Di Daniele Piro
L’uovo di Pasqua natalizio non poteva partorire sorpresa migliore e per certi versi un po’ inaspettata. La strega espugna l’Arechi e, complice la caduta imprevista casalinga del Catania, festeggia con tre giornate di anticipo il ritorno in cadetteria. Prima di commentare il match (anche se c’è poco da aggiungere a ciò che è stato detto o scritto i queste 24 ore da “penne” molto più professionali della mia), permettetemi di cospargermi il capo di cenere e chiedere umilmente scusa al primo tifoso giallorosso, ovvero il patron Oreste Vigorito. Sono stato fra quelli che ha avuto parole dure dopo la retrocessione in serie C dei giallorossi. Ricordo anche di aver scritto un articolo intitolato: “addo’ stemm’, la stamm’ “perché dopo i meravigliosi campionati di B e di A, eravamo ritornati nell’inferno della terza serie. Accusavo non tanto lui, quanto la Società Benevento Calcio di essersi avvalsa di professionisti, calciatori in primis, che si erano dimostrati “uomenicchi”, ci avevano gettato il fango addosso (vicenda calcioscommesse), non si era mossa sul mercato di Gennaio nel fare qualche acquisto facendo precipitare la squadra dal primo posto al ridicolo play off disputato contro i giovincelli della Juventus Next Gen. Siab en chiaro che ho sempre preso le distanze da chi lo ha offeso, insultato, o invitato ad andarsene. Le mie parole dure erano solo dovute al fatto che restava comunque il Presidente della Società, quello da cui derivavano tutte le decisioni e le scelte societarie e pertanto non era, dal mio punto di vista di tifoso, immune da critiche. Oggi faccio pubblica ammenda e molto felicemente dico che ha avuto ragione lui e la sua capa tosta. Il progetto triennale, che pure sembrava rinascere di volta in volta con continui cambi di allenatore, ha dato i suoi frutti ed il suo coraggio nell’affidarsi all’inesperienza (per il ruolo affidatogli) di Floro Flores ha premiato l’audacia di aver scelto quasi al buio un “pivellino”, (passatemi il termine) della categoria. Caro Presidente, non so se mai leggerai questo scritto, ma ti ringrazio di cuore per avermi fatto gioire da sannita trapiantato al Nord ed insieme a me, aver fatto gioire i miei figli che tifano Benevento nonostante la carta di identità reciti “nati a Legnano”, ed il mio papà’ che ad 87 anni ha potuto festeggiare un’altra promozione. Adesso che hai assolto alla prima metà della tua promessa (andare via da questa categoria), resta l’altra metà, che sicuramente è più difficile da compiere, ovvero, come da te dichiarato, tornare in Serie A. In tutta onestà mi accontento di dignitosi ed emozionanti campionati di cadetteria ma, siccome hai sempre detto che non iscrivi le squadre tanto per partecipare, resto, anzi, restiamo in fiduciosa attesa, consapevoli che già da oggi tu ed il tuo staff starete gettando le basi per la nuova annata, col vantaggio di potervi muovere con largo anticipo. Finito questo accorato, dovuto e sentito papiello terniamo alla partita che alle ore 16 e 28 del 6 Aprile ci ha riaperto le porte della Serie B. Una partita nella quale le due squadre in campo hanno fatto quello che la classifica recitava ad oggi. La Strega capolista è scesa col puntiglio della prima in classifica decisa a chiudere i conti; la Salernitana con la confusione e la sterilità che l’ha portata in questo ultimo mese a scivolare in classifica passando dal lottare per il primato ad annaspare per evitare il primo turno preliminare dei play off. In campo, sugli spalti e da casa, si è avuta da subito la sensazione che non ci fosse partita. Da un lato una squadra che ha tenuto il possesso della palla ed il pallino del gioco, ha provato ad affondare il colpo e non ha mai subito un tiro in porta se non una conclusione di De Boeur da fuori al minuto 90 o quasi, dall’altra una Salernitana timorosa e titubante che, di fatto, non ha mai dato l’impressione di poter davvero impensierire la Strega. Vero è che il gol è nato da un episodico fallo di mano sfuggito inizialmente al direttore di gara, convertito in calcio di rigore dopo la card giocata da Floro Flores, ma è pur vero che era comunque l’ennesima azione d’attacco costruita dai giallorossi che, dopo aver sprecato sia nel primo che nel secondo tempo con Salvemini, hanno colpito con il rigore trasformato nell’angolino basso dallo stesso bomber. L’inerzia del match non è cambiata nemmeno dopo il vantaggio sannita; ci si aspettava una reazione granata che non c’è stata, anzi la Strega poteva raddoppiare a seguito prima di un mischione in area e poi con un contropiede di Mignani che, davanti al portiere di casa, è stato stoppato al momento del dribbling. Al triplice fischio finale l’emozione e l’abbraccio testimoniato dalle telecamere RAI fra il Presidente e Floro Flores hanno regalato a chi era davanti la tv un vero momento di sport. Restano le scellerate decisioni di una trasferta praticamente vietata (solo 250 biglietti disponibili) e di una giornata ed un orario in cui davvero giocare a calcio perde di ogni significato. Non vado oltre perché dovremmo aprire un dibattito su chi fa cosa e come lo fa; resto dell’idea che vi sonno scelte senza senso logico, prese in nome del Dio denaro che poco hanno a che vedere con lo sport in generale. Meno male che siamo scappati da questa categoria sperando di trovare meno restrizioni, meno partite in orari e giornate folli e maggiore conforto da quel VAR che cosi come concepito in serie C, non ha senso di esistere. Un ultimo appello vorrei farlo a chi amministra la città e/o la nostra Provincia. Non perdete troppo tempo a tirare fuori solo le solite frasi fatte del tipo “la serie B è un patrimonio, è un valore aggiunto ecc.ecc”. Se davvero volete bene a questa Società adesso fate i fatti, dimostrando alla stessa la vostra vicinanza perchè, è risaputo, le chiacchiere se le porta il vento. Ci sono almeno tre cose che ci renderebbero tutti felici, ovvero stipulare una convenzione per la concessione dello stadio alla Società pluriennale, rifare la tribuna e varare un piano traffico per il prossimo anno che permetta di non restare imbottigliati nel caos post partita per ore o nel dover costringere la gente a fare chilometri a piedi. Se il Benevento è patrimonio di tutti, che tutti facciano la loro parte, istituzioni in primis.
Buona serie B a tutti.
Scugnizzo69
Ph tvsette
