di Daniela Piesco Direttore Responsabile
S’intitola “Dalla semplificazione alla competitività” il talk che vedrà protagonista, il prossimo 18 luglio, il Ministro per le Riforme Istituzionali e la Semplificazione, Maria Elisabetta Alberti Casellati, nella sede di ANCE Confindustria Benevento. Un titolo che suona come una promessa ,o forse una sfida , a tradurre in fatti concreti le parole che da decenni echeggiano nelle stanze del potere: meno burocrazia, più crescita.
Ma cosa si cela davvero dietro il mantra della semplificazione? Siamo di fronte a un reale processo di sburocratizzazione o all’ennesima narrazione governativa che finisce per dissolversi nella nebbia delle conferenze stampa?
Flavian Basile, Presidente di ANCE Benevento, parla giustamente di burocrazia come “nemico numero uno della competitività”, e ha ragione. Ma il nodo vero è che la semplificazione non si fa con i convegni, ma con le leggi. E spesso proprio quelle leggi , scritte male, sovrapposte, contraddittorie , provengono dai medesimi ministeri che oggi dichiarano guerra ai loro stessi mostri normativi.
Il talk , moderato dalla giornalista Melania Petriello ,si presenta come un momento di confronto, con interventi del Sindaco Clemente Mastella, del Presidente ANCE Campania Luigi Della Gatta, e con l’onorevole Francesco Rubano nel ruolo di regista politico dell’iniziativa. Una platea autorevole, certo, ma anche una platea che rischia di parlarsi addosso se non saprà cogliere l’opportunità di andare oltre la liturgia del “dialogo istituzionale”.
Le imprese non hanno bisogno di parole, ma di risposte.
Chi lavora ogni giorno nei cantieri, tra appalti interminabili, regole mutevoli, controlli opachi e ritardi cronici, sa che la vera semplificazione non è solo snellire le pratiche. È rendere prevedibile il sistema. È garantire tempi certi, responsabilità chiare, norme comprensibili e stabili. È far sì che chi vuole investire in Italia non debba prima imparare a districarsi in una giungla normativa dove tutto è permesso e nulla è sicuro.
La competitività, quella vera, nasce quando un’impresa sa cosa aspettarsi dallo Stato.
Ecco allora che l’incontro del 18 luglio non può limitarsi a una passerella. Deve diventare una presa di coscienza collettiva. Non basterà ascoltare il Ministro Casellati elencare le riforme in cantiere: bisognerà chiederle conto di cosa non ha funzionato finora, di quali resistenze impediscono davvero il cambiamento, e soprattutto perché ogni tentativo di semplificazione finisce per generare altra complessità.
Semplificare non è togliere vincoli: è costruire fiducia.
E la fiducia si costruisce anche con il coraggio di dire che l’Italia non cresce perché manca il merito, perché troppi processi decisionali sono ancora appannaggio di filiere clientelari, perché l’accesso ai fondi pubblici resta opaco, e perché la trasparenza amministrativa è ancora, troppo spesso, un principio più che una pratica.
Il talk del 18 luglio potrebbe diventare un momento storico per Benevento, ma solo se saprà rovesciare il paradigma: non più politica che “spiega” alle imprese, ma imprese che “chiedono” alla politica di farsi finalmente strumento e non ostacolo.
Non si tratta più solo di semplificare. Si tratta di decidere, una volta per tutte, da che parte stare: dalla parte della costruzione o da quella dell’impaludamento.
