di Carlo di Stanislao

“Quando la verità diventa opinione, la menzogna vince.” — George Orwell

Nel mondo mediatico odierno la procedura amministrativa viene spesso deformata da narrazioni forzate e titoli sensazionalistici. In questo contesto emerge con chiarezza la figura di Daniela Piesco, che con lucidità e rigore ha denunciato le imprecisioni contenute in un articolo firmato da Paolo Bocchino e pubblicato su Il Mattino.

Cosa scrive Paolo Bocchino

Nel suo pezzo, Bocchino titola: “A rischio i campi da golf, ultime ore per chiarire i dubbi di Arpac e Eic”. L’articolo sostiene che il progetto Antum Immobiliare per la realizzazione del golf club a Benevento sia in bilico, perché gli enti tecnici ARPAC (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) e EIC (Ente Idrico Campano) avrebbero espresso “dubbi” e che la Regione avrebbe imposto termini perentori da rispettare entro “oggi”, con il rischio di provvedimenti sospensivi.

Il linguaggio scelto da Bocchino è carico di drammaticità: parla di ultime ore, di rischio concreto e lascia intendere che il futuro dell’opera dipenda da una scadenza imminente e da enti indecisi, quasi ostili al progetto.

La replica di Daniela Piesco su L’Eco del Sannio

Con un intervento accurato pubblicato su L’Eco del SannioDaniela Piesco smonta passo dopo passo questa narrazione.

  • Sulla scadenza temporale: Piesco spiega che non esistono ultimatum o ultime ore, perché la normativa prevede margini di proroga, richieste di integrazione documentale e ulteriori verifiche. Non vi è alcun rischio automatico di blocco.
  • Sui cosiddetti “dubbi”: definire così le osservazioni di ARPAC ed EIC è improprio. Non si tratta di incertezze soggettive, ma di verifiche tecniche basate su dati scientifici e su leggi precise.
  • Sul ruolo degli enti: Bocchino dipinge gli uffici tecnici come ostacoli; Piesco ricorda invece che sono garanti della legalità e della tutela ambientale, chiamati a proteggere il territorio da possibili conseguenze negative.
  • Sulla procedura: contrariamente all’immagine di un procedimento in stallo o a rischio blocco, Piesco sottolinea che si tratta di fasi normali di un iter autorizzativo complesso, che procede secondo legge.

Perché la versione di Bocchino è problematica

Secondo Daniela Piesco, l’impostazione di Bocchino rischia di alimentare allarmismi infondati: i cittadini finiscono per credere che l’opera sia sul punto di naufragare, che la Regione stia imponendo scadenze draconiane e che gli enti agiscano per capriccio. In realtà, nulla di tutto questo corrisponde ai fatti.

Il vero problema non è soltanto un titolo sensazionalistico, ma il modo in cui un normale procedimento amministrativo viene trasformato in una sorta di conto alla rovescia, utile a creare tensione mediatica ma privo di basi giuridiche.

Il merito di Daniela Piesco

Grazie al suo articolo su L’Eco del SannioDaniela Piesco restituisce chiarezza ai lettori, ricordando che la burocrazia non è un intralcio, ma una garanzia. Dimostra come un giornalismo serio sappia andare oltre la ricerca dell’effetto immediato, restituendo al dibattito pubblico la complessità e la verità dei fatti.

Il confronto tra l’articolo di Paolo Bocchino su Il Mattino e la replica di Daniela Piesco su L’Eco del Sannio mostra due modi opposti di fare giornalismo: il primo gioca con le paure, il secondo difende la trasparenza. E la lezione che ne deriva è chiara: senza voci come quella di Daniela Piesco, la realtà rischia di essere sempre più nascosta sotto il rumore delle narrazioni sensazionalistiche.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

CAPTCHA ImageChange Image

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.