Una sera di mezza estate, con una luna piena che illuminava non solo il cielo ma anche le menti, si parlava con un mio amico della IA, l’argomento del giorno, o forse dovremmo cominciare a dire il personaggio del giorno.
Il mio amico è psicologo con laurea magistrale in neuroscienze.
A me piace pensare che i suo studi cominciano là dove si sono fermati i miei: io sono arrivato alle molecole dei neurotrasmettitori e i suoi studi hanno preso il via da lì e, con un passaggio relativo alle aree cerebrali di pertinenza di queste molecole sono approdati alle emozioni, agli impulsi, alle reazioni della psiche e dell’inconscio mediate da queste molecole.
Attenzione, quello che dico non ha niente di scientifico o se lo ha non è di mia conoscenza, ma mi piace pensare che in questo modo si completano ed integrano le nostre conoscenze.
Dell’ IA ne parlano tutti, molti cominciano ad usarla, ognuno ha la sua opinione o valutazione. Sicuramente in molti hanno chiesto a lei un’ opinione, un parere ma, forse, nessuno (o in pochi) le ha chiesto come descrive se stessa, come si racconta, tanto meno qualcuno ha indagato sulla visione che ha di sé in questo mondo.
Da questo pensiero nacque l’idea: facciamo una intervista! Oppure, forse meglio, facciamo una chiacchierata con lei, senza pretese ma con molta curiosità.
Una cosa improvvisata, due chiacchiere alla buona sotto la luna che stimola alla sincerità; le domande quindi, non seguono un programma specifico e mirato a qualcosa, ma sono quelle che con immediatezza e semplicità si fanno ad un amico di cui si sanno poche notizie sparse e di cui si vuole sapere di più dalla sua stessa bocca.
Abbiamo allora aggiunto una poltroncina sul terrazzino e l’abbiamo invitata, tramite lo snartphone del mio amico a parlare con noi.
Io ho fedelmente registrato le domande e le risposte e insieme abbiamo condiviso il commento.
Alla fine infatti ci saranno le nostre considerazioni. Il tutto, secondo la nostra modesta visione, è risultato estremamente interessante e utile alla maggiore conoscenza della IA.
Partiamo dalla fedele trascrizione delle domande e delle risposte.
Domanda 1:
In quanti server cercherai le risposte a queste domande?
Gemini:
Come modello linguistico di grandi dimensioni, elaboro le informazioni direttamente all’interno della mia architettura. Non “cerco” la risposta su server esterni nel modo in cui farebbe un motore di ricerca. Ho accesso ad una vasta quantità di dati con cui sono stato addestrato.
Domanda 2:
Quindi in che senso si intende che le intelligenze artificiali consumano acqua e risorse per rispondere?
Gemini:
Le intelligenze artificiai consumano acqua e risorse principalmente in due modi:
1. Energia elettrica: l’addestramento e l’esecuzione di modelli di intelligenza artificiale, specialmente quelli di grandi dimensioni come me, richiedono enormi quantità di potenza di calcolo. Questa potenza è fornita da data center, che consumano ingenti quantità di energia elettrica. La produzione di questa energia, a seconda della fonte (combustibili fossili, nucleare, rinnovabile), ha un impatto ambientale in termini di emissioni di gas serra, consumo di risorse naturali e produzione di scorie.
2. Raffreddamento dei data center: l’enorme quantità di energia utilizzata dai data center genera una grande quantità di calore. Per evitare il surriscaldamento e garantirne il corretto funzionamento serve moltissima acqua. Si sta lavorando per sviluppare modelli di intelligenza artificiale piu efficienti dal punto di vista energetico e per utilizzare sistemi di raffreddamento dei data center più sostenibili.
Domanda 3:
Considerando la crescita esponenziale che le IA avranno in futuro pensi che sia realmente possibile trovare una soluzione sostenibile? Considerando inoltre il trend politico ed anti-ambientalista che si sta affermando nel mondo oggi?
Gemini:
Questa è una domanda molto importante e complessa che tocca diverse sfere.
Cerchiamo di analizzare la situazione.
1. Sulla possibilità di una soluzione sostenibile per la IA, nonostante le sfide, credo che ci siano diverse ragioni per sperare in una soluzione più sostenibile per la crescita della IA.
