Di Carlo di Stanislao 

​”Il problema della nostra epoca è che i giovani non hanno più voglia di imparare e i vecchi non hanno più la forza di insegnare. Il risultato è un mondo guidato da persone che hanno dimenticato il futuro, osservate da persone che non hanno ancora un presente.”

— Ennio Flaiano

 

​Siamo nel pieno del duemilaventisei e il palcoscenico della politica mondiale somiglia sempre più a un capitolo perduto dei Puer Papers di James Hillman. Da una parte abbiamo il Senex, il Vecchio: l’archetipo dell’ordine, della struttura e della conservazione, ma anche della rigidità sclerotica e del potere che si morde la coda. Dall’altra il Puer, il Fanciullo: l’aspirazione al volo, l’innovazione sprezzante del pericolo e l’idealismo febbrile, ma anche l’irresponsabilità di chi non ha radici.

​Mai come oggi, la geografia del potere globale è una spaccatura netta tra questi due volti di una stessa medaglia psicologica. Leader che non sono solo amministratori, ma maschere di un dramma cosmico che si consuma tra il desiderio di immortalità dei padri e la foga di parricidio dei figli.

​La resistenza del senex: i guardiani del cristallo

​Guardando alle superpotenze, la scena attuale si presenta come l’apogeo di una “gerontocrazia del destino”. Donald Trump, tornato alla Casa Bianca, incarna un Senex paradossale. È l’archetipo dell’autorità che usa il passato come una clava, ma con l’impulsività distruttiva di un bambino che rompe i giocattoli degli altri perché non sono suoi. È il Senex che si è dimenticato della saggezza e ha conservato solo il bastone: un uomo che costruisce muri — simbolo massimo del Senex che delimita e separa — mentre comunica con la velocità rapsodica di un adolescente irrequieto.

​Parallelamente, a Pechino e Mosca, Xi Jinping e Vladimir Putin rappresentano il volto più cupo dell’archetipo: la fissità. In Jung, il Senex negativo è colui che ferma il tempo, che trasforma lo Stato in una fortezza di ghiaccio dove nulla deve cambiare. Questi leader non governano solo nazioni; governano la Storia stessa, cercando di cristallizzarla. La loro è una “stasi vigilata”, dove l’esperienza è diventata cinismo e la prudenza si è trasformata in paranoia di controllo. Essi incarnano il Saturno che divora i propri figli per paura che questi possano inaugurare una primavera che non li veda protagonisti.

​Meloni e Macron: il funambolismo tra i due mondi

​In Europa, la tensione tra Senex e Puer si manifesta in forme più ibride. Giorgia Meloni rappresenta un caso di studio affascinante: anagraficamente appartenente a una generazione intermedia, ma politicamente ancorata a una retorica del Senex puro. Ella invoca “Dio, Patria e Famiglia” — i pilastri della struttura, della gerarchia e del limite — cercando di dare terra e radici a una nazione che percepisce come sradicata dai flussi della modernità. Meloni è la “figlia del Senex” che cerca di restaurare l’autorità del padre in un’epoca di padri assenti.

​Dall’altra parte delle Alpi, Emmanuel Macron ha tentato per anni di incarnare il Puer Aeternus per eccellenza: il leader senza passato, il “rottamatore” dei vecchi partiti che vola sopra le ideologie classiche. Tuttavia, oggi il suo destino sembra quello di un Puer che è invecchiato prematuramente senza mai diventare Senex. La sua “Jupiterianità” è diventata una forma di isolamento sdegnoso; il fanciullo che voleva cambiare il mondo dall’alto della sua intelligenza superiore si ritrova ora a combattere contro la resistenza di una realtà materiale che non si lascia piegare. Macron è l’Icaro che avverte il calore del sole sciogliere le ali della sua tecnocrazia, lasciandolo sospeso nel vuoto del consenso.

​New York e l’islam: il puer che si fa preghiera

​Un elemento dirompente è l’ascesa di nuove identità religiose nei centri nevralgici dell’Occidente. L’elezione di un sindaco musulmano a New York introduce una variabile imprevista. Qui il Puer si manifesta come “nuovo inizio”: una rottura drastica con l’egemonia del Senex tradizionale americano.

​Questa figura incarna il Puer nella sua accezione di messaggero: porta un linguaggio spirituale e comunitario in una metropoli che il Senex capitalista ha reso arida e atomizzata. È un tentativo di rifondare la struttura su nuovi valori di fede, cercando di conciliare la preghiera antica con la modernità frenetica. Il rischio è che questa nuova spinta vitale venga riassorbita dalle stesse dinamiche di potere o che si scontri frontalmente con la rigidità di chi vede nel “nuovo” solo una minaccia.

​L’algoritmo come nuovo senex: l’ia e il controllo totale

​Mentre i leader umani si affannano, emerge il vero, definitivo Senex della nostra epoca: l’intelligenza artificiale. Se il Senex è l’archetipo del calcolo, della logica fredda e della memoria infinita, l’IA ne è la manifestazione tecnologica suprema.

​L’algoritmo non dorme, non dimentica e non perdona. Governa i mercati, suggerisce decisioni politiche e modella il desiderio umano. È un “Grande Vecchio” invisibile che ha sostituito la saggezza dell’esperienza con la precisione del dato. Il rischio è che l’IA diventi un Senex tirannico che toglie al Puer la possibilità di sbagliare, di deviare, di essere irrazionale. Se tutto è previsto dall’algoritmo, non c’è più spazio per il “volo del fanciullo”. L’umanità rischia di trovarsi chiusa in una gabbia d’oro di efficienza dove il futuro è solo una proiezione statistica del passato.

​Il mondo del lavoro: la guerra delle energie

​Questa dinamica si riflette violentemente nel quotidiano. Assistiamo a uno scontro tra la Cultura della Stabilità (il lavoro-Senex), fatta di gerarchie rigide e visione del lavoro come dovere, e la Cultura del Flusso (il lavoro-Puer), caratterizzata dal desiderio di scopo e totale disaffezione verso l’ufficio fisico.

​Le aziende oggi sono campi di battaglia psicologici. Il Senex aziendale cerca di riportare tutti in ufficio per “controllare”, mentre il Puer dipendente minaccia di fuggire verso il nulla pur di non farsi ingabbiare. Senza un’integrazione, il risultato è una società di aziende “morte” piene di procedure e giovani “nomadi” privi di sicurezze materiali.

​Letture consigliate

  • James Hillman, Senex e Puer: Indispensabile per comprendere come queste due figure governino la psiche collettiva.
  • James Hillman, Puer Aeternus: Un’analisi profonda sul rifiuto di crescere e sulla bellezza del volo spirituale.
  • Byung-Chul Han, La società della stanchezza: Come il Senex produttivistico ha consumato l’anima del mondo moderno.
  • Massimo Recalcati, Il complesso di Telemaco: Il libro che spiega il desiderio dei figli di ritrovare una legge che sia testimonianza e non solo ordine.
  • Shoshana Zuboff, Il capitalismo della sorveglianza: Per capire come l’IA sia diventata il braccio armato di un Senex tecnologico.
  • Francis Fukuyama, Identità: Per orientarsi tra i nuovi movimenti religiosi e identitari che sfidano l’ordine costituito.

 

pH Pixabay senza royalty

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