate, e pone domande precise alle istituzioni preposte alla tutela della salute pubblica e dell’ambiente.

I fatti accertati: la cronologia di una giornata che ha sconvolto Benevento

25 luglio 2026, ore antimeridiane
Una schiuma di colore biancastro inizia a formarsi nei pressi della piccola cascata sotto il Ponte Vanvitelli (via dei Longobardi) e prosegue, secondo le segnalazioni dei residenti, lungo via Posillipo e via Grimoaldo Re, nel tratto del Calore cittadino che corre verso il Ponte Valentino. I cittadini allertano immediatamente le autorità competenti (Gazzetta Benevento, 25/07/2026).

25 luglio 2026, ore 9-12

Sul posto intervengono:

– Tecnici dell’ARPAC (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania);
– Carabinieri Forestali, che procedono ai primi rilievi e campionamenti (NTR24, 25/07/2026).

25 luglio 2026, primo pomeriggio

I Vigili del Fuoco del comando provinciale raggiungono il greto del fiume e recuperano i campioni di acqua e alcuni esemplari di pesci morti, affidati al NIPAF dei Carabinieri e all’ASL di Benevento per le analisi di laboratorio. È presente anche la Polizia Municipale per il monitoraggio dell’area. In serata i Carabinieri si recano presso il depuratore dell’ASI di Ponte Valentino per verifiche e controlli (NTR24, 25/07/2026).

26 luglio 2026

L’Autorità Giudiziaria apre un fascicolo sulla vicenda e affida ad ARPAC e al Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale (NIPAF) dei Carabinieri gli accertamenti tecnico-scientifici. La Procura dispone il sequestro preventivo del depuratore consortile di Ponte Valentino, gestito da Multiservice ASI srl (Il Mattino, 26/07/2026).

27 luglio 2026

Un tavolo è convocato in Prefettura, su richiesta del sindaco Clemente Mastella, per affrontare congiuntamente la vicenda dei miasmi nella zona nord e l’inquinamento del Calore (Il Mattino, 26/07/2026).

La pista investigativa: la catena che porta dalla biometano al fiume

Secondo quanto riportato da Il Mattino ,che cita fonti vicine all’inchiesta , gli investigatori stanno battendo in particolare la strada che conduce all’impianto di biometano di contrada San Domenico, «da tempo al centro delle contestazioni». Presso quell’impianto sarebbero in corso da giorni le attività di rimozione di materiali organici maleodoranti, tra i quali reflui che sarebbero stati conferiti presso la piattaforma specializzata Sanav, operante a Ponte Valentino. I liquidi post-trattamento sarebbero stati avviati al depuratore dell’agglomerato industriale, dal quale sarebbero poi «erroneamente immessi nel Calore con livelli di inquinanti ancora parzialmente superiori alla norma».

Il quotidiano precisa testualmente che «si tratta di una ricostruzione che attende eventuali conferme da parte degli organi preposti» (Il Mattino, 26/07/2026).

Nota della redazione: questa ricostruzione va letta per ciò che è , una pista investigativa al vaglio della Procura, non una sentenza di condanna. Tutte le persone e le aziende coinvolte godono della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva, ai sensi dell’art. 27 della Costituzione italiana.

Le voci ufficiali: trasparenza, ma poche risposte sulla sostanza

Il presidente del Consorzio ASI di Benevento, Domenico Vessichelli, ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma: «Da parte nostra c’è la massima collaborazione con gli organi di controllo. La tutela dell’ambiente è una priorità assoluta. Esprimo la più ampia disponibilità dell’ente a collaborare con la magistratura, le forze dell’ordine, l’Arpac e tutte le autorità competenti» (Il Mattino, 26/07/2026).

Vessichelli ha inoltre ricordato che circa due anni fa il Consorzio aveva installato «centraline che verificassero la qualità dell’aria e i relativi sforamenti dei parametri» in occasione di precedenti episodi di miasmi. Nessun dettaglio è stato fornito sui dati analitici delle acque del 25-26 luglio 2026 (pH, COD, BOD, tensioattivi, Escherichia coli, idrocarburi): la pubblicazione di questi dati , richiesta formalmente dalle forze politiche cittadine , è al momento il principale vulnus di trasparenza dell’intera vicenda.

