Di Daniele Piro
E’ mmuort’ o Re,’ viva o Re’! E’ perz’ u Bnevient’, viva u Bnvient. Dopo 4 mesi straordinari la compagine giallorossa incappa nella seconda sconfitta dell’era Floro Flores e mette fine ad un filotto di risultati che ci ha portato sulla vetta del girone C del campionato di terza serie. Troppo brutto il Benevento visto ieri sera per poter essere vero. L’importante adesso e metabolizzare al meglio la serata storta, guardare avanti perché lo striscione con la scritta ARRIVO non è lontano. Anzi, il contemporaneo pareggio casalingo del Catania, che tra l’altro ha subito la prima rete fra le mura amiche da parte di un coriaceo Casarano, ha paradossalmente avvicinato ancor di più il traguardo. 11 punti di vantaggio a 5 giornate dalla fine con uno scontro diretto che ci vede, ad oggi, avanti per differenza reti, rappresentano un bottino da difendere e gestire nella massima tranquillità. Per 4 mesi abbiano osannato, incensato, lodato una squadra che ha giocato a calcio, ha fatto divertire e si è divertita; diciamo che ieri sera si è presa una pausa sul cammino prefissato. Come detto, non è né il tempo, né il luogo, né il momento di fare processi o lanciare accuse. Come i migliori scolari di una classe che una volta ogni tanto incappano in una insufficienza, a noi l’interrogazione andata male è capitata ieri. Questo articolo vuole essere solo un’analisi su quanto, chi vi scrive, ha visto ieri sera e prova a dire la sua, ma ribandisco, circoscritto ai 90 minuti ammirati (si fa per dire) ieri in terra pugliese e nulla più. Formazione quantomeno strana nella scelte probabilmente forzate, visti gli acciacchi di Prisco e Tumminello; solita linea a 3 con Saio Scognamiglio e Ceresoli, Pierozzi e Della Morte insieme a Kouan e Maita in mezzo ed il trio d’attacco Lamesta, Salvemini e Mignani per cercare di sfatare il tabu’ Monopoli, da sempre campo ostico. Volendo fare le pulci ci si potrebbe chiedere come mai non è stato rispolverato per l’occasione Caldirola, o provato Celia oppure perché Manconi venga impiegato così poco quanto è statisticamente dimostrato che Mignani, se impiegato nella ripresa come subentrante, al cospetto di difese stanche, produce molto di più che non partente dal primo minuto come ieri. Ma queste sono solo chiacchiere da bar che il sottoscritto, che di mestiere fa il tifoso con licenza di scrivere e non il giornalista, può tranquillamente pensare precisando che non vuole essere in nessun modo un accusa al mister ed al suo staff che comunque gestisce, valuta e “pesa” il materiale umano a sua disposizione ogni giorno sul campo. Se non altro le sue parole post gara molto dure quantomeno confermano che qualcosa, anzi molto più di qualcosa, ieri non è girato per il verso giusto. Vannucchi ha trattato molto palloni con sufficienza, alcuni suoi rilanci sono puntualmente risultati errati o fuori dal campo; la difesa ha ballato un bel po’ e si è fatta trovare schierata ma impreparata in occasione delle due segnature di Longo; non c’è stato nemmeno quel pizzico di malizia in più da parte di Saio in occasione del secondo gol quando si è visto arrivare ad altezza viso il piede dell’avversario nel tentativo di controllare il pallone. Maita ha reso un quinto del suo potenziale e che fosse fuori contesto lo si è visto quando in occasione del gol subito, sulla palla a centro successiva ha preso la palla con le mani e non si è capito cosa volesse fare. Kouan ha provato a fare legna, ma si è perso in appoggi spesso sbagliati e corse deleterie, Lamesta irritante per alcuni suoi dribbling senza senso. Salvemini purtroppo è la brutta copia di quello decisivo ammirato prima dell’infortunio mentre per Mignani vale quanto già scritto prima. Insomma, letta così mi rendo conto che possa sembrare un disastro totale, ma ripeto, è solo l’analisi di un match in cui tutto è girato storto. Sono pesate le assenze di Tumminello e Prisco ed è pesata la scarsezza di un arbitro che, al di là del rigore concesso e poi revocato, che ad onor del vero a me non è sembrato nettissimo, non si è dimostrato all’altezza. Se non fosse stato rigore, avrebbe dovuto ammonire Salvemini per simulazione; nei minuti finali un pallone volontariamente allontanato da un difensore per non far riprendere velocemente il gioco a Celia, non è stato sanzionato con un giallo che avrebbe significato espulsione, visto che lo stesso era già ammonito. La partita si è conclusa col sussulto di un tiro a volo di Lamesta su sponda di Salvemini alle stelle, in uno dei rari tentativi di attaccare la porta avversaria. Ribadisco: troppo brutto il Benevento di ieri per essere vero; la sorte ci è venuta incontro (strano) visto lo stop non preventivato in casa del Catania. Stop che accorcia ancora il quantitativo di punti da fare per andarcene da questa maledetta terza serie. Avanti senza drammi ma con la consapevolezza che il Benevento visto ieri sera potrebbe faticare non poco al cospetto del Cosenza, autentica mina vagante di questo finale di campionato, e della Salernitana a Pasquetta, con i costieri pronti a fare lo scherzetto alla capolista che donerebbe agli stessi un attimo di euforia in un campionato nato con altri auspici. Il Benevento ammirato prima di Domenica invece ha tutte le carte in regola per chiudere definitivamente i conti. Metabolizzare, archiviare, sdrammatizzare ed andare avanti. Noi tifosi dobbiamo solo fare quadrato ed ora più che mai sostenere i ragazzi facendo sentire loro tutto il nostro calore nel loro ultimo chilometro! Forza Strega.
Scugnizzo69