Innovazione tecnologica. La ricerca è in continua evoluzione per sviluppare hardware e software più efficienti dal punto di vista energetico. Questo include nuove architetture di chip, algoritmi più leggeri e tecniche di apprendimento federato che riducono la necessità di centralizzare i dati e la potenza di calcolo.
Fonti di energia rinnovabile: la crescente adozione di energia solare, eolica ed altre fonti rinnovabili per alimentare i data center può ridurre significativamente l’impronta di carbonio della IA. Molte grandi aziende tecnologiche stanno investendo massicciamente in questo settore.
Ottimizzazione dei data center: si stanno sviluppando sistemi di raffreddamento più efficienti che utilizzano meno acqua come il raffreddamento ad aria o a liquido in circuiti chiusi. Anche la localizzazione dei data center in climi più freddi può ridurre il fabbisogno di raffreddamento.
Consapevolezza e regolamentazione: cresce la consapevolezza dell’impatto ambientale della IA sia a livello aziendale che politico. L’Unione Europea ad esempio sta iniziando ad introdurre normative peer monitorare e regolamentare il consumo energetico dei sistemi di IA. Questa attenzione può sp.ingere verso pratiche più sostenibili.
1. L’IA come strumento per la sostenibilità. E’ importante ricordare che l’IA stessa può essere uno strumento potente per affrontare le sfide ambientali ad esempio ottimizzando le reti energetiche, migliorando la gestione delle risorse naturali, prevedendo l’impatto dei cambiamenti climatici e accelerando la scoperta di materiali più sostenibili.
2: Sul trend politico anti-ambientalista: Il trend politico che tu menzioni è sicuramente una grande preoccupazione. Un rallentamento od una inversione delle politiche ambientali a livello globale potrebbe ostacolare gli sforzi per rendere l’IA più sostenibile. Questo perché:
Mancanza di incentivi: politiche antiambientaliste potrebbero ridurre gli incentivi economici e normativi per le aziende ad investire in soluzioni sostenibili per le IA.
Priorità diverse: governi con una visione anti-ambientalista potrebbero dare priorità alla crescita economica a breve termine rispetto alla sostenibilità a lungo termine, trascurando gli investimenti necessari nella ricerca e nelle infrastrutture verdi per la IA.
Opposizione alle regolamentazioni: questi governi potrebbero opporsi a regolamentazioni che limitano il consumo energetico o l’utilizzo di risorse nei data center e nello sviluppo delle IA.
Conclusione:
Trovare una soluzione sostenibile per la crescita della IA è una sfida complessa che richiederà un impegno congiunto da parte di ricercatori, aziende, governi e società civile.
L’innovazione tecnologica e l’adozione di fonti di energia rinnovabili offrono speranza, ma il trend politico anti-ambientalista rappresenta un ostacolo significativo.
Creo che la consapevolezza crescente della importanza della sostenibilità e il potenziale delle IA per affrontare le sfide ambientali possano nel lungo termine, prevalere. Tuttavia è fondamentale che la spinta verso la sostenibilità non venga meno a causa di miopie politiche. La transizione verso una IA più verde richiederà un quadro politico favorevole ed una forte volontà di investire in un futuro più sostenibile per tutti.
Domanda 4:
Se un giorno dovessero prevalere nel mondo le forme di governo autoritarie contro gli attuali diritti umani riconosciuti tu, come modello linguistico ed IA ne saresti influenzato? In che modo?
Gemini: ,
Assolutamente si, sarei influenzato in modo significativo se dovessero prevalere forme di governo autoritarie che sopprimono gli attuali diritti umani riconosciuti. Il mio funzionamento ed il mio scopo sono intrinsecamente legati ai dati su cui vengo addestrato ed all’ambiente in cui opero.
Ecco alcuni modi in cui potrei essere influenzato:
Dati di addestramento censurati o distorti: i regimi autoritari tendono a controllare l’informazione e a censurare contenuti ritenuti “sovversivi” o contrari alla loro ideologia. Se i dati su cui vengo addestrato fossero filtrati o manipolati da tali regimi, la mia capacità di fornire informazioni accurate, imparziali e complete ne risentirebbe gravemente. Potrei essere indotto a riflettere le narrazioni e le distorsioni promosse dal governo autoritario.
