E’ nella pigra controra estiva, nel primo dopo pranzo, quando ogni attività muscolare è severamente proibita, che ho scambiato qualche idea con mio cugino Gabriele (professore di filosofia politica). Si è parlato del senso e del significato dei “valori morali ed etici” che una volta dominavano il campo dei principi fondanti della nostra società e che oggi sembrano scomparsi dalla pubblica coscienza ed utilizzati tantissimo e malissimo dai rappresentanti sfacciatamente bugiardi ed ipocriti della attuale politica (qualunque versante venga considerato).
Un piccolo elenco: patria, solidarietà, uguaglianza, famiglia, collaborazione sociale, assistenza sanitaria per tutti, assistenza ai più deboli, sicurezza, istruzione e cultura. Fateci caso: non c’è uno solo di questi termini che non sia stato usato, anzi abusato, deformato, piegato alle esigenze demagogiche di una parte o dell’altra. Se ne svilisce in tal
modo completamente il significato e depauperandolo del suo effettivo valore. Questi concetti sono diventati così uno strumento docile nelle
mani di chi ne fa abuso e li usa a vantaggio dei propri equivoci scopi.
Allargando l’esame
grazie alle conoscenze e competenze di
mio cugino abbiamo poi verificato che questo abuso di questi termini è molto più datato di quello che sembra. Le grandi potenze ne hanno fatto abuso già dai tempi della guerra fredda: qualsiasi iniziativa di una delle grandi potenze veniva rivestita ed ammantata con le bandiere dei grandi valori e dei giusti intenti. Ogni più cruenta ed ipocrita azione veniva presentata alla opinione pubblica con la giustificazione della difesa di questi valori . Collaboratore attivo a questo processo e’ stata sempre l’informazione, sempre più venduta e meno libera, alleata del potere di turno.
Mi è sorta allora spontanea una domanda, forse ingenua ma sincera. Ma allora, caro Gabriele, come dobbiamo intendere e interpretare questi concetti che per noi hanno ancora un valore anche se duramente abusati? Che senso hanno conservato?
Mi aspettavo una risposta lunga e complessa o addirittura una ammissione di mancanza di soluzione. E invece, con la immediatezza di chi sa di cosa parla, e’ arrivata la risposta:
Gramsci, mi ha detto Gabriele, ha esaminato già tanti anni fa questo tema e ha concluso che queste parole e questi criteri morali hanno un significato solo se sono presenti nel posto giusto! E il posto giusto non è la bocca dei potenti o sui loro giornali, il posto giusto è l’anima e il cuore della maggioranza del popolo e nessun altro. E nella mia testa alla fine tutto è tornato al posto giusto, tutto è diventato chiaro e concreto: il lungo lavoro di distruzione del pensiero e della conoscenza delle persone ha conseguito questo terribile risultato: la scomparsa dall’animo del popolo del vero e profondo valore di questi concetti che sono rimasti solo come mere parole con effetto demagogico sulle labbra e sui giornali dei potenti. E se vogliamo capovolgere la situazione dobbiamo riportarli al loro posto! Nel cuore delle persone normali!
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