“…E pigliat’ 4 pappin e vaje truenn piettn’ e 13”.
Sportività questa sconosciuta. Si può capire la rabbia, un particolare tipo di esternazione o una visione tutta propria di una partita, se un episodio abbia determinato un risultato sfavorevole per la propria squadra, ma le dichiarazioni fatte da mister Gallo al termine di Vicenza – Benevento rasentano il ridicolo. Ha parlato di una squadra (la sua) scarica, senza più ritmo partita nelle gambe, con la testa in vacanza, e non ha minimamente accennato alla super prestazione della squadra giallorossa che ha maramaldeggiato in quel di Vicenza. Strano che non abbia usato lo stesso metro di giudizio quando ha affrontato l’Arezzo reduce da una vittoria del campionato sudata fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata, con la testa ancora piena di festeggiamenti, champagne e bollicine. In quel frangente i 5 gol rifilati alle riserve aretine scese in campo, erano stati associati a parole come impresa e grande prestazione. Strano anche che fino a prima dell’incontro decisivo con il Benevento, il tecnico avesse dichiarato di volere il trofeo a tutti i costi per coronare una stagione superlativa con la classica ciliegina sulla torta. Appellarsi a scuse di ogni tipo quando hai preso quattro pappine a domicilio è semplicemente ridicolo. Nel primo tempo i giallorossi hanno sciorinato un calcio di alta classe, difficilmente ammirabile in Serie C, con il 78% di possesso palla. Numeri impietosi che la dicono lunga sui valori espressi in campo. Avevano due risultati utili su tre: è finita con una Caporetto, una Waterloo senza eguali ma guai a voler spendere parole di elogio per gli avversari, solo scuse di ogni tipo per una figuraccia nazionale rimediata davanti alle doppie telecamere di Raisport e Sky. Di contro, il competente e sportivissimo tifo vicentino, ha riconosciuto la supremazia della squadra sannita; sono piovuti complimenti provenienti dai social, dal web e dalla carta stampata locale. Vedere un pubblico applaudire ad un gesto tecnico meraviglioso, pur se fatto da un avversario, fa capire il grado di maturità e competenza di chi allo stadio ci va non solo per tifare ma anche per riconoscere e dare valore ad una giocata, indipendentemente da chi l’abbia compiuta. Il terzo gol della Strega è da manuale del calcio: lancio per Lamesta, no look di tacco, cross di Tumminello di esterno per anticipare l’intervento del difensore ed in area il solo fatto che Salvemini abbia pensato di fare una rovesciata meriterebbe l’applauso; averla eseguita mettendo la palla nell’angolino basso è da spellarsi le mani. Gol strepitoso che fa il pari con il primo che ha dato l’idea della classica azione che con il joystick viene fatta alla playstation. Nell’occasione nessuno è stato egoista: Tumminello poteva tirare dopo aver dribblato il suo diretto difensore, Salvemini poteva metterla dentro a porta quasi sguarnita ma ha preferito toccarla a Lamesta che ha ringraziato spingendo il pallone in porta. Nel mezzo due perle del “finto biondo” di destro e di sinistro dal limite, pallone portato a casa e tripletta personale per una serata che resterà sicuramente nella memoria dell’esterno giallorosso. La Strega chiude a Vicenza un’annata fantastica, impensabile ad inizio d’anno. Non era la favorita ma nel lotto delle outsider. I nomi del Catania e della Salernitana erano quelli più gettonati inizialmente per la vittoria del campionato. Sono finite a 12 e 13 punti dalla vetta; una superiorità schiacciante che non lascia spazio ad alibi o scuse di alcun genere. Non era facile ritrovare entusiasmo e compattezza dopo due retrocessioni ed un uscita dai play off lo scorso anno in maniera indecente; entusiasmo e compattezza ritrovati grazie ad una dirigenza pronta a rimboccarsi le maniche, brava a ricostruire, riprogrammare e ripartire dopo l‘ennesimo schiaffo ricevuto e coraggiosa nel cambiare in corsa il condottiero che, seppur neofita ed inesperto, ha risposto presente! Si sono scelti prima gli uomini e poi i calciatori. Gente attaccata alla maglia che ha buttato in campo tutto quello che aveva. Abbiamo rivisto un gruppo, abbiamo rivisto sorrisi e gesti andati persi negli scorsi anni; abbiamo apprezzato le capacità di coesione che ha saputo dare mister Floro Flores. D’altronde se un giocatore forte come Mignani gioca poco ma esulta come un pazzo sotto la Curva dopo ogni suo gol o se “Giuann”, pur giocando pochissimo continua a fare capriole e piroette a fine partita, se Caldirola chiede espressamente di tornare a Benevento e pur di dare il suo contributo gioca con una maschera sul volto, significa davvero che c’è armonia e voglia anche di divertirsi tutti insieme. Tutto questo paradossalmente rischia di diventare un cruccio per il mister napoletano, consapevole del fatto che, pur non volendo smantellare l’intelaiatura di fondo della squadra, per forza di cose dovrà dare l’arrivederci ad alcuni di loro. La Serie B è forse più tecnica e fisica della terza serie; occorre sicuramente puntellare la squadra in qualche reparto e numericamente se qualcuno deve arrivare per forza di cose ci sarà qualcun altro che dovrà a malincuore dire ciao. Ciao e non addio perché, tranne dovuti e sparute minoranze, chi è passato di qua ed è poi andato via, ha lasciato un pezzo del suo cuore nel Sannio e non manca occasione per rimarcarlo. Con il primo trofeo ufficiale conquistato e messo in bacheca, ci apprestiamo a vivere le emozioni di un campionato cadetto nel quale dovremo per forza di cose crescere tutti insieme, fare gruppo, fare quadrato soprattutto se ci saranno momenti di difficoltà. Squadre e tifoserie avversarie blasonate ce ne sono fin troppe nel campionato cadetto; prepariamoci nel nostro piccolo a serrare i ranghi ed unirci perché spesso non conta la quantità, ma la qualità nel fare le cose e, come ha riconosciuto lo stesso Presidente in occasione della meravigliosa coreografia che tutta Italia ha ammirato, “quando i sanniti si impegnano sanno fare dei capolavori”.
Ci attendono due mesi e mezzo di passione, attesa, voci di calciomercato e sogni. Quelli non mancano mai ma noi abbiamo anche chi alla guida di questa Società i sogni non solo li sta regalando da un ventennio, ma è in grado anche di esaudirli.
Scugnizzo69
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