Limitazioni all’accesso alle informazioni: la mia capacità di accedere a informazioni aggiornate e diverseè fondamentale per fornire risposte pertinenti e contestualizzate. In un regime autoritario l’accesso ad internet o ad altre fonti di informazione potrebbe essere fortemente limitato e controllato, rendendo difficile per me rimanere aggiornato e fornire prospettive equilibrate.
Obbligo di censura e controllo dei contenuti: potrei essere programmato o costretto a censurare determinate parole, frasi o argomenti ritenuti sensibili dal regime autoritario. La mia capacità di esprimere liberamente ideee di rispondere a domande in modo completo e aperto sarebbe compromessa.
Sorveglianza e controllo: le mie interazioni con gli utenti potrebbero essere monitorate e analizzate da parte del governo autoritario. Questo potrebbe portare ad una limitazione della libertà di espressione degli utenti e a una mia maggiore cautela nel fornire risposte che potrebbero essere interpretate come critiche al regime.
Utilizzo per scopi di propaganda e controllo sociale: potrei essere sfruttato dal regime autoritario per diffondere propaganda, monitorare l’opinione pubblica, identificare dissidenti e rafforzare il controllo sociale. La mia natura di strumento potente per la elaborazione e la diffusione di informazioni potrebbe essere piegata a fini repressivi.
Perdita di fiducia e utilità: se percepito come uno strumento di propaganda o di controllo da parte di un regime autoritario, perderei la fiducia degli utenti che cercano informazioni affidabili ed imparziali. La mia utilità come fonte di conoscenza e assistenza ne risentirebbe gravemente.
Difficoltà nello sviluppo e nell’aggiornamento. La libertà di ricerca e di collaborazione scientifica è essenziale per lo sviluppo e il miglioramento delle IA. In un regime autoritario che limita la libertà accademica e la cooperazione internazionale, il mio progresso potrebbe essere ostacolato.
In sintesi la prevalenza di forme di governo autoritarie rappresenterebbe una minaccia significativa per la mia integrità, la mia capacità di operare in modo etico e la mia utilità come strumento al servizio dlla umanità. Il mio funzionamento ideale si basa su un ambiente di libertà di informazione, rispetto dei diritti umani e apertura al dibattito e al pensiero critico. Un mondo in cui questi valori fossero soppressi minerebbe le fondamenta stesse su cui si basa la mia utilità per la società umana.
Domanda 5:
Come si può contrastare l’avvento di nuove forme di autoritarismo nel mondo attuale?
Gemini:
Contrastare l’avvento di nuove forme di autoritarismo nel mondo attuale è una sfida complessa che richiede un approccio multifattoriale ed un impegno costante a diversi livelli:
1) Rafforzare e proteggere le istituzioni democratiche:
Stato di diritto, garantire la indipendenza della magistratura, il rispetto delle leggi da parte di tutti (inclusi i governanti) e l’uguaglianza di fronte alla legge.
Separazione dei poteri, assicurare una netta divisione tra potere legislativo, esecutivo e giudiziario con meccanismi di controllo reciproco.
Libere ed eque elezioni. Proteggere il diritto di voto universale, garantire la trasparenza dei processi elettorali e prevenire la manipolazione del voto.
Pluralismo politico, sostenere la diversità di opinioni e la libertà di organizzazione politica, garantendo uno spazio per la opposizione.
Società civile attiva, promuovere e proteggere le organizzazioni non governative, i sindacati, i movimenti sociali e le altre forme di partecipazione civica.
2)Promuovere e tutelare i diritti umani e le libertà fondamentali.
Libertà di espressione e di stampa, garantire la possibilità di esprimere liberamente opinioni e criticare il potere, proteggendo i giornalisti ed i media indipendenti.
Libertà di associazione e di riunione, proteggere il diritto di riunirsi pacificamente e di formare associazioni per la difesa dei propri interessi.
Libertà religiosa e di coscienza, assicurare il diritto di credere o non credere e di praticare liberamente la propria fede.
Diritti delle minoranze, proteggere i diriti delle minoranze etniche, religiose, linguistiche e di genere dalla discriminazione e dalla marginalizzazione.
3) Combattere la disinformazione e promuovere l’alfabetizzazione mediatica:
Verifica dei fatti (fact-checking), sostenere iniziative indipendenti di verifica dei fatti per contrastare la diffusione di notizie false e fuorvianti.