Ieri mattina il Comune di Benevento, guidato dal sindaco Clemente Mastella, ha annunciato la sospensione dell’attività della centrale a biometano in località San Domenico, poiché «come rilevato dall’Arpac sono state rilevate criticità strutturali e gestionali» (Comune di Benevento , comunicato; ARPAC Campania , sopralluogo).

Le reazioni politiche e associative: una richiesta unanime di chiarezza

Fratelli d’Italia , Circolo “Antonio Guarra”
Ciro Vallone, portavoce del circolo cittadino, ha definito l’episodio «l’ennesimo schiaffo al patrimonio naturale di Benevento e alla salute dei suoi cittadini» e ha chiesto formalmente:

1. La pubblicazione integrale dei dati di ARPAC e dei Carabinieri Forestali sui campionamenti delle acque;
2. La definizione dei protocolli di controllo preventivo che il Comune intende attivare;
3. La costituzione di parte civile del Comune di Benevento nel futuro procedimento penale (Gazzetta Benevento, 26/07/2026).

Consiglieri comunali di opposizione
Un gruppo di otto consiglieri comunali ,  Giovanna Megna, Raffaele De Longis, Giovanni De Lorenzo, Floriana Fioretti, Francesco Farese, Angelo Miceli, Luigi Diego Perifano e Maria Letizia Varricchio ,  ha chiesto la convocazione urgente di un Consiglio comunale aperto, affermando: «I cittadini hanno diritto di conoscere la verità sullo stato dell’ambiente, sulle cause dei miasmi e su quanto sta accadendo nel fiume Calore. Servono trasparenza, controlli efficaci e un’assunzione piena di responsabilità» (Il Mattino, 26/07/2026).

Amici della Terra , Club di Benevento
Il circolo, guidato da Giovanni Picone, ha manifestato profonda preoccupazione, denunciando «reiterati e pericolosi episodi di inquinamento ambientale», tra «miasmi persistenti e nuovi sversamenti nel fiume Calore» e chiedendo un monitoraggio straordinario e continuativo (Cronache del Sannio , SannioNews24, 27/07/2026).

Il contesto storico: un fiume in sofferenza cronica

L’episodio del 25-26 luglio 2026 non è un incidente isolato. È l’ennesima manifestazione acuta di una malattia cronica che affligge il sistema fluviale sannita.

L’inchiesta “Fulmina” del Corpo Forestale (2009-2012)

Tra il 2009 e il 2012 il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale condusse una campagna straordinaria di controlli sui fiumi del Sannio. I dati, pubblicati da L’Espresso il 10 maggio 2012, sono agghiaccianti:
– 119 scarichi controllati, 59 risultati privi di depurazione (≈50%);
– Valori di Escherichia coli e coliformi fecali fino a 730 volte superiori ai limiti, e in alcuni punti fino a 1.000 volte superiori;
– Isolamento di Salmonella in tre ceppi (Kottbus, Typhimurium, Rissen) lungo l’asta fluviale;
– 39 sindaci del Sannio rinviati a giudizio per disastro ambientale doloso;
– La perizia finale: il fiume Isclero «non è più un fiume ma un canale collettore di acque fortemente inquinate», con la «scomparsa di specie acquatiche» che «potrebbe essere irreversibile» (Orticalab, 2012).

L’inchiesta “Cloralix” (maggio 2020)

I Carabinieri del Nucleo Tutela Ambientale di Napoli sequestrarono 12 impianti di depurazione nella provincia di Benevento (Quotidiano del Sud, 15/05/2020).

L’inchiesta GE.SE.SA (2024)

La Guardia di Finanza di Benevento, coordinata dalla Procura, eseguì un sequestro preventivo di 78.210.529 euro del valore nei confronti di GE.SE.SA , Gestione Servizi Sannio S.p.A., società partecipata pubblica che gestisce il servizio idrico integrato. I reati contestati: inquinamento ambientale (art. 452-bis c.p.), frode nelle pubbliche forniture (art. 640 c.p.), truffa aggravata, gestione illecita di rifiuti, scarichi senza autorizzazione. Indagati il responsabile della conduzione operativa degli impianti e l’assistente pianificatore; 33 persone già deferite (Realtà Sannita).

