Giornata di svolta per l’Ospedale San Pio di Benevento, dove sono stati inaugurati i nuovi spazi della Neurologia e avviati ufficialmente i lavori per la futura struttura di Medicina Nucleare. Due interventi distinti ma accomunati da un unico obiettivo: rafforzare l’offerta sanitaria e migliorare la qualità dell’assistenza per il territorio.
Il reparto di Neurologia, trasferito e ampliato al terzo piano del Padiglione “Santa Teresa”, passa da 10 a 20 posti letto. La nuova organizzazione prevede 14 posti per ricoveri ordinari, 2 per Day Hospital e 4 dedicati alla Stroke Unit, punto nevralgico per la gestione dell’ictus. Un potenziamento che consente alla struttura di adeguarsi pienamente agli standard della rete regionale per le patologie tempo-dipendenti.
Determinante l’introduzione di monitor multiparametrici e tecnologie di controllo continuo, strumenti essenziali per la gestione dei pazienti più critici. L’ampliamento, come evidenziato dalla direzione generale, avrà effetti positivi anche sul Pronto Soccorso, contribuendo a ridurre la pressione sui ricoveri e favorendo una migliore distribuzione dei posti letto in altri reparti, a partire dalla Medicina Interna.
Non solo tecnologia: il nuovo reparto integra una palestra riabilitativa interna che permette di iniziare il percorso di recupero già durante la degenza. Attivi anche ambulatori specialistici dedicati a epilessia, cefalee, Parkinson, demenze e sclerosi multipla, oltre al servizio di elettroencefalografia.
Subito dopo l’inaugurazione, l’attenzione si è spostata sulla posa della prima pietra del nuovo edificio che ospiterà la Medicina Nucleare. L’intervento, previsto da tempo e finanziato con un investimento di circa 12 milioni di euro, richiederà 26 mesi di lavori. La struttura si articolerà su due livelli, per una superficie complessiva di circa 2.000 metri quadrati.
Il futuro polo sarà dotato di apparecchiature di ultima generazione, tra cui PET e Gamma Camera SPECT, oltre a un ambulatorio cardiologico, con l’obiettivo di garantire diagnosi sempre più precise e una presa in carico completa del paziente. Un passo ulteriore verso una sanità provinciale più moderna, integrata e vicina ai bisogni dei cittadini.

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