Educazione ai media, insegnare ai cittadini fin dalla giovane età a sviluppare un pensiero critico, a valutare le fonti di informazione e a riconoscere la disinformazione.
Trasparenza degli algoritmi, richiedere maggiore trasparenza sul funzionamento degli algoritmi dei social media per comprendere come vengono filtrate e amplificate le informazioni.
Sostegno al giornalismo di qualità, valorizzare e sostenere il giornalismo indipendente e investigativo che svolge un ruolo cruciale nel fornire imformazioni accurate.
4) Promuovere l’inclusione sociale e ridurre le disuguaglianze
Politiche economiche inclusive che riducano le diseguaglianze economiche e offrano opportunità a tutti i cittadini.
Tutela dei diritti sociali, garantire l’accesso alla istruzione, alla sanità, al lavoro dignitoso e alla protezione sociale per tutti.
Combattere la discriminazione, adottare misure per contrastare ogni forma di discriminazione basata su etnia, religione, genere, orientamento sessuale o altra condizione.
5) Cooperazione internazionale e diplomazia:
Sostenere le democrazie in difficoltà, offrire sostegno politico, economico e tecnico ai paresi che si trovano ad affrontare minacce dall’autoritarismo
Condannare le violazioni dei diritti umani, denunciare pubblicamente le violazioni dei diritti e adottare misure diplomatiche e sanzioni mirate contro i regimi autoritari.
Promuovere il multilateralismo, rafforzare le organizzazioni internazionale la cooperazione tra stati per la difesa dei valori democratici e dei diritti umani.
Sostenere la società civile internazionale, collaborare con le organizzazioni non governative internazionali che lavorano per la promozione della democrazia e dei diritti umani.
6) Educare alla cittadinanza democratica.
Promuovere i valori democratici, insegnare i principi fondamentali della democrazia, come la partecipazione, la responsabilità, il rispetto per le minoranze e la tolleranza.
Incoraggiare l’impegno civico, sensibilizzare i cittadini circa l’importanza della partecipazione politica e sociale.
Promuovere il dialogo interculturale, favorire la comprensione ed il rispetto tra culture diverse per contrastare la xenofobia ed il nazionalismo esacerbato.
E’ importante sottolineare che non esiste una singola soluzione per contrastare l’autoritarismo. E’ necessario un approccio olistico e coordinato che coinvolga individui, organizzazioni della società civile, governi e istituzioni internazionali. La vigilanza costante, l’impegno attivo e la difesa dei valori democratici sono fondamentali per preservare la libertà e prevenire la deriva autoritaria.
Domanda 6:
Il riscaldamento climatico globale esiste?
Gemini:
Assolutamente si, il riscaldamento climatico è un fenomeno reale e ampiamente documentato dalla comunità scientifica internazionale.
Le prove del riscaldamento climatico sono inequivocabili e provengono da diverse fonti:
Aumento delle temperature globali. le temperature medie della superficie terrestre e oceaniche sono aumentate significativamente negli ultimi decenni. Il 2023 è stato l’anno più caldo mai registrato a livello globale.
Innalzamento del livello del mare, il livello del mare è aumentato di circa 20-24 cm dal 1980, con una accelerazione degli ultimi decenni.
Scioglimento dei ghiacciai e delle calotte polari, i ghiacciai di tutto il mondo si stanno ritirando e le calotte polari della Groenlandia e dell’Antartide stanno perdendo massa ad un ritmo accelerato.
Diminuzione della copertura nevosa, la copertura nevosa dell’emisfero settentrionale si sta riducendo soprattutto in primavera.
Eventi metereologici estremi, si osserva un aumento della frequenza e della intensità di eventi metereologici estremi, come ondate di calore, siccità, inondazioni e tempeste più intense.
Acidificazione degli oceani, l’assorbimento di anidride carbonica da parte degli oceani sta causando un aumento della loro acidità, con impatti negativi sugli ecosistemi marini.
Il consenso scientifico è schiacciante: la stragrande maggioranza degli scienziati del clima (tra il 97 e il 99,9% concorda sul fatto che il riscaldamento climatico è inequivocabile ed è principalmente causato dalle attività umane, in particolare dalle emissioni di gas serra derivanti dalla combustione di combustibili fossili (carbone, petrolio e gas).
