Riceviamo e pubblichiamo una nota inviata in redazione da parte di un residente di Via dei Mulini
Gentile Direttore,
scrivo alla rubrica TV7 SOS per condividere un’esperienza che, pur sembrando di piccola entità, ritengo sia l’emblema di un modo di operare della nostra Amministrazione Comunale che continua a generare frustrazione, spreco di tempo e difficoltà, soprattutto per le fasce più deboli della cittadinanza.
Mi riferisco al modulo per l’”AUTOCENSIMENTO ABITANTI NUOVE STRADE” che i residenti di Via dei Mulini, interessati da un cambio di numerazione civica, si sono visti recapitare in questi giorni. Una comunicazione che, invece di risolvere una semplice questione amministrativa, apre una serie di interrogativi sconcertanti sulla logica che governa gli uffici comunali.
La prima domanda sorge spontanea: era davvero troppo DIFFICILE per il Comune, che dispone di un’anagrafe informatizzata e di un ufficio tributi, associare semplicemente il vecchio numero civico al nuovo per ogni singola unità abitativa? Parliamo di un’operazione di aggiornamento di un database, un’attività che nel 2025 dovrebbe essere la norma per qualunque ente pubblico.
E ancora: era troppo DIFFICILE recuperare dati come Foglio, Particella e Sub catastali, che il Comune stesso già possiede e utilizza per il calcolo di IMU e TARI? Invece no. Si preferisce scaricare sul cittadino l’onere di reperire documenti e codici, trasformando una semplice comunicazione in una caccia al tesoro burocratica. E qui il pensiero corre inevitabilmente ai nostri anziani. Come può una persona di una certa età, magari sola e poco avvezza a consultare vecchi rogiti o visure catastali, affrontare un simile compito? Invece di semplificare, si erigono barriere. Invece di servire il cittadino, lo si costringe a servire la burocrazia.
L’apice dell’assurdo si raggiunge quando si pensa alla soluzione più logica, quella che qualunque organizzazione efficiente adotterebbe: era troppo DIFFICILE far recapitare un modulo già precompilato con i dati anagrafici dei residenti già presenti nei loro archivi? Sarebbe bastato chiedere una semplice firma di conferma o una comunicazione solo in caso di variazioni. Questo avrebbe ridotto il margine di errore, semplificato la vita a tutti e dimostrato un minimo di rispetto per il tempo altrui.
Infine, un pensiero all’efficienza interna: era troppo DIFFICILE ottimizzare il lavoro degli stessi impiegati comunali? Con questa procedura, saranno costretti a scaricare, aprire e processare una serie di e-mail, la stragrande maggioranza delle quali conterrà una semplice conferma di dati che già possiedono. Un perfetto esempio di come si genera lavoro inutile, si sprecano risorse pubbliche e si crea un ingorgo digitale e cartaceo totalmente evitabile.
Questa vicenda, egregio Direttore, non è che l’ultimo capitolo di una lunga storia. Una storia in cui il Comune sembra costantemente scegliere la strada più tortuosa, più dispendiosa e meno intuitiva. Ci si perde, come sempre, in un bicchiere d’acqua, trasformando una banale operazione di aggiornamento in un’odissea per i cittadini. E a farne le spese sono soprattutto coloro, come gli anziani, per i quali l’anagrafe comunale dovrebbe essere un punto di riferimento certo e semplice, non l’inizio di un labirinto di carte e richieste incomprensibili.
Solo a Benevento è troppo DIFFICILE.
Un residente di Via dei Mulini
