Egregio direttore,
Chiedo cortesemente di poter rispondere all’articolo nel quale si cita
il Medioevo: da docente e da persone impegnata nel mondo Prolife, non
posso accettare un’affermazione così impropria e chiedo di poter
spiegare i motivi.
Intanto, chi cita il Medioevo come se si parlasse di una epoca
barbarica, non conosce il Medioevo: il massimo splendore del pensiero
dal punto di vista culturale, letterario, spirituale risale a
quell’incredibile periodo che abbraccia circa 1000 anni, al termine
della grande epopea latina (e prima ancora greca) fino all’incirca al
1500. Senza il Medioevo l’epoca contemporanea non sarebbe la stessa,
suggerirei quindi di studiare prima di fare affermazioni di questo
tipo(propongo qui un articolo nel merito che non vuole essere esaustivo
ma semplicemente di “iniziazione”:
https://prolifeinsieme.it/i-pro-life-sono-fermi-al-medioevo-forse-meglio-il-xx-secolo/
).
Quello però che veramente mi preoccupa è la convinzione che si possa
parlare di un progresso in merito alla distribuzione della pillola RU486
da assumere a domicilio, apparente vanto della regione Campania. I
rischi per la salute della donna sono enormi e tacerli significa non
volere il bene della donna. Si può leggere qui il commento nel merito
del dott. Alberto Virgolino
(https://prolifeinsieme.it/ivg-farmacologica-in-campania-banalizzare-laborto-a-rischio-della-donna/)
Ovviamente la legge 194 permette l’aborto, che altro non è se non la
soppressione di un essere vivente appartenente alla specie umana. Per
quanto sancito da una legge, non ci sono dubbi sul fatto che questa
procedura interrompa una vita che è tale dal concepimento, come ormai
riconosce l’unanimità dei biologi mondiali.
Il fatto di poter informare della verità dell’aborto volontario dovrebbe
appartenere all’amore per la libertà di pensiero e la democrazia.
Le associazioni Prolife hanno come obiettivo l’aiuto della donna e la
rimozione degli ostacoli che le permettono di diventare madre, anche
quando una gravidanza si presenta inaspettata. Il minimo della
comunicazione consiste nell’esporre dei cartelloni e protestare per
eliminare il diritto di sapere della donna significa riportare la realtà
al tempo della preistoria.
Grazie per lo spazio che vorrà concedermi
Prof. Vittoria Criscuolo
Vicepresidente del Comitato “ Pro-life insieme “
www.prolifeinsieme.it
