La Regione Campania ha pubblicato, con Decreto Dirigenziale n. 359 del 30 aprile 2026 e relativa pubblicazione sul BURC n. 28 dell’8 giugno scorso, la graduatoria dei progetti ammissibili nell’ambito dell’Avviso pubblico destinato al finanziamento di interventi di rinaturalizzazione di suoli degradati o a rischio degrado in contesti urbani e periurbani. Le risorse provengono dal Fondo per il contrasto del consumo di suolo, istituito presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica in base all’articolo 1, comma 695, della legge 197 del 29 dicembre 2022.
L’avviso si rivolgeva esclusivamente ai Comuni campani che, secondo i dati rilevati nel 2023, presentano una percentuale di suolo consumato pari o superiore al 25%, un criterio che ha selezionato a monte i territori dove l’impermeabilizzazione e l’urbanizzazione hanno raggiunto livelli più critici.
A fronte di 24 candidature presentate dagli enti locali, l’istruttoria condotta dagli uffici regionali ne ha ritenute ammissibili dieci. Entrano in graduatoria i Comuni di Atripalda, Bacoli, Casamicciola Terme, Nola, Pollena Trocchia, Pomigliano d’Arco, San Valentino Torio, Somma Vesuviana e, con due distinte proposte progettuali, Torre Annunziata, che presenta interventi sia in via Commercio sia in via Solferino.
L’inserimento in graduatoria non rappresenta tuttavia l’esito definitivo del percorso di finanziamento, ma apre una seconda fase istruttoria affidata a due soggetti distinti, ciascuno chiamato a esprimere una valutazione tecnica su aspetti specifici. L’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, come previsto dall’articolo 11 dell’Avviso, dovrà verificare la coerenza di ogni proposta con le pianificazioni stralcio di bacino, valutando in particolare il contributo degli interventi alla mitigazione del rischio idrogeologico e la qualità delle opere di rinaturalizzazione previste. Parallelamente, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, secondo quanto stabilito dall’articolo 12, attribuirà un punteggio basato sulla significatività ambientale di ciascun progetto, considerando ubicazione, estensione e tipologia delle opere proposte.
Solo all’esito di queste due valutazioni tecniche sarà possibile definire la graduatoria finale e, di conseguenza, l’effettiva ripartizione delle risorse del Fondo tra i dieci progetti ammessi. Per i territori coinvolti si tratta di un’occasione per intervenire su aree compromesse restituendo permeabilità e funzioni ecosistemiche a suoli che il consumo edilizio degli ultimi decenni ha progressivamente sottratto al ciclo naturale.

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