Di Antonio Corvino 

 

La pantomima tra i ghiacci dell’Alaska si è chiusa.
Continua la farsa americana che procede di pari passo con la tragedia euro-mediterranea.
Gli Europei, quelli che han le bombe atomiche, quelli potenti e più o meno recalcitranti e quelli ubbidienti, sono stati tutti convocati alla corte del presidente USA ammaliato dal dittatore russo che attende le sue risposte.
Ovviamente sul tavolo vi è la resa dell’Ucraina e tutto quel che ne consegue e che sarebbe facile immaginare rileggendo quanto successo a Monaco ottantasette anni fa’ e magari rievocando il botta e risposta tra Chamberlain e Churchill.
La maglietta del ministro degli Esteri russo al seguito del dittatore già colonnello KGB assurto in Alaska al trono condiviso con il suo vicino ed emulo americano, finalmente ritrovato vivo ed in buona salute, non ammette dubbi o repliche.
URSS recitava la scritta ovviamente resa in lettere cirilliche in ossequio allo slavismo tanto caro anche al patriarca moscovita.
Ed il ritorno della lingua russa a Kiev con la russificazione dell’Ucraina è il corollario.
È quello l’orizzonte delineato in Alaska con buona pace dell’Europa, dell’Occidente, delle Repubbliche Baltiche, dei popoli scandinavi ed anche dei popoli della vecchia Europa Orientale…
Certo niente socialismo, niente proprietà pubblica dei mezzi di produzione e tanto meno delle miniere e del petrolio e del gas… quella roba fa parte del patrimonio personale di oligarchi che hanno un solo obbligo: preservare il potere del dittatore massimo. Resta l’imperialismo già sovietico oggi esibito dagli eredi sopravvissuti alla vecchia URSS. È quello il senso della scritta CCCP sulla maglietta del ministro russo.
Ed è con quella che bisognerà fare i conti e con la spregiudica minaccia di mettere sul piatto l’armamentario nucleare accatastato dalla vecchia URSS/CCCP.
Tutto il resto non conta.
La guerra di Netanyahu contro Hamas?
Il genocidio del popolo palestinese?
Le ragazze che muoiono a Teheran per una ciocca di capelli fuori posto?
Le donne e gli uomini violati dell’Afghanistan?
Il dramma dell’Africa sub sahariana?
Le migrazioni dei popoli violentati e stuprati?
Il Mediterraneo trasformato in cimitero?
Il Medio Oriente svenduto e barattato?
L’Africa tenuta in ostaggio?
Tutte quisquilie.
Conta il potere del cerbero libero di tenere in manette gli oppositori, ricattare i popoli, azzannare il mondo e farne strame.
Il dittatore russo ha ammaliato e reso inoffensivi gli yankee americani.
Il loro presidente sogna di replicare negli USA il modello di autocrazia del colonnello kgb. La Cina è tranquilla e attende consapevole che il lavoro sporco spetta all’Orso russo…
In tutta questa faccenda l’aspetto più ridicolo è che il colonnello KKB minaccia guerre e punta le atomiche essendo la gran madre Russia, per scelta atavica o incapacità dei suoi governanti, un moscerino dal punto di vista economico…
Diciannove milioni di km quadrati, 150 milioni di abitanti e dall’altro lato un pil, vale a dire la ricchezza prodotta e distribuita in un anno, che non arriva a 2200 miliardi di dollari… a fronte dei 26000 miliardi per gli USA, 20.000 per Cina e 19000 per Europa.
Il PIL dell’Italia è superiore di oltre trecento miliardi. Il PIL della Germania è pari ad oltre il doppio.
L’aspetto più sconcertante è che USA ed EUROPA fan finta di credere che la Russia sia un gigante…
LA Cina, per la quale il mondo intero sta consapevolmente o meno giocando, lascia fare e addirittura lo lascia credere al diretto interessato il quale è consapevole, dal canto suo, che senza la sponda cinese crollerebbe di schianto.
In realtà la Russia ha bisogno di convivere con la guerra per far valere la sua minaccia nucleare ed imporre la sua presenza non avendo frecce da scoccare al suo arco economico-produttivo. I suoi cittadini questo lo sanno bene, potendo disporre in media ( che presuppone picchi altissimi e baratri profondissimi) di un PIL procapite annuo di poco superiore ai 10.000 dollari.