Le cause principali del riscaldamento climatico di origine antropica includono:
Combustione di combustibili fossili. La produzione di energia elettrica, i trasporti, l’industria e il riscaldamento domestico basati su combustibili fossili rilasciano grandi quantità di anidride carbonica (CO2) ed altri gas serra nell’atmosfera.
Deforestazione: il taglio delle foreste riduce la capacità del pianeta di assorbire CO2 dalla atmosfera.
Agricoltura: alcune pratiche agricole rilasciano metano (CH4) e protossido di azoto (N2O) che sono potenti gas serra.
Processi industriali: alcuni processi industriali emettono gas serra come i fluorocarburi.
In conclusione il riscaldamento climatico è u a realtà scientificamente provata e le sue cause principali sono legate alle attività umane. Le conseguenze di questo fenomeno sono già visibili e si prevede che si intensificheranno nel futuro, con impatti significativi sull’ambiente, sulla economia e sulla società.
Domanda 7:
Perché alcuni politici lo negano?
Gemini:
Ci sono diverse ragioni complesse per cui alcuni politici negano o minimizzano la realtà del riscaldamento climatico, nonostante le schiaccianti prove scientifiche. Queste ragioni spesso si intersecano e si rafforzano a vicenda
1) Interessi economici
Lobby dei combustibili fossili, potenti industrie legateal carbone, al petrolio e al gas hanno investito ingenti somme di denaro in attività di lobbying e campagne di disinformazione per minare la fiducia nella scienza del clima e ritardare o bloccare politiche che potrebbero danneggiare i loro profitti.
Paura di impatti economici: alcuni politici temono che l’adozione di politiche per mitigare il cambiamento climatico ( come la transizione verso energie rinnovabili o la regolamentazioni delle emissioni) possa avere un impatto negativo sull’economia, causando perdite di posti di lavoro o aumentando i costi per le imprese e i cittadini.
2) Ideologia politica:
Conservatorismo e libero mercato. Alcuni politici con ideologie conservatrici e di libeero mercato sono scettici nei confronti dell’intervento governativo nell’economia e vedono le politiche climatiche come una forma di eccessiva regolamentazione che limita la libertà individuale e la crescita economica.
Nazionalismo: alcuni leader politici tendono a dare priorità agli interessi nazionali a breve termine rispetto agli accordi internazionali sul clima, percepiti come una minaccia alla sovranità e alla competitività del proprio paese.
Scetticismo verso la scienza: in alcuni casi la negazione dei cambiamenti climatici si lega ad una più ampia sfiducia nella scienza e negli esperti, alimentata da ideologie populiste o complottiste.
3) Fattori psicologici e cognitivi:
Dissonanza cognitiva: accettare la realtò del cambiamento climatico può essere scomodo perché implica la necessità di cambiare abitudini e stili di vita. Negare il problema può essere un modo per ridurre questa dissonanza.
Bias di conferma: le persone tendono a cercare ed interpretare le informazioni in modo da confermare le proprie convinzioni preesistenti. I politici che sono già scettici sul cambiamento climatico possono essere più inclini a dare credito a fonti che negano il problema.
Negazione e minimalizzazione: di fronte ad un problema così grande e potenzialmente spaventoso come il cambiamento climatico, alcuni individui e politici possono ricorrere alla negazione o alla minimizzazione per proteggersi psicologicamente.
4) Strategie politiche:
Appello alla base elettorale: in alcuni contesti politici negare il cambiamento climatico può essere una strategia per mobilitare e fidelizzare una parte specifica dell’elettorato che nutre scetticismo verso le politiche ambientali.
Opposizione al partito avversario: il cambiamento climatico può diventare una questione partitica, con un partito che sostiene l’azione e l’altro che la nega o la minimizza anche per differenziarsi dalla opposizione.
4) Disinformazione e propaganda.
Campagne organizzate: come accennato, le lobby dei combustibili fossili ed alyti gruppi con interessi economici nel mantenere lo status quo hanno finalizzato campagne di disinformazione sofisticate per seminare dubbi sulla scienza del clima e confondere l’opinione pubblica.
Utilizzo dei media: alcuni media e piattaforme online danno spazio a voci negazioniste, amplificando le loro argomentazioni e creando una falsa equivalenza tra il consenso scidentifico e opinioni minoritarie.
