Antonio Floro Flores guarda con fiducia alla trasferta di Caravaggio. A due giorni dalla sfida contro l’Atalanta U23, valida per la 24ª giornata del girone C di Serie C, il tecnico del Benevento ha parlato in conferenza stampa dopo l’allenamento odierno, facendo il punto sul momento della squadra, sulle scelte di formazione e sulle insidie del match.
Il tecnico giallorosso ha sottolineato l’intensità del lavoro settimanale:«I ragazzi si allenano sempre con grande ritmo, ormai è una costante. Affronteremo una squadra giovane, spensierata e con tanta voglia di mettersi in mostra».
Sull’Atalanta U23 e, più in generale, sulle squadre B in Serie C, Floro Flores ha espresso un giudizio chiaro:«Hanno qualità, entusiasmo e un allenatore preparato. Preferisco questo modello piuttosto che vedere società fallire e lasciare i giocatori senza tutele. Puntare sui giovani è un valore, anche se è un discorso che va oltre il campo».
Capitolo attacco: nessuna gerarchia fissa.«Ho un parco attaccanti importante e tutti sono coinvolti. Con tante partite ravvicinate qualcuno giocherà e qualcuno riposerà. Chi non gioca si allena sempre al massimo ed è fondamentale: spesso i giocatori che non scendono in campo sono i più importanti per il gruppo».
Dubbi anche sulle corsie laterali, con il ballottaggio Pierozzi-Romano ancora aperto:«Entrambi danno certezze. Romano si è sempre fatto trovare pronto, Pierozzi in passato ci ha tolto dai guai. Chi sta meglio giocherà».
In vista del mini-ciclo di febbraio, con quattro partite in tredici giorni, l’allenatore sannita guarda al coinvolgimento dell’intera rosa:«È un periodo ideale per ruotare gli uomini. Il campionato si deciderà più avanti, anche perché Catania e Salernitana si sono rinforzate. Qui nulla è scontato».
Floro Flores ha poi difeso i singoli spesso meno utilizzati, come Della Morte e Mehic:«Sono giocatori affidabili, ma devo fare delle scelte. Non penalizzo nessuno: la domenica scelgo solo ciò che serve per vincere o portare a casa il risultato».
Sull’approccio alle gare, il tecnico ha ammesso che c’è ancora margine di miglioramento:«Non chiedo mai un impatto normale. Alcuni errori sono figli delle mie richieste di gioco, quindi la responsabilità è mia. Non accetto che si attacchino i singoli».
Infine, un pensiero ai tifosi e alla lotta al vertice:«Portare 400 tifosi in trasferta è motivo di orgoglio. Se hai paura delle vertigini, devi cambiare mestiere: giochiamo a calcio, non andiamo in guerra. Serve rispetto, ma mai paura. Chi ha più costanza e più voglia vincerà il campionato».

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