La relazione UniSannio (novembre 2024)

Lo studio dell’Università del Sannio a firma dei professori Francesco Fiorillo e Libera Esposito ha documentato che nel pozzo di Pezzapiana (che serve circa 30.000 cittadini dei rioni Ferrovia e Libertà) il tetracloroetilene (PCE) era presente a concentrazioni 25 volte superiori al limite di legge (10 µg/L). La conclusione scientifica: nelle condizioni di magra, i pompaggi inducono inversione locale del gradiente fiume-falda, così che il Calore può alimentare «di fatto» la falda di Pezzapiana. Indicazione operativa: avviare analisi chimiche periodiche delle acque del Calore per la ricerca del PCE (Il Mattino, 21/05/2024).

La lettura scientifica: cosa significa «schiuma bianca e pesci morti»

Senza anticipare i risultati delle analisi ARPAC , che al momento della pubblicazione di questa inchiesta non sono ancora stati resi pubblici , è possibile collocare l’evento in un quadro tecnico consolidato, basato su quanto riportato dalle fonti scientifiche.

Schiuma bianca persistente

Il comportamento descritto dai residenti ,  schiuma che si accumula nei salti di quota del fiume ,  è coerente con la presenza di tensioattivi (sostanze abbassanti la tensione superficiale) o di sostanze organiche ad alta biodegradabilità che, in presenza di turbolenza, producono schiuma stabile. La schiuma bianca persistente e maleodorante è un «marker» di scarichi di origine fognaria o industriale non adeguatamente trattati.

Moria di pesci

Le carcasse affiorate lungo il fiume indicano un fenomeno acuto di stress ipossico (mancanza di ossigeno) o di tossicità diretta. La sequenza diagnostica è nota:

1. Carico organico eccessivo , batteri consumano ossigeno , anossia , morte della fauna ittica;
2. Sostanze tossiche (ammoniaca, tensioattivi, metalli pesanti, PCE) , danno branchiale e neurologico , morte rapida.

L’esame autoptico sui pesci, disposto dalla Procura, sarà dirimente.

Il rischio per la salute pubblica
L’inchiesta “Fulmina” del 2012 ha provato la presenza di Salmonella in tratti dei fiumi sanniti e concentrazioni di E. coli fino a 1.000 volte i limiti. La bibliografia ISS (Istituto Superiore di Sanità ,  Briancesco, Indicatori microbiologici e valutazione della qualità delle acque superficiali) indica come limite per E. coli nelle acque superficiali destinate alla vita acquatica il valore di 10 UFC/100 mL. Concentrazioni superiori anche di pochi ordini di grandezza rendono l’acqua incompatibile con ogni contatto umano.

L’interfaccia con la falda potabile

Lo studio UniSannio 2024 ha stabilito che in condizioni di magra il Calore contribuisce ad alimentare la falda di Pezzapiana. Ciò significa che l’inquinamento del fiume non è un fenomeno confinato all’ecosistema fluviale, ma un potenziale fattore di rischio anche per l’acqua potabile distribuita a circa 30.000 cittadini.

L’infrastruttura mancante: il depuratore di Benevento atteso da decenni

Nel 1991 l’Italia fu condannata dalla Corte di Giustizia UE per il mancato rispetto della Direttiva 91/271/CEE sulle acque reflue urbane. La procedura d’infrazione n. 2004/2034 (sentenza C-565/10 del 19 luglio 2021 e successive) è ancora aperta per l’agglomerato di Benevento, privo di un depuratore completo che copra l’intera città.

Il 26 novembre 2025 il Commissario straordinario per la Depurazione, on. Fabio Fatuzzo, ha firmato insieme al RUP ing. Lorenzo Nave il Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica del nuovo schema fognario-depurativo di Benevento. Il quadro, pubblicato dal Commissario Unico per la Depurazione, prevede:

– Costo complessivo: € 47.450.663,32;
– Tecnologia: MBR – Membrane Biological Reactor;
– Capacità: 45.000 abitanti equivalenti;
– Impianti da dismettere: Ponte delle Tavole, Capodimonte, Pontecorvo;
– Nuovo impianto in località Scafa + collettore Monte Calvo;
– Collettamento aggiuntivo di 10.000 AE al depuratore ASI di Ponte Valentino;
– Mitigazioni ambientali: comparti emissivi confinati in edifici chiusi con trattamento aria, siepe perimetrale e area boscata di 4.872 m² rivolta verso il Calore a compensazione ambientale (Commissario Unico Depurazione, 26/11/2025).

Ma tra la firma del progetto di fattibilità e la posa della prima pietra possono passare , come dimostra la storia italiana della depurazione , anni di progettazione esecutiva, gare d’appalto, contenziosi, varianti. Il fiume, intanto, ha continuato a ricevere reflui non depurati.