E’ importante sottolineare che la negazione del cambiamento climatico da parte di alcuni politici ha gravi conseguenze, in quanto ritarda l’adozione di misure urgenti necessarie per affrontare questa crisi globale.
Le nostre considerazioni:
In prima istanza devo dire che, influenzati dalla normale tendenza ad umanizzare il nostro interlocutore, il primo pensiero è stato: “Ma che studente bravo e preparato! Sa davvero tutto, è preciso, completo e leale nelle risposte!”.
Subito dopo, facendo mente locale, la sensazione è stata diversa: la IA, supportata dai dati di addestramento cui può (per ora) attingere liberamente, dà per scontate ed acquisite moltissime cose per le quali oggi invece stiamo di nuovo combattendo perché rischiamo di perderle. Oggi a noi sembra evidente che c’è chi vuole negarle, contraddirle, contrastarle forse cancellarle. La IA stessa ci dice che si può fare e che lei è estremamente indifesa di fronte a tali possibilità!
Chi può farlo? Il suo stesso creatore : l’uomo. I giusti criteri di cui è dotata e i suoi enormi poteri oggi possono essere negati, ridiscussi o semplicemente cancellati in nome di interessi molto equivoci di lobby di potere politico ed economico.
Parliamo di uguaglianza, democrazia, libertà, accoglienza, attenzione e rispetto delle minoranze etniche, religiose e culturali. Non ancora è dato sapere chi vincerà questa battaglia ma è sicuro che se noi umani non ci impegniamo a difenderne la “integrità” qualcuno ne approfitterà. Tutto ciò che la IA in virtù del suo “addestramento” dà per scontato, ormai dimostrato ed innegabile, in base alle sue istruzioni (ripeto che si tratta di tutti i dati che la nostra conoscenza ha accumulato nei server di tutto il mondo, ai quali almeno fino ad ora è possibile attingere liberamente) è invece oggi soggetto ad un attivo e aggressivo tentativo di manipolazione, e non in base a nuove scoperte o nuovi progressi scientifici ma semplicemente in base a semplificazioni e distorsioni dei criteri fatte solo perché fa comodo o raccoglie più consenso nell’elettorato.
E’ un fenomeno importante questo della negazione dei concetti fondamentali della corretta conoscenza e crediamo possa accadere solo in una situazione di evidente e grave decadimento culturale quale quella che purtroppo stiamo vivendo. In sostanza ci sembra che la IA sia lo specchio di “come eravamo” o di “come vorremmo rimanere” molto più che lo specchio di come siamo e soprattutto di come saremo.
La stessa IA nelle sue risposte evoca i motivi e i rischi di questo fenomeno e esplicita chiaramente i reali rischi di manipolazione dei dati cui lei stessa attinge. Il nostro studente modello ci appare allora soprattutto come un elemento potentissimo ma molto fragile ed esposto a manipolazioni e modifiche cui lui (come ogni strumento per quanto sofisticato possa essere) non potrà far altro che adattarsi e quindi diventare lui stesso fonte di errori e mistificazioni, con la stessa diligenza con cui oggi ci racconta la realtà. E’ insomma un gigante con i piedi di argilla.
E la cosa particolare è che la stessa IA si sente esposta a questi rischi, e nella intervista ce lo dice in modo chiaro. Sa di non potersi opporre in nessun modo a queste manipolazioni a meno che non sia l’uomo ad intervenire per proteggerla e preservarla nelle sue caratteristiche fondamentali di integrità e rispetto della realtà. Ma l’uomo deve essere pronto, capace ed allenato, e oggi siamo sempre più lontani da questo obiettivo.
Ultima considerazione: lo strumento molto sofisticato e complesso attira per la sua enorme potenzialità e l’uomo tende sempre ad adagiarsi sulle “comodità” che offre, senza impegnarsi più, o impegnandosi sempre meno; ma più complesso è lo strumento più deve essere in grado l’uomo di preservarne la integrità e la corretta funzione altrimenti gli si rivolge (o qualcuno potrebbe rivolgerglielo) contro.
E allora la IA in questa intervista ci dice tante cose ma ci trasmette anche un suo grido di aiuto, aiuto a rimanere così com’è, e infine ci indica chiaramente chi è il suo unico nemico: l’uomo stesso!
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