A Benevento ci sono profumi che raccontano storie. Uno di questi è quello del pane caldo che, da oltre sessant’anni, esce dal forno del “Pesce di Zucchero”. Un odore familiare, capace di fermare i passi e riaccendere ricordi. Quel profumo, oggi, non svanirà.
Lo storico Panificio Caruso di via Tenente Pellegrini non abbasserà la saracinesca. Quando sembrava arrivato il momento dei saluti, con Lello Caruso pronto al meritato riposo, la città ha trattenuto il fiato. Poi la svolta: il Fondo Re-Start, promosso dalla Fondazione di Comunità insieme a Confindustria Benevento, ha deciso di intervenire per salvare un pezzo di identità collettiva.
La presentazione ufficiale, avvenuta questa mattina nella sede degli Industriali sanniti, è stata tutt’altro che un freddo appuntamento istituzionale. C’era emozione vera, quella che si legge negli occhi, soprattutto in quelli di Lello e di sua figlia Italia. Perché qui non si parla solo di numeri o di bilanci, ma di una storia che attraversa generazioni.
Tutto comincia negli anni Sessanta, quando Enrico Caruso accende il forno che diventerà un punto fermo per il quartiere e per l’intera città. Con il passare del tempo, al suo fianco arriva Lello, che trasforma il panificio in un luogo dell’anima: non solo pane, ma relazioni, abitudini, piccoli rituali quotidiani. Il “Pesce di Zucchero” diventa così una tappa fissa, un nome che tutti conoscono, anche chi non sa spiegare perché.
La prospettiva della chiusura aveva fatto male, come succede quando si teme di perdere qualcosa che sembra eterno. Per questo il Comitato di gestione del Fondo Re-Start ha scelto di finanziare l’acquisizione dell’azienda, evitando che questo patrimonio immateriale si disperdesse nel silenzio di una serranda abbassata.
Ora si apre una nuova fase. Un partner sarà chiamato a guidare il panificio e a immaginarne il futuro, senza tradirne l’anima. Accanto a lui, Lello resterà come maestro di bottega, pronto a trasmettere gesti, segreti e passione a chi raccoglierà il testimone.
Il forno continuerà ad accendersi all’alba, il pane a cuocere lentamente. E Benevento potrà ancora riconoscersi in quel profumo che sa di casa.
