Servono misure di salvaguardia per i piccoli Comuni dopo la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea che ha dichiarato incompatibile con il diritto europeo il diritto di prelazione del promotore nelle gare di project financing. È la posizione espressa da ANPCI nel corso dell’audizione informale davanti all’VIII Commissione (Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici) della Camera dei Deputati sulle risoluzioni presentate in materia.
L’Associazione Nazionale dei Piccoli Comuni d’Italia, rappresentata dalla presidente nazionale Franca Biglio e dal presidente campano Zaccaria Spina, ha ribadito che, per gli enti sotto i 5.000 abitanti, la finanza di progetto rappresenta spesso l’unico strumento per realizzare interventi essenziali, come la riqualificazione dell’illuminazione pubblica o la messa in sicurezza dei cimiteri, a fronte della cronica carenza di personale tecnico e di risorse di bilancio.
ANPCI condivide l’applicazione del principio pacta sunt servanda, che consentirebbe di mantenere validi i contratti già in essere e le gare aggiudicate, prevedendo semplici rettifiche per le procedure ancora in corso. Al contrario, secondo l’associazione, l’annullamento delle gare, il riesame delle offerte già valutate o il recesso dai contratti stipulati esporrebbero gli enti locali a un elevato rischio di contenzioso.
«Nei Comuni con meno di 5.000 abitanti anche un solo contenzioso milionario legato a un partenariato pubblico-privato potrebbe determinare il dissesto finanziario dell’ente», hanno sottolineato Biglio e Spina, evidenziando inoltre il rischio di perdere finanziamenti per le opere soggette a scadenze inderogabili qualora fosse necessario ripetere le procedure di gara.
Per il futuro del Partenariato Pubblico-Privato, ANPCI guarda con favore alle proposte di semplificazione delle procedure, con una riduzione del livello di dettaglio richiesto nelle proposte progettuali e l’introduzione di modalità semplificate per i progetti di minori dimensioni.
L’associazione chiede quindi che la fase transitoria sia accompagnata da adeguate tutele per i Comuni con gare già avviate o contratti già sottoscritti e auspica, per il futuro, la predisposizione di bandi-tipo standardizzati per garantire certezza delle procedure e favorire gli investimenti nei piccoli enti.

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