Quinto appuntamento nel cartellone artistico 2025/26 dell’Accademia di Santa Sofia, in collaborazione con il Conservatorio “Nicola Sala”, l’Università degli Studi del Sannio e il Banco BPM. Ieri sera, sul palco del Teatro Comunale “Vittorio Emmanuele” di Benevento si è esibito “UNO NESSUNO CENTOMILA”.
Il protagonista di questa vicenda, Vitangelo Moscarda, che la moglie Dida chiama Gengè, è una persona ordinaria, che ha ereditato da giovane la banca del padre e vive di rendita. Un giorno, però, la moglie gli fa notare che il suo naso “pende verso destra” e dalla scoperta di questo difetto si scatena in lui una crisi di identità. Egli sa, inoltre i concittadini lo considerano in fondo un usuraio, proprio come il padre che, quando era in vita, ha fondato con i suoi due soci-compari, Firbo e Quantorzo, la banca che egli ha ereditato. Insomma, è giunto il momento per Moscarda di scrollarsi di dosso l’immagine che il mondo gli ha affibbiato. Così, alla fine di una lite in salotto con Dida e Quantorzo, Dida lo lascia ed esce di scena per non riapparire mai più. Moscarda riceve in visita il suocero, preoccupato per il destino della figlia dopo la liquidazione della banca. Le sue intenzioni distruttive continuano, poi, contro i soci Firbo e Quantorzo con i quali rompe i rapporti dopo una visita conflittuale in banca. Liberatosi della moglie e di Firbo e Quantorzo, Vitangelo può ora pensare a un nuovo stile di vita. Il suo scopo ultimo è quello di liberarsi del mondo per fare ingresso in una dimensione di assoluta povertà e spiritualità. Lo aiuta in questo percorso di affrancamento Anna Rosa, una nobile donna che gli fa recapitare un invito, in seguito al quale i due si incontrano nel giardino del monastero dove lei vive, ospite di una zia monaca. Anna Rosa consiglia a Vitangelo di recarsi in visita dal nuovo vescovo, Monsignor Partanna, che lo aiuterà a liberarsi da tutti i suoi averi. Ma in modo del tutto confuso ed enigmatico, da una pistola caduta a terra dalla borsetta di Anna Rosa, parte un colpo che ferisce la donna al piede. Quando Vitangelo si reca da lei una seconda volta durante la sua convalescenza, la pistola fa di nuovo fuoco, ferendo stavolta Vitangelo stesso. Tornato a casa dall’ospedale, Moscarda inizia un periodo di convalescenza, lontano da tutto, con il denaro ottenuto dalla liquidazione della banca e offerto in beneficenza a tutti i poveri.
Applausi scroscianti di un Teatro Comunale pieno in ogni ordine di posto. Primo Reggiani ha vestito i panni di “Vitangelo Moscarda”, “Dida” è stata interpretata da Francesca Valtorta, Jane Alexander ha portato in scena “Anna Rosa”, Fabrizio Bordignon si è immedesimato in “Firbo” e “Marco Di Dio” e Enrico Ottaviano è stato “Quartonzo” e “Monsignor Partanna”.
La performance è stata preceduta dal preludio di Giuseppe Graziano, direttore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie dell’Università degli Studi del Sannio: “Sei ciechi e l’elefante”.
Prossimo appuntamento quello di sabato 14 febbraio con “Accademia di Santa Sofia” e il violoncellista Danilo Squitieri in “La grande evoluzione del linguaggio musicale tra ‘800 e ‘900”, sempre presso il Teatro Comunale Vittorio Emmanuele di Benevento.