Il grande bluff tuttavia sta funzionando.
É in particolare lastricato di ambiguità e ipocrisia il declivio lungo il quale l’Europa, orfana della ex democrazia americana, sta scivolando incapace di andarlo a vedere quel bluff, come si è ben guardata di andare a vedere il bluff americano sui dazi preferendo l’acquiescenza che non limita i danni ma li fa enormemente lievitare.
Davvero il cerbero russo digiterà i codici per l’esplosione nucleare, sapendo di esserne la prima vittima e soprattutto essendo ben edotto che la Cina non glielo lascerebbe fare per nessuna ragione al mondo?
Va bene il gioco delle vecchie guerre e delle minacce, vanno bene addirittura i genocidi. In fondo si tratta di piccoli popoli, soli ed indifesi, che possono anche scomparire con buona pace della coscienza che urla.
Certo sarebbe preferibile farli scomparire in silenzio e senza fragore come succede in quello che fu il vecchio celeste impero ed ai suoi confini, ma si può chiudere un occhio.
I russi sono iracondi e passionali e gli occidentali inclini alla sopportazione sino al limite della codardia come ben diceva Churchill al suo connazionale Chamberlain.
Devono sbattere la testa prima di decidersi ad aprire gli occhi. E non siamo ancora a quel livello.
Probabilmente la Cina ha ragione… non siamo ancora a quel livello anche se molti passi si sono fatti in quella direzione, per esempio sul versante delle istanze internazionali depotenziate, chiuse, addirittura irrise, come nel caso della Corte Penale Internazionale, e quindi l’orso americano e l’orso russo possono andare a braccetto ed emularsi.
Peccato che in fondo al declivio imboccato dall’Europa vi è la sua stessa dissoluzione che è diventato l’obiettivo prioritario del cerbero. Di tutte e tre le teste del cerbero. USA targato magnati e tycoon, Russia targata KKB e oligarchi, Cina targata capitalisti di stato pronti a dominare il mondo non più e non solo con i manufatti ma con le tecnologie…
E mentre Russi e Americani fan di tutto per riportare l’Europa ai vecchi Stati in guerra tra loro, i Cinesi in silenzio stan colonizzando l’Africa e stanno occupando il vecchio continente.
Qui non è come in America dove i cinesi diventano americani ( almeno sin nel più recente passato).
In Europa, ed in Italia, i cinesi restano cinesi, silenziosi ed invisibili. Non sai dove vivano, dove si curino, dove muoiano, dove si sposino, ma intanto hanno monopolizzato la produzione ed il commercio sin nei più piccoli paesi e se tu hai un problema sai di poter andare “dai cinesi” per la soluzione.
Così in fondo al declivio prende corpo, con le regole della democrazia ovviamente, la dissoluzione del sistema democratico che apre le porte a dittature mascherate e fintamente tolleranti che parlano di nazismo e fascismo con finta repulsione e intanto distruggono la libertà di stampa, azzerano la cultura critica, impediscono la protesta, occupano i gangli dello Stato, impoveriscono la gente e distribuiscono bonus e promesse in cambio del potere che comunque si attrezzano a blindare in unità di intenti con questa o a quella testa del cerbero.
Resiste la Spagna, fortunatamente, forse perché ha ancora vive sul suo corpo le stigmate della dittatura.
La Francia e il Regno Unito, vecchi vincitori di una guerra ormai dimenticata, si rifugiano dietro il loro arsenale nucleare che certo non vale quello del cerbero e dei loro emuli ma ha il vantaggio di procurare lo stesso danno. Cento o cinquemila bombe atomiche ottengono lo stesso risultato.
Poi vi è la Germania spaventata per il futuro nebuloso… e se il gap tecnologico si rivelasse troppo ampio? E se il sistema consumistico non reggesse più? E se l’Orso russo arrivasse a rivendicare la sua parte tedesca? Non succederà, ma la democrazia in mano ad un popolo deluso che vede il suo benessere e la sua sicurezza dilapidata, può diventare un’arma pericolosa. Ed allora meglio armarsi intanto. Si offre un’alternativa all’apparato produttivo fermo e si lancia un messaggio ai potenziali aggressori.
