Di Daniele Piro
Da ragazzino ricordo, con un po’ di commozione, mia nonna che mi mandava nella botteguccia sotto casa a comprare “ U PPAN d’ Altamura”, raccomandandomi di acquistare proprio quello e non altri. Ieri pomeriggio, ad Altamura sono stati sfornati due sfilatini pregevoli dal forno dello stadio Tonino D’Angelo. Il primo ad uscire dal forno porta il nome di Antonio Prisco, giovincello che ormai ha brillantemente superato l’esame di maturità e si sta prendendo le chiavi del centrocampo giallorosso; la sua rovesciata acrobatica con il pallone ad infilarsi sul palo più lontano, ha scacciato le paure e le nubi nere che si stavano addensando in terra pugliese. Il secondo sfilatino caldo (e qui scusatemi per il gioco di parole) porta il sigillo di un freddo Tumminello che in maniera glaciale ed impeccabile ha spiazzato il portiere Alastra sul rigore concesso per fallo di mano. Due sfilatini che portano ad 8 le vittorie esterne della Strega e fanno rimanere invariato il distacco dal Catania prevedibilmente vittorioso (pur se con qualche patema di troppo) fra le mura amiche.
Ma riavvolgiamo un attimo il nastro per narrare in primis lo splendido esodo del migliaio di supporters giallorossi a seguito della squadra che hanno colonizzato il settore ospite a cui vanno sommati almeno altri 200 che, furbescamente, avevano optato per l’opzione on line del biglietto per la tribuna prima che ne venisse stoppata la vendita. È stata la solita partita non adatta ai deboli di cuore sommata alle pratiche scaramantiche messe in atto da chi vi scrive, visto che gli esodi di massa difficilmente ci hanno portato bene in passato. Un Benevento sceso in campo in maniera spregiudicata, una sorta di 4 2 4 fasullo con Manconi proposto come esterno ad affiancare il trio ormai collaudato Lamesta, Salvemini e Tumminello. Una scelta che ha stupito che dimostra, purtroppo, come quella zona del campo letteralmente divorata da Simonetti, oggi non ha ancora trovato un adeguato sostituto. Il Benevento parte bene pur senza grossi sussulti ma, alla prima vera prateria che si apre per un pallone perso o mal controllato da Caldirola ben oltre il centrocampo, l’Altamura passa con un cross dalla sinistra: Grande, da pochi passi dentro l’area, indovina un incornata favolosa e fa secco Vannucchi. Se vi siano o meno delle responsabilità del portiere resta un dubbio vista la potenza della capocciata ed anche la sua precisione, nonostante la notevole distanza dalla porta. Al contrario di altre volte la Strega ha accusato il colpo; non c’è stata la reazione veemente a cui eravamo abituati in passato. Nell’ultimo mese è la quarta partita in cui andiamo sotto e dobbiamo poi fare la partita centuplicando le forze per tentare di raddrizzarla. In 3 occasioni ci è andata bene (Crotone, Atalanta e ieri), nella quarta (Latina) l’imprecisione ed un arbitraggio ingiudicabile hanno stoppato la rimonta a metà. Ripresa con piglio diverso seppur senza la solita veemenza. L’ Altamura si limita a fare muro ben al di qua della sua tre quarti, ma in maniera composta ed ordinata e fa paura su una ripartenza in cui Curcio si divora un gol che mi ha gelato il sangue nelle vene, salvo poi scoprire che lo stesso era partito in posizione irregolare. Fortunatamente fra le nubi nere e col Catania da poco andato in vantaggio, il gioiello di Prisco fa esplodere la carovana al seguito nnonchè tutti i componenti della rosa in panchina. Gioia per un attimo strozzata dal paventato fuorigioco di Tumminello che però è lontano all’azione e non copre la visuale al portiere. Passata la paura la Strega attacca e trova un calcio di rigore che sinceramente dal divano ho fatto fatica a vedere e capire immediatamente. Quando ho visto l’arbitro indicare il dischetto ed allontanarsi verso la linea di fondo, ho strabuzzato gli occhi incredulo. Al replay però il tocco di mano del difensore pugliese appare evidente anche se, come al solito, le poche immagini disponibili non rendono giustizia. Probabilmente una telecamera posta dietro la porta avrebbe potuto meglio evidenziare il tocco di mano, soprattutto per non dare sui social la possibilità ad alcuni pseudo catanesi di aprire la bocca per sparare fesserie e continuare la solita canzoncina che ascoltiamo da tempo su presunti benefici o aiutini. In vantaggio la Strega attua una tattica più prudenziale; al di là del cambio ruolo per ruolo Mignani/Salvemini, mister FF richiama in panca Manconi per Della Morte, Saio per Ceresoli, Kouan per Tumminello e Saio per Lamesta. Nel finale, il biondo ex Pineto sfiora il tris dopo una pregevole azione nello stretto con Della Morte che ci avrebbe ridato qualche annetto in più e qualche patema d’animo in meno. Confesso di aver sudato freddo quando, nell’ultimo mischione in area sannita, ho visto Alastra con la fronte tumefatta ed ho pensato ad una possibile card per qualche fallo sul portiere. Fortunatamente non è stato così ed i giocatori sono potuti correre ad aggrapparsi alle inferriate del settore ospiti saltando con i tifosi presenti. Che qualche giocatore stia un po’ tirando il freno a mano o stia rifiatando è sotto gli occhi dui tutti. Detto di Vannucchi, Manconi è apparso spaesato in una posizione non sua, Ceresoli si è visto nella solita versione da trasferta meno brillante, a Maita manca la brillantezza del girone di andata, Lamesta volitivo ma a volte troppo testardo e Salvemini è ancora lontano da quello pre – infortunio. Mignani subentrato ha dato vivacità, verve e si è dannato l’anima nei 25/30 minuti che gli sono stati concessi. Alla fine tutto si riassume in una giornata in meno con il distacco che resta di cinque lunghezze. Bene così con il rammarico di un gol praticamente fatto al 95esimo dal Giugliano e clamorosamente divorato. Iniziano i dieci giorni di passione che ci porteranno al match clou del 5 marzo. Prima però c’è un turno mica da ridere fra gli etnei opposti ad una Salernitana in caduta libera (che si accinge a cambiare allenatore) ed un Potenza che ci accoglierà col solito coltello dai denti in un orario balordo come quello delle 12.30. So di dire una banalità sul fatto che giocare prima può essere un bene o un male. Ovviamente un risultato positivo potrebbe psicologicamente essere una mazzata per il Catania che si accingerà a scendere in campo subito dopo, uno negativo (che non ci auguriamo) ringalluzzirebbe gli etnei in quel di Salerno. Chissà se anche in terra lucana si vedrà un Benevento spregiudicato o uno più guardingo considerato che il pareggio non sarebbe da buttare, che abbiamo il centrocampo in diffida ed il Catania (si spera) possa avere vita difficile all’Arechi. Di certo non ci auguriamo quello che ha detto mister FF in sala stampa nel dopo partita ovvero il non piacere sempre inseguire e ribaltare le partite. Cara Strega sei avvisata: la Domenica, per chi non va in trasferta, è giornata di ragu’, tracchiullelle e pasta fatta in casa. Nun c’ fa’ ntusseca’ e, sopratutto, facci fare una buona digestione. L’Amaro Lucano lasciamolo agli altri, ci basta lo Strega!
Scugnizzo69
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