L’allenatore del Benevento, dopo l’allenamento odierno e prima di diramare l’elenco dei convocati, ha preso parte alla consueta conferenza stampa alla vigilia della venticinquesima giornata del campionato di Serie C 2025-26 contro il Picerno.
Antonio Floro Flores ha presentato così il match interno tra giallorossi e rossoblù, analizzando anche la condizione di alcuni singoli e delle tattiche della squadra in generale in vista della sesta giornata del girone di ritorno.
Di seguito, quindi, le parole del tecnico della Strega in merito all’incontro valido per la venticinquesima giornata del girone C di Serie C, in programma al Vigorito domani, venerdì 6 febbraio, con fischio d’inizio alle ore 20:30:
SUGLI ARRIVI DI KOUAN E CELIA: “Kouan è un giocatore diverso da quelli che abbiamo, ha quantità ma anche qualità. Ha giocato la Serie B, col Cosenza ha fatto gol. E’ arrivato con un grande sorriso e questo è l’importante. Qualcuno non è stato contento, qualcuno l’ha accettato e qualcuno ha detto ci rivediamo a giugno: ma penso sia un po’ difficile rivedersi con qualcuno che non è voluto venire a gennaio“.
SUL PICERNO: “Arriva una squadra in salute, che ha cambiato tanto. Il Picerno arriva per giocarsi qualcosa, ha bisogno di punti per salvarsi. Sappiamo che è una squadra che ha qualità e la affronteremo come di dovere, come abbiamo sempre fatto contro qualsiasi squadra. Abbiamo rispetto massimo di tutte le squadre che affrontiamo perché abbiamo un obiettivo“.
SUGLI AVVICENDAMENTI DI FORMAZIONE: “Tre partite in una settimana sono tante, ci sarà spazio per parecchi giocatori. Sono contento e sereno, quando dico che ho due squadre è per questo motivo. E’ dura tenere gente di un certo valore in panchina e a volte neanche farli entrare. Sono solo che contento“.
SUI TEMPI DI INSERIMENTO PER I NUOVI ACQUISTI: “Per il nostro modo di giocare ci vorrà del tempo per inserirli, ma erano allenati da allenatori importanti: Buscè è di alto livello, anche Mignani a Cesena. Ho visto che Celia viene spesso dentro il campo, questo un po’ facilità l’inserimento ma del tempo ci vorrà. Kouan mi è sembrato subito in palla, con tanta voglia e felicità. Il nostro gioco si sta evolvendo e sta diventando sempre più solido per noi, ma sono stra-felice di chi è arrivato. Altrimenti avrei detto di ‘no’ e non sarebbero proprio arrivati“.
SU ROMANO E MANCONI TITOLARI CONTRO IL PICERNO: “Potete aspettarvi di tutto. Ho tre partite in una settimana e devo dosare le forze. Chi non gioca non è per demerito ma è perché ho tre partite in una settimana e devo gestire le forze di tutti. Domani scioglierò gli ultimi dubbi, vedremo se la notte porta consiglio. A Bergamo tutti hanno fatto una grande partita, poi ovviamente voi date i voti. Ma io guardo gli allenamenti e quello che ci mettono. Tumminello a Bergamo ha fatto una bella partita, ma è normale che da uno come lui ci si aspetti sempre di più. Dobbiamo ripartire dal secondo tempo di domenica, anche se pure il primo mi è piaciuto perché abbiamo creato. Chi viene escluso domani non sarà per demerito ma perché devo gestire le forze dei singoli, come di Salvemini che non giocava da due mesi e mezzo: non voglio perderlo, è troppo importante e non posso fargli giocare tre partite in una settimana. Chiunque giocherà ci darà una grande mano“.
SUI VANTAGGI DEL TERZINO A PIEDE INVERTITO: “Se l’avessi fatto fin dall’inizio e avessi perso 3-1 a fine primo tempo sarei stato massacrato. Non lo faccio perché ci stiamo omologando in un determinato modo di giocare, mi piace tanto vedere i terzini entrare dentro al campo ma ci vorrà comunque tempo. E’ una questione tattica. Mi piacerebbe molto vedere il destro a sinistra e il sinistro a destra. Ogni cosa avrà suo tempo. Romano è entrato e ha spaccato la partita, ma Ceresoli fino a oggi ha dato un grande contributo. Anche lui ha bisogno di recuperare energie e forze, mentali e fisiche. Mi piace giocare a piede invertito perché mi piace vederli dentro al campo, poi ogni allenatore ha le sue idee. Non ho paura, ma prima devo omologare un sistema di gioco e poi magari inserire ciò che a me piace. Ora abbiamo in testa solo di portare a casa gli obiettivi che abbiamo“.
