Il Teatro Comunale di Benevento, gremito in ogni ordine di posti, ha accolto “L’Anno che Verrà” come si accolgono le serate destinate a restare: non semplici concerti, ma riti collettivi di memoria musicale. La Salzano Band ha costruito uno spettacolo solido, intenso, mai nostalgico, capace di tenere insieme rispetto filologico e slancio interpretativo.
La direzione artistica di Enrico Salzano si è rivelata ancora una volta il perno dell’intera architettura sonora: una guida discreta ma autorevole, che ha saputo valorizzare ogni musicista senza mai perdere il controllo del racconto musicale. Il tributo ai grandi della canzone d’autore italiana – da Pino Daniele a Battisti, da Califano a Senese – non è scivolato nella riproduzione calligrafica, ma ha restituito carne, respiro e contemporaneità a repertori che rischiano spesso l’imbalsamazione.
Tra i protagonisti assoluti della serata va citato senza esitazioni Jack Corona, che ha dato prova di una professionalità rara: nonostante la febbre, non ha mai arretrato di un passo, offrendo performance vocali e chitarristiche di grande tenuta emotiva. La sua presenza scenica, lontana da ogni esibizionismo, ha incarnato al meglio lo spirito dello spettacolo: esserci, anche quando costa fatica.
La band ha suonato compatta, con arrangiamenti curati e dinamiche mai piatte. Le coriste, tra cui la figlia del noto giornalista Lino Trotta, hanno arricchito il tessuto sonoro con eleganza e precisione, mentre le ragazze del balletto hanno aggiunto un elemento visivo misurato, mai invadente, perfettamente integrato nel flusso narrativo della serata.
Uno dei momenti più autentici – e più applauditi – è arrivato a sorpresa: l’intervento del professor Volpe, salito sul palco per premiare Enrico Salzano. Un gesto istituzionale che si è trasformato, con naturalezza quasi teatrale, in qualcosa di inatteso quando Alfredo lo ha trascinato in una performance all’armonica. Un episodio spontaneo, vero, che ha rotto la quarta parete e restituito al pubblico il senso più profondo della musica dal vivo: l’imprevedibilità.
La presenza in sala di numerose personalità, tra cui l’assessore alla Cultura Tartaglia Polcini, ha confermato il valore culturale dell’evento, ma ciò che ha davvero contato è stato il pubblico: partecipe, attento, emotivamente coinvolto. Segno che Benevento, quando la proposta è seria e di qualità, risponde.
“L’Anno che Verrà” non è stato solo un omaggio ai grandi della musica italiana. È stato un atto d’amore verso la musica come bene comune, verso il teatro come luogo vivo e verso una città che sa ancora riconoscere il valore dell’impegno artistico. Una serata riuscita, sincera, necessaria.
