“Il trionfo di Sal Da Vinci a Sanremo è simbolo della grandezza multiforme dell’arte musicale di Napoli e dell’esprit popolare di questa città che sa parlare al cuore della gente, cantando la semplicità del sentimento genuino. Bene fa il mio amico Gaetano Manfredi a premiarlo al Comune. Stavolta sono su un meridiano di pensiero diverso rispetto al mio amico Aldo Cazzullo: la sua grandezza di giornalista è stata ribadita dalla profondità del libro su San Francesco, su Sanremo non concordo con la intransigente severità di giudizio con cui ha bollato la canzone di Sal: gli dico con affetto che è caduto nello stereotipo di usare una parola, camorra, che spesso è una clava ingenerosa e usata superficialmente contro il Sud”, lo scrive in una nota il sindaco Clemente Mastella.
“Su questa vicenda sono crociano. Come diceva il grande Benedetto Croce l’opera discende dal processo biografico e nel giudicare la vicenda di Sal, occorre tenere conto del coraggio con cui ha affrontato i saliscendi della vita, la sua estrazione popolare, la tenacia con cui ha atteso il successo arrivato solo dopo una gavetta lunghissima. Il personaggio e la sua parabola biografica dicono ai giovani del Sud che farcela, con i sacrifici necessari, è possibile”.

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