Eterogenesi dei fini, la chiamano i filosofi.
Inventata dai Greci per la grandezza delle loro città, reinventata da filosofi, rivoluzionari, borghesi, operai e intellettuali all’epoca dell’Illuminismo, conquistata con guerre terribili e immensi sacrifici dagli europei e dagli americani per la felicità dei loro popoli, la democrazia finisce per partorire la dittatura…
Vedere l’Italia come caso di studio…
Non siamo ancora in fondo al tunnel ma ci stiamo arrivando…
Tutto annuncia la fine di un’epoca.
Un nano tiene al guinzaglio il gigante narcisista d’oltre oceano mentre l’erede del grande timoniere, assurto a terza testa del cerbero, osserva paziente sul margine del fiume…
Le istanze democratiche sono paralizzate, i cittadini osservano immobili quanto sta succedendo increduli e i popoli ( quel che resta dei popoli ormai sbriciolati in individui e gruppi preoccupati di salvare sé stessi ignorando la collettività) scuotono la testa sperando di svegliarsi e scoprire che tutto è stato un incubo. Salvo a rendersi conto, una volta svegli, che se protesti ti ammanettano e ti additano come nemico della patria.
È successo, in questi giorni, ai due milioni di israeliani che han gridato la loro avversione al genocidio dei palestinesi perpetrato dal loro governo.
Intanto il satrapo israeliano continua indisturbato il genocidio dei Palestinesi a tutela del suo personale potere ed ovunque nel mondo continuano le violenze e si moltiplicano le guerre e le usurpazioni a danno delle genti che fuggono attraverso i deserti per morire sui monti dei Balcani o nel Mediterraneo che fu nostro, da Salomone alla Regina di Saba a Gilgamesh, da Horus a Mitra, dagli dei dell’Olimpo al Dio delle scritture, dai Fenici agli Achei, dai Cartaginesi ai Romani e che ora non ci appartiene più essendo stato occupato dal cerbero che recluta sul posto emuli e feudatari per dominarlo a suo piacimento.
Gli autocrati aborrono il titolo di dittatori, si proclamano difensori della democrazia e intanto rovesciano nella loro propaganda digitale il senso della storia, delle parole e delle cose e si arrogano la facoltà di bombardare chiunque e dovunque accampando motivi di sicurezza addirittura esistenziale inesistenti.
In virtù di tale assunto il governo d’Israele persegue la grande nazione e destabilizzare il Medio Oriente.
Gli USA rivendicano ogni sorta di contropartita, Gaza stessa, il Canada, il Messico o la Groenlandia, Panama o magari Suez… chissà.
La Russia mette in galera o manda al cimitero chiunque si opponga e costringe gli Stati confinanti al vassallaggio minacciando guerre e facendole.
La Cina cambia la geografia in silenzio in attesa di raccogliere i frutti
dell’emulazione tra gli autocrati russo ed americano, con la capitolazione di Taiwan e la conquista del Mar Cinese Meridionale.
L’Europa intanto si va liquefacendo come neve fresca al sole invernale .
L’Africa è ridotta ad un immenso serbatoio di miniere a disposizione del triplice cerbero.
Il mondo è un pianeta da sfruttare oltre ogni limite.
L’umanità è stata derubricata a massa informe di individui preoccupati del proprio, a vantaggio della esorbitante ricchezza di finanzieri, magnati, benefattori con il mitra a tracolla e falsi filantropi, oligarchi e capitalisti di stato che il mondo lo hanno preso in ostaggio.
Intanto nello Studio Ovale che fu di Roosevelt ed Eisenhower, di Kennedy e Obama, il magnate americano che appena eletto presidente degli USA ha graziato i golpisti di Capitol Hill, convoca gli europei per comunicare loro il diktat dell’inquilino del Cremlino. Prendere o lasciare. Un diktat che ovviamente egli condivide e che gli altri devono accettare. Per la pace ovviamente.
Attendere l’assegnazione del premio Nobel per crederci.

 

pH Pixabay senza royalty

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