Di Daniela Piesco Direttore Responsabile
Ci sono eventi culturali che si limitano a occupare una data in calendario, e altri che riescono a dire qualcosa di più profondo su una comunità. Paesaggi Onirici , Visioni tra Sogno e Realtà, la personale di Claudia Fruggiero alla Torre di Montesarchio, appartiene alla seconda categoria. Non soltanto per il valore artistico del progetto, ma perché mette in scena una scelta precisa: dare spazio a una giovane artista del territorio dentro un luogo simbolico, sotto il patrocinio del Comune, riconoscendo nella cultura una leva concreta di crescita civile.
Per capire la portata di questa mostra, occorre partire dall’artista. Claudia Fruggiero è pittrice di Montesarchio, e la sua arte è stata definita una “poetica della frontiera”, volta ad indagare il rapporto tra realtà e sogno, luce e ombra. La sua è una pittura di confine, dove l’ombra dialoga con la luce e il sogno si trasforma in geometria sensibile. Non è un linguaggio decorativo, né compiacente: il suo lavoro pittorico si muove tra simbolismo e istinto, con attenzione ai codici dell’inconscio, in una ricerca che porta già dentro di sé un’identità riconoscibile e non negoziabile.
Ma prima di approdare alla Torre, Fruggiero ha compiuto un percorso preciso, e quel percorso ha un nome: Eccellenze Sannite, la piattaforma ideata e curata dal giornalista Giuseppe Chiusolo. È proprio in quella sede che si è celebrato il “battesimo” della giovane artista di Montesarchio, in occasione del decennale della piattaforma, nella sala Acquedotto Romano della Rocca dei Rettori di Benevento. Madrina d’eccezione fu la consigliera provinciale Anna Iachetta, in un atto pubblico di riconoscimento che sancì ufficialmente l’ingresso di Fruggiero nel gruppo degli artisti sanniti promossi da Chiusolo. Non un dettaglio biografico marginale: quel battesimo segnò la prima legittimazione istituzionale di un talento che il circuito di Eccellenze Sannite seppe vedere e valorizzare prima di altri.
La stessa Iachetta, all’indomani dell’evento, dichiarò che Fruggiero aveva portato una ventata di freschezza e originalità, dimostrando come il futuro dell’arte sannita fosse in ottime mani. Parole di circostanza, si potrebbe dire. Ma che trovano conferma in un percorso che da quel battesimo non si è fermato: le sue tele, insieme a quelle di Maurizio Iazeolla e del maestro Alfredo Verdile, sono oggi in esposizione permanente nella sede dell’ITS Academy Energy lab, (Eccellenzesannite) dove accompagnano quotidianamente la formazione dei giovani studenti con un’esperienza visiva che va oltre il puro ornamento. Un riconoscimento non simbolico, ma strutturale.
In questo quadro, la mostra alla Torre di Montesarchio rappresenta il passaggio successivo e naturale: dalla consacrazione collettiva all’affermazione autonoma, dalla collettiva all’esposizione personale, dalla sala consiliare al monumento civico più rappresentativo del comune di appartenenza. È una traiettoria ascendente, e il Comune di Montesarchio ha avuto la lucidità di intercettarla nel momento giusto.
In tempi in cui molti centri dell’entroterra parlano di giovani quasi esclusivamente in termini di fuga, emigrazione o occasioni mancate, Montesarchio sembra voler affermare un principio diverso: i talenti non si celebrano soltanto quando partono e ricevono conferme altrove; si riconoscono, si accompagnano e si rendono visibili anche qui, nel luogo da cui provengono. È questo il messaggio più forte che emerge da Paesaggi Onirici: la fiducia istituzionale può diventare il primo atto pubblico di legittimazione di un percorso creativo.
E quando quella fiducia arriva dopo un percorso già avviato , come quello che Fruggiero ha costruito all’interno di Eccellenze Sannite , non è un gesto improvvisato, ma il riconoscimento di qualcosa che già esiste e merita di essere amplificato.
Ed è proprio qui che il gesto del Comune acquista peso politico, nel senso più alto del termine.
Patrocinare una mostra come questa significa dire che il patrimonio storico non è una reliquia immobile, ma un organismo vivo capace di dialogare con i linguaggi delle nuove generazioni. Significa affermare che una torre, un museo, una città non servono solo a custodire il passato, ma anche a offrire ai giovani un palco credibile per il presente. In questo passaggio c’è una visione amministrativa che merita di essere sottolineata: credere nei giovani non è uno slogan, è creare occasioni visibili, qualificate e simbolicamente forti.
Per questo Paesaggi Onirici può diventare un piccolo caso virtuoso. Perché unisce tre livelli che raramente coincidono: la qualità di una ricerca artistica già strutturata, la centralità del territorio come origine e destinazione del gesto creativo, e la responsabilità delle istituzioni nel riconoscere i percorsi emergenti. Se Montesarchio continuerà su questa strada, sostenendo con continuità i giovani che producono cultura, innovazione e bellezza, allora non avrà soltanto ospitato una mostra: avrà contribuito a costruire un modello. Un modello in cui i ragazzi non sono destinatari passivi di promesse, ma protagonisti concreti dell’immagine futura della città.
In fondo, è questo che oggi chiediamo ai territori: non soltanto di conservare, ma di scommettere. Non soltanto di raccontare il proprio passato, ma di riconoscere chi può interpretarne il domani. In questo senso, la mostra di Claudia Fruggiero è una buona notizia culturale, ma ancor prima è una buona notizia civica. Perché dice ai giovani di Montesarchio una cosa semplice e potente: qui potete essere visti, ascoltati, sostenuti. E per un Comune, oggi, non c’è investimento più lungimirante di questo.
Photo gallery Giuseppe Chiusolo