Le domande che le istituzioni devono rispondere  subito

Questa inchiesta pone formalmente le seguenti domande, in nome del diritto dei cittadini di Benevento a vivere in un ambiente salubre (art. 32 Cost.), alla trasparenza amministrativa (L. 241/1990) e all’accesso alle informazioni ambientali (D.Lgs. 195/2005, attuativo della Direttiva 2003/4/CE):

All’ARPAC e alla Procura della Repubblica di Benevento

Quando saranno pubblicati integralmente i risultati delle analisi su acqua e carcasse ittiche (COD, BOD₅, tensioattivi, E. coli, Salmonella, metalli pesanti, composti organici volatili)?

Esiste un piano di monitoraggio in continuo del Calore a valle di Ponte Valentino per i prossimi 90 giorni?

Le centraline di qualità dell’aria installate nel 2024 dall’ASI a Ponte Valentino hanno mai registrato superamenti dei limiti? Quali? Quando?

 

Al Consorzio ASI e a Multiservice ASI srl

Quali imprese conferiscono o hanno conferito reflui al depuratore di Ponte Valentino nel 2025 e nel 2026? Esiste un registro aggiornato e pubblico?

Quanti campionamenti interni di conformità agli scarichi sono stati effettuati? Con quali esiti?

Il depuratore sequestrato dispone di autorizzazione vigente allo scarico? È mai stato oggetto di diffida o di sospensione?

Al Comune di Benevento e al Sindaco Clemente Mastella

Perché il Comune non ha ancora reso pubblici i dati ARPAC sul fiume raccolti dal 2022 a oggi?

Quali azioni concrete intende intraprendere l’amministrazione per tutelare la falda di Pezzapiana durante la stagione estiva, quando il fiume è in magra e il gradiente idraulico è invertito?

Intende il Comune costituirsi parte civile nel procedimento penale in corso, come formalmente richiesto da FdI e dai consiglieri di opposizione?

Alla Regione Campania

A che punto è l’iter autorizzativo del nuovo depuratore di Benevento (in località Scafa), firmato il 26 novembre 2025 dal Commissario Fatuzzo?

Quando si prevede la pubblicazione del bando di gara per la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori?

Come intende la Regione anticipare l’effetto depurante del nuovo impianto, viste le reiterate emergenze?

All’ASL di Benevento e all’Istituto Zooprofilattico

È stata disposta un’indagine epidemiologica sulla popolazione esposta, in particolare sui residenti del rione Ferrovia esposti ai miasmi?

È stata verificata la presenza di patogeni enterici (Salmonella, E. coli produttori di Shiga-tossina) nelle acque del Calore a valle dell’episodio?

Sono state predisposte raccomandazioni sanitarie ufficiali per l’uso irriguo e per evitare contatti con le acque del fiume?

Le richieste operative della cittadinanza

Sulla base dei fatti documentati e della giurisprudenza ambientale consolidata (in particolare le pronunce della Corte di Cassazione sulla configurabilità del reato di disastro ambientale anche in assenza di evento catastrofico visibile, purché sia compromessa la «funzione ecosistemica» del corpo idrico), la redazione avanza le seguenti richieste operative:

Trasparenza integrale e immediata sui dati analitici: pubblicazione sul portale ARPAC di tutti i valori misurati nel biennio 2025-2026 sul Calore Irpino, con aggiornamento continuo.

Monitoraggio in continuo della qualità delle acque e dell’aria in zona Ponte Valentino, con centraline pubbliche e accessibili via web ai cittadini.

Tamponamento immediato degli scarichi abusivi ancora attivi, con mappatura pubblica delle reti fognarie che recapitano direttamente nel Calore.

Accelerazione dell’iter del nuovo depuratore di Benevento (Scafa) con cronoprogramma pubblico e verificabile.

Indagine epidemiologica ASL sulla popolazione del rione Ferrovia e dei quartieri limitrofi al fiume.

Costituzione di parte civile del Comune nel procedimento penale, come richiesto dall’opposizione consiliare e da FdI.

Audizione pubblica del Prefetto di Benevento, del Procuratore della Repubblica, del Direttore generale ARPAC e del Commissario Unico per la Depurazione presso il Consiglio comunale aperto già richiesto.

