L’Associazione culturale filosofica “ Stregati da Sophia”, presso il Teatro San Marco ha tenuto la lectio magistralis del prof. Umberto Galimberti che ha relazionato sul tema “Conosciamo noi stessi?”
Il prof. Umberto Galimberti  ha insegnato Antropologia culturale, Filosofia della storia, Psicologia dinamica presso l’Università “Ca’ Foscari” di Venezia. Collabora con “Repubblica”, di cui è tra i principali editorialisti, con articoli di approfondimento su temi esistenziali di taglio filosofico, antropologico.
La sua formazione ha seguito percorsi complessi con forte attenzione all’insegnamento di Freud e Jung, all’analisi del pensiero  di Friedrich Nietzsche, Emanuele Severino  Martin Heidegger, di Jaspers di cui ha tradotto molti testi.  Fissando il proprio sguardo filosofico sui confini tra ragione e follia ha indagato con metodo genealogico le nozioni di simbolo, corpo e anima, rendendo visibili le tracce del sacro che persistono nella nostra civiltà dominata dalla tecnica.  Al centro della sua riflessione sta l’uomo, che, in un mondo sempre più dominato dalla tecnica, si sente un “mezzo” nell’universo dei mezzi”, riuscendogli sempre più difficile trovare e dare un senso alla sua vita, alla sua esistenza.
Molte sue opere sono  state tradotte in francese, tedesco, olandese, spagnolo, portoghese, sloveno, ceco, greco e giapponese.
Tra i suoi libri ricordiamo : Il  Nuovo dizionario di psicologia, psichiatria, psicoanalisi, neuroscienze (Milano 2018); Heidegger e il nuovo inizio. Che cosa significa pensare (Milano 2020); L’età della tecnica e la fine della storia (Napoli-Salerno 2021); Il libro delle emozioni (Milano 2021); La condizione giovanile nell’età del nichilismo (Napoli-Salerno 2022); L’etica del viandante (Milano 2006, in corso di pubblicazione 2023).
Ha introdotto e coordinato l’incontro Carmela D’Aronzo, Presidente Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia”.
Galimberti, in un teatro gremitissimo, ha dato così lo spunto per la riflessione sulla condizione dell’uomo oggi con fini a volte non buoni e un cammino illusorio. Si è inoltre soffermato sul tema dell’immigrazione e dell’integrazione sottolineando l’importanza di aprire i confini dell’io al diverso e al mondo per scoprire bellezze e ricchezze nuove. Riflettere su se stessi per riflettere su ciò che ci circonda e sul futuro, come fulcro di un domani di pace e aggregazione sociale.

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