Di Daniele Piro
In questo lunedì di positiva freschezza e fermento crescente in vista del big match di giovedì prossimo credo sia il caso di buttare un po’ di acqua sul fuoco, visto che leggendo qua e là o ascoltando in tv alcune dichiarazioni, sembra che siamo già in Serie B. Mancano ancora 9 giornate ed i 7 punti di vantaggio, per quanto confortanti, non sono certo rassicuranti. Oltre al risultato sul campo, purtroppo pende la spada di Damocle sulle situazioni societarie di Siracusa e Trapani che potrebbero sconvolgere la classifica e dare speranza e nuova linfa a chi oggi vede il nostro numero di targa da lontano. Situazione intricata creatasi sia per la rivoluzione normativa delle NOIF, che qualche “scienziato” ha proposto anni fa e purtroppo approvata, sia perché, tornando a parlare di campo, il Catania è una squadra forte, temibile, che per valore degli uomini in rosa è sicuramente superiore al Benevento. Proprio ieri su un forum di amici salernitani ho letto un commento che mi ha fatto riflettere; chi scriveva diceva riferito alla squadra granata: “ se vai sotto con una squadra alla nostra portata la puoi ribaltare, se vai sotto col Catania NO”. Non so se questa affermazione possa essere vera oppure no, ma in effetti la domanda che mi frulla nella testa è: viste le nostre ultime vittorie in rimonta, riusciremo eventualmente a rimontare anche un eventuale svantaggio con i catanesi che sono di tutt’altra pasta? Qualcuno potrà rispondermi che ci è riuscito il Sorrento ed in parte il Siracusa, però è meglio non correre questo rischio. Sarà una partita determinante per le sorti del campionato che il calendario ha piazzato come turno infrasettimanale con tutte le complessità del caso. Ad ogni modo l’attesa cresce e l’invito a riempire il Ciro Vigorito come gli anni in B o in A è già partito con la città tappezzata di manifesti. Non sono scaramantico, ma i pienoni generalmente non ci hanno mai portato bene. Speriamo che il tabù già sfatato con le ultime vittorie esterne con la tifoseria al seguito, possa avere prosieguo anche fra le mura amiche. Vincere significherebbe (quasi) chiudere il campionato, perdere potrebbe rimettere tutto in discussione e cambierebbe l’inerzia psicologica che oggi ci vede nettamente favoriti. Sono tanti i dubbi di noi tifosi su come mister Floro Flores preparerà la partita; sarà un Benevento attendista, potendo contare su due risultati su tre o il solito Benevento spregiudicato e votato all’attacco? Chi giocherà a sinistra al posto di Simonetti? Verrà riproposto Della Morte? Si proverà Celia? Si opterà per un cambio modulo con una sorta (ma è solo un mio pensiero) di 3-5-2 con una diga centrale a centrocampo composta da Maita, Prisco e Kuan, con Pierozzi e Della Morte o Celia esterni dando riposo a Lamesta, apparso un po’ appannato, ma pronto a subentrare per spaccare la partita? Giovedì sera ne sapremo di più. Intanto, riavvolgendo il nastro e tornando alla Domenica calcistica appena trascorsa, sia la Strega che il Catania avevano un impegno di pari difficoltà. I giallorossi affrontavano un avversario ostico che in casa non aveva mai perso e rievocava cattivi ricordi del passato (una finale persa tanti anni fa, o il sonoro 3-0 dello scorso anno che fu l’inizio della parabola discendente); il Catania faceva visita alla Salernitana, oggi temuta forse più per il suo blasone che per la sua forza, nonostante il cambio allenatore. È finita con un allungo in classifica che da un lato fa volare la Strega, ma dall’altro deve mettere in guardia perché il Catania a Salerno ha giocato, eccome se ha giocato, sfiorando il gol e macinando gioco al cospetto di una squadra ed un ambiente carico di aspettative, visti i quasi 11mila presenti all’Arechi. Floro Flores ha proposto un Ceresoli basso finalmente convincente anche lontano dal Vigorito, Della Morte alto a sinistra, mentre davanti è finalmente partito titolare Mignani che non ha fatto rimpiangere la scelta. Partenza forte del Benevento che sciupa due clamorose palle gol, una su indecisione del portiere ed una con Mignani che, dopo aver eluso la marcatura del suo diretto avversario e saltato il portiere in uscita, ha concluso fuori a porta vuota. Ci sono stati 15 minuti a cavallo della metà della frazione col Potenza molto pericoloso in almeno tre occasioni, ma il lucani sono stati sorpresi dalla partenza aggressiva nella ripresa dei giallorossi che in tre minuti hanno colpito due pali con Tumminello (fino a quel momento un pò in ombra) e fatto gol proprio con Mignani, lesto a districarsi dalla marcatura e depositare in rete la palla ribattuta dal palo. Dopo il gol, a differenza di altre volte, il Benevento ha amministrato con calma e lucidità la partita, le velleità potentine sono andate scemando, Kouan nel finale ha fallito il raddoppio ed al triplice fischi finale il coro “salta salta lo strego’ “ è partito dal settore ospiti gremito a suggellare il connubio fra squadra e tifoseria.
Prestazione da incorniciare per la truppa di mister FF, che ha davvero dato una mentalità vincente a questa squadra con l’ennesima dimostrazione di forza lontano dal Vigorito, rimarcando il notevole cambio di passo fra le due gestioni (auteriana ed attuale). Mancano poco più di 72 ore al match dell’anno; sarà una partita che per molti aspetti varrà una stagione. La prudenza ed il mio volare basso mi inducono a scrivere che anche un pareggio non sarebbe da buttare. Visto che poi si tornerà in campo a distanza di tre giorni, mi accontenterei se, al termine dei prossimi due incontri ravvicinati, continuassimo ad avere lo stesso distacco in classifica che, con due partite in meno, non sarebbe affatto malvagio.
Giovedì tutti al Vigorito per testimoniare la vicinanza alla squadra ed alla Società perché “con la mano sul petto, io te lo prometto, davanti a Dio, saremo io e te accussi’, sarrà p’ semp’ si !”
Scugnizzo69