SULLA POSSIBILE TITOLARITA’ DI MIGNANI CONTRO IL PICERNO: “Non lo so, ma avrà occasioni anche lui. Da quando sono arrivato è tra quelli che è cresciuto di più. Ci si è messo con dedizione e impegno e noi abbiamo bisogno di ragazzi così, specialmente giovani. Stravedo umanamente e qualitativamente per Mignani, gli auguro di fare una carriera straordinaria. Ho tanta qualità e tutti avranno l’occasione. Mi piacerebbe dirvi chi giocherà domani, ma non lo dirò“.
SUI MOMENTI DI BUIO NEL CORSO DELLA PARTITA: “E’ una squadra offensiva, spesso siamo portati ad andare avanti e la voglia di vincere può portare a sbilanciarsi un po’ troppo. Ci stiamo lavorando, una squadra che ha un obiettivo importante deve limitare certi errori. Resto arrabbiato per il gol contro il Siracusa, te lo porti sulle spalle. Quelli di Bergamo erano evitabili, ma gli errori fanno parte del calcio. Di solito l’Atalanta U23 quando va in vantaggio così poi ne fa 4-5, ma siamo stati bravi a restare in attacco tutto il secondo tempo. Nel finale potevamo pagare cara quell’azione. Ci vuole sempre un po’ di fortuna nella vita e ci è andata bene. Perdere con 26 tiri in porta, però, sarebbe stato qualcosa di straordinario. Una squadra che vuole vincere non deve concedere tanto, ma fondamentalmente non è accaduto domenica. Se pensiamo di non prendere mai un cross o un calcio d’angolo sbagliamo: siamo in Serie C e gli errori ci possono essere, ci sono tanti giovani. Come ci piace fare gol, ho detto ai ragazzi, dobbiamo farci piacere anche il fatto di non prenderlo. La colpa ricade sui difensori, ma spesso sono gli ultimi colpevoli“.
SULLA PARTENZA DI VISCARDI: “Ho passato due mesi con loro, capire un giocatore in due mesi è difficile. La società mi ha detto che poteva giocare terzino sinistro, ma per me era un male per lui. Ho parlato in privato con il ragazzo, dicendogli che avrei spinto con la società per farlo andare a giocare perché credevo che qui ci sarebbe stato poco spazio. Era arrabbiato, ma mi ha ringraziato. Ho un problema nella vita, sono sincero: lo stesso Sena, mi dispiace che sia rimasto perché aveva bisogno di giocare. Ma quando ritengo un ragazzo non idoneo al nostro modo di giocare glielo dico. Si sono fatti 200 nomi, ma quando dicevo ‘non voglio nessuno’ era la verità. Poi quando mi sono accorto che mancava un centrocampista diverso da quelli che avevamo l’ho detto alla società ed è arrivato un difensore al posto di Viscardi. Viscardi aveva bisogno di giocare, lo guarderò e vedremo se l’anno prossimo potrà stare con noi. Carfora invece vuole giocare, ma gli ho detto che non si sarebbe mosso perché ha una qualità immensa e ci voglio lavorare“.
SUL MOMENTO DEL CAMPIONATO: “Ci godiamo questo momento e pensiamo a noi stessi, non me ne importa niente di Catania o Salernitana. Devo pensare a vincere. Se vinco è un problema degli altri, se perdo dovrei gufare e non mi piace. Non guarderò nessuna delle due“.
SULLA POCA GESTIONE NEI FINALI DI GARA: “E’ un problema generale. Abbiamo giocato 45′ nell’altra parte del campo, abbiamo fatto gol e psicologicamente in 10′ di recupero ci sta un po’ di fatica. Non posso pensare di giocare da solo la domenica. Avevamo di fronte una squadra che ha messo in difficoltà tutti e crea tanto. Abbiamo concesso 10 calci d’angolo domenica contro l’Atalanta U23. Anche io dopo il gol avrei voluto tenere la palla e basta, ma a volte subentra la voglia di portare il risultato a casa e di abbassarsi. Forse la colpa è anche mia che sono passato al 3-5-2, volevo dare solidità alla difesa. Stavo per far entrare Mignani, volevo vincere la partita: è stata una scelta improvvisa. Se faccio l’allenatore devo prendermi delle responsabilità e delle colpe. Non sempre difendersi è la cosa migliore. Siamo una squadra che attacca bene, ma dobbiamo migliorare in difesa: e ci stiamo lavorando tanto“.
SULLA RISPOSTA DEI TIFOSI AL “VIGORITO”: “Alleno per vedere la gente felice. So che la gente ora è felice, l’appello resta vedere tutti allo stadio per renderli felici e farli divertire. Sempre se qualcuno è rimasto vivo dopo la partita di domenica. Sono quelle partite che rimangono dentro, sia per la gente sia per i calciatori. In certe situazioni ho visto lo stadio pieno e per me sarebbe un sogno vederlo come quando siete andati in B o in A. Inutile nascondersi, giochiamo per la gente e il tifo ci serve. Non mi aspetto nulla, ma invito tutti a venire perché sarebbe una bella cornice“.
