In un momento storico segnato da profonde tensioni internazionali e da ricadute sempre più evidenti sui territori locali, riteniamo doveroso dare spazio a riflessioni lucide e radicate nella realtà del nostro territorio. Per questo accogliamo e condividiamo le considerazioni di Roberto Costanzo, voce attenta e sensibile alle dinamiche economiche ed energetiche del Sannio, che con questa lettera aperta sollecita un dibattito serio e non più rinviabile. La sua analisi, che stimiamo per chiarezza e visione, pone interrogativi concreti sul rapporto tra produzione energetica, benefici per le comunità locali e scenari geopolitici globali, ai quali è necessario iniziare a dare risposte.
Lettera aperta al Presidente della Provincia
QUALI CONSEGUENZE della GUERRA DEL MEDIO ORIENTE SULLA PRODUZIONE ENERGETICA del SANNIO.
Caro Presidente Lombardi,
sono consapevole di porre alla Tua attenzione un problema sempre più attuale e determinante soprattutto in questo difficile momento politico mondiale: cioè le conseguenze, oltre che le cause, della guerra in Medio Oriente, nel campo energetico.
In che misura il nostro Sannio è coinvolto in questa crisi, visto che per certi aspetti siamo una provincia diversa dalle altre, e non solo a causa della tipica depressione economica delle zone interne, ma soprattutto perché questo nostro territorio è un grande produttore di energia elettrica da fonti rinnovabili, eolico e fotovoltaico; e fra poco lo sarà anche nel campo idroelettrico.
Nei giorni scorsi ho letto sulla stampa locale ampi servizi che parlavano di tensioni geopolitiche e di shock che stavano colpendo anche il Sannio; il rischio di una vera desertificazione produttiva per le aree interne; ma nessun riferimento alla produzione energetica rinnovabile dei nostri monti dove si ricava una quantità di elettricità dieci volte superiore a quella che si consuma in loco. Quindi almeno per l’energia elettrica siamo più che autosufficienti. Evidentemente chi fa quelle denuncie non si accorge delle migliaia di pale eoliche che coprono i nostri monti, indubbiamente con danni ambientali che paga il territorio, ma pure con forti ricavi economici che vanno altrove.
Tanto premesso, caro Presidente, vorrei proporti di promuovere un incontro dei responsabili locali e degli esponenti istituzionali regionali, cioè i Sindaci dei Comuni il cui territorio ospiti almeno trenta pale eoliche, ed anche i due consiglieri regionali con l’assessore Serluca, per fare una riflessione sul potenziale energetico della nostra Provincia e quindi sui relativi benefici oltre che sui costi che ne conseguono. Qual’è il numero complessivo delle pale eoliche sui monti del Sannio, quanta energia producono, quali ricavi lasciano al territorio?
Se applicassimo la logica di Enrico Mattei, di 75 anni fa in Medio Oriente, il 50% del valore produttivo degli impianti eolici dovrebbe rimanere ai Comuni.
D’altronde basterebbe promuovere anche in Campania la legge emanata alcuni anni fa in Basilicata, con la quale si stabiliva che nei Comuni nei quali veniva estratto il gas, il costo delle relative bollette pagate dai cittadini avrebbe subito una riduzione di oltre il 50%.
Può sembrare fuori tempo un simile obiettivo, tuttavia proprio in questo momento di crisi energetica provocata dalla guerra in Medio Oriente, sarebbe il caso di iniziare a discuterne. Non può bastare fare denuncie di vario tipo, come avviene con certi documenti di organismi vari diffusi nei giorni scorsi dalla stampa locale.
Caro Presidente Lombardi, è proprio nei momenti difficili che bisogna tirar fuori il coraggio di osare. Chiediamoci cosa farebbe oggi Enrico Mattei se fosse chiamato ad operare lungo la dorsale appenninica…
Allora vediamo cosa ne pensano i sindaci dei Comuni coperti di tante pale eoliche, che producono energia elettrica a beneficio di altri soggetti e territori: e non soltanto per il “Benevento Calcio”, prossimo ad approdare in serie B, che finanziariamente appartiene ad una società delle pale eoliche…
Con un amichevole saluto.
17.03.2026 Roberto Costanzo
