Di Brunello Pezza
Si tenta spesso di identificare una era storica con una delle sue caratteristiche fondamentali che meglio ne racchiude il significato.
Dalla età del rame, del piombo, del ferro, al Medio Evo, al Rinascimento, e poi all’era del Boom Industriale, dalla Restaurazione, alle Conquiste Sociali, e poi alla Primavera Araba, ultima è stata la Globalizzazione.
Credo che la caratteristica fondamentale di questi ultimi 10-15 anni sia l’odio!
L’odio prima di questi giorni andava mimetizzato sotto rivendicazioni e ricostruzioni storiche manipolate, non si poteva parlare dell’odio sic et simpliciter perché nella accezione comune aveva ancora un significato fondamentalmente negativo. Oggi invece l’odio è stato completamente sdoganato e messo sul mercato come valore in sé. Valore pari o forse anche migliore e più appetibile dei valori tradizionali come la tolleranza, la libertà di espressione e così via. Non c’è bisogno di alcuna giustificazione, di nessun equilibrismo teorico, l’odio è di per se uno strumento politico accettato, direi quasi legittimo.
Questo appiattimento dei concetti per cui risultano tutti di uguale valore e’ uno dei problemi fondamentali della nostra era: la corruzione vale quanto l’onestà, l’odio quanto l’amore, la sopraffazione quanto l’uguaglianza, il razzismo quanto l’accoglienza, rubare e fare l’elemosina si equivalgono.
E’ un po’ come fare il tifo per la Juve o per il Napoli, o preferire le automobili Fiat o le Ford. L’unico discrimine fra questo “ valori opposti” e’ semplicemente quanto mi conviene l’uno o l’altro o al massimo quanti mi trovo a mio agio nell’ usare l’uno o l’altro valore.
E’ questo a mio avviso, il vicolo cieco in cui ci siamo infilati, e , si sa, da un vicolo cieco si esce solo facendo marcia indietro.
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