Di Daniela Piesco Direttore Responsabile
C’è un respiro nuovo che attraversa le stanze dell’Antum Hotel. Non è soltanto quello di un luogo elegante, incastonato nello stile liberty, ma il battito vivo dell’arte che si fa accoglienza, identità e racconto. È qui che ieri sera si è chiuso il percorso artistico collaterale al Festival Città Spettacolo, promosso da Eccellenzesannite.it con il patrocinio morale dell’assessorato alla Cultura.
Il progetto “Antumarte: Identità & Meraviglie” non si limita a esporre opere: le ingloba. Le pareti, le suite, i corridoi diventano scrigni in cui l’arte contemporanea dialoga con lo spazio, creando un continuum tra architettura e visione. Non un museo silenzioso, ma un’esperienza viva, in cui l’ospite respira bellezza persino nel tempo sospeso della meditazione in camera.
Particolarmente intensa la suite dedicata ai lavori di Verdile: quadri che trascinano chi li osserva in un universo personale e allo stesso tempo corale, fatto di materia, luce e memoria. Per chi non conosce l’artista, un QR code apre finestre digitali su biografie, botteghe, percorsi d’arte diffusi in città. Una mappa che porta il visitatore fuori dall’hotel e dentro Benevento, in un intreccio di turismo culturale e partecipazione, grazie alla mente visionaria di Giuseppe Chiusolo, che ha saputo mettere in rete energie e immaginazione, coinvolgendo anche le guide locali.
Il secondo tempo della serata ha portato i riflettori sul confronto tra Flavian Basile e l’assessore alla Cultura Antonella Tartaglia Polcini. Basile ha ribadito il suo impegno: “Rendere le città e il mondo un posto migliore significa dare forza all’arte”, ha detto con tono fermo e sguardo proiettato oltre il contingente. Poi il testimone è passato all’assessore, visibilmente emozionata, che ha parlato con parole semplici e potenti di bene comune: “Siamo frammenti di universo. Non competizioni solitarie, ma prospettive future”.
Il finale, come in ogni rito che si rispetti, è stato un brindisi, in via Vico Noce, con gli artisti di Eccellenze Sannite. Tra i calici e le luci della sera, il mio incontro intenso con Marianna Rauso, donna forte e fiera che non ha bisogno di presentazioni: presenza che incarna la radice autentica del territorio.
Non sono mancati dialoghi personali che hanno arricchito la serata: all’Antum mi sono intrattenuta a lungo con Maurizio Iazeolla, fotografo che ha scelto la via del concettuale. Le sue parole scorrevano leggere e profonde: il tentativo, dichiarato, di “ingentilire il mondo” con l’arte. Una missione sottile, quasi invisibile, ma che resta impressa come una promessa.
Alla fine si esce dall’Antum Hotel con la sensazione che l’arte non sia un orpello, ma un tessuto che unisce, che accoglie e che restituisce. Un’esperienza che non finisce con un brindisi, ma che continua nei percorsi della città, nelle stanze di un albergo che diventa luogo simbolico: dove l’arte non si espone soltanto, ma abita.