Risarcimento del danno ambientale ai sensi dell’art. 311 D.Lgs. 152/2006, da chiunque venga identificato come responsabile.

Diffida a ogni impianto di biometano attivo in provincia a rendere pubblici i propri registri di scarico e le autorizzazioni vigenti.

Piano di comunicazione del rischio per la popolazione, con indicazioni chiare su limitazioni d’uso del fiume (balneazione vietata, divieto di contatto, divieto di irrigazione con acque del Calore).

Una riflessione finale: chi tutela il Calore?

Il Calore Irpino è un bene comune: 108 chilometri di corso, alimentati dal massiccio del Terminio, che attraversa la città di Benevento prima di confluire nel Volturno. Le sue acque – se non inquinate – sono una risorsa per l’agricoltura, per la biodiversità, per il paesaggio, per la qualità della vita.

Per anni, istituzioni diverse hanno saputo e non hanno fatto abbastanza. Le inchieste giudiziarie si sono susseguite (“Fulmina”, “Cloralix”, GE.SE.SA), i sequestri si sono moltiplicati, ma il fiume ha continuato a raccogliere ciò che non avrebbe dovuto raccogliere.

Oggi il Calore ci chiede con urgenza , attraverso la schiuma bianca e le carcasse dei suoi pesci , di scegliere se proseguire sulla strada dell’inerzia, oppure se fare della tutela dell’ambiente fluviale la priorità delle prossime decisioni politiche, amministrative e giudiziarie.

Le domande poste in questa inchiesta restano aperte. Le risposte, se arriveranno, saranno il metro con cui misurare la credibilità delle istituzioni e la serietà dell’impegno per i diritti dei cittadini di Benevento.

Riferimenti normativi citati

– Direttiva 91/271/CEE – Trattamento delle acque reflue urbane.
– Procedura d’infrazione UE 2004/2034 – Mancato rispetto della direttiva, sentenza Corte di Giustizia UE 19/07/2021, causa C-565/10.
– D.Lgs. 152/2006, Parte Terza, Allegato 5, Tabella 3 – Limiti di emissione in acque superficiali.
– D.Lgs. 152/2006, art. 311 – Risarcimento del danno ambientale.
– Codice Penale, art. 452-bis – Inquinamento ambientale; art. 452-quater – Disastro ambientale; art. 640 – Truffa.
– Costituzione Italiana, art. 32 – Diritto alla salute; art. 9 – Tutela dell’ambiente e della biodiversità; art. 27 – Presunzione di innocenza.

Fonti citate

– Il Mattino, 26/07/2026 – “Schiuma nel Calore, scatta il sequestro del depuratore in zona Asi”
– Il Mattino, 26/07/2026 – “Fiume Calore, schiuma e pesci morti nell’acqua: indaga la Procura”
– NTR24, 25/07/2026 – “Schiuma bianca nel Calore, scatta l’allarme”
– BeneventoNews24, 26/07/2026 – “Foto e Video, allarme Calore”
– LabTV, 26/07/2026 – “Fiume Calore, pesci morti e schiuma bianca”
– Gazzetta Benevento, 25/07/2026 – Schiuma sotto il Ponte Vanvitelli
– Gazzetta Benevento, 26/07/2026 – Circolo FdI “Antonio Guarra”
– Gazzetta Benevento, 26/07/2026 – Richiesta Consiglio comunale aperto
– Cronache del Sannio / SannioNews24, 27/07/2026 – Amici della Terra
– Comune di Benevento – Sospensione biometano San Domenico
– ARPAC Campania – Sopralluogo contrada San Domenico
– NTR24, 14/03/2025 – “Il Calore sta male”, giornata mondiale dell’acqua
– Il Mattino, 21/05/2024 – Pozzi Pezzapiana inquinati e Calore
– Realtà Sannita – Sequestro GE.SE.SA 78 milioni
– Quotidiano del Sud, 15/05/2020 – “Cloralix”, 12 depuratori sequestrati
– Orticalab / L’Espresso, 2012 – Inchiesta “Fulmina”
– Commissario Unico per la Depurazione, 26/11/2025 – Firmato progetto di fattibilità
– ISS, Briancesco – Indicatori microbiologici e valutazione delle acque superficiali
– Ministero dell’Ambiente – Tabella 3 D.Lgs. 152/2006
– Procura di Benevento – Sito istituzionale
– NTR24, 18/07/2026 – Impianto biometano, sindaco di Pietrelcina

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