A MENTE FREDDA quello originale
Rubrica ideata e curata da Daniele Piro 

C’era una volta il Benevento; una squadra di calcio che anche col bel gioco (merce rara per la terza serie professionistica) veleggiava beatamente indisturbata al comando della classifica, forte anche di 7 punti di vantaggio. Ve lo ricordate? Fatene tesoro perché nel giro di due mesi quella squadra non esiste più. Quella attuale è, per rendimento, ultima in classifica per punti fatti (Taranto e Turris non le considero proprio, visti i loro guai e la loro probabile esclusione ).Cosa curiosa, come in qualcuno degli ultimi anni, la performance negativa inizia con il girone di ritorno, nel quale avviene la metamorfosi, purtroppo al contrario. Qui è la farfalla che diventa bruco e non viceversa. La novità, prendendo spunto da ciò che leggo sui social è che stamattina anche qualche filovigoritiano, o comunque alcuni fra coloro che hanno sempre difeso la squadra e la Società, sta cominciando a vacillare nelle sue certezze.

Un campanello di allarme che spero sia stato notato, o meglio letto da chi in Società frequenta gli ambienti social. Brutto segnale. Se anche chi ha sempre professato una fede incontrollabile ed un inguaribile ottimismo pari al sale della vita, oggi è in procinto di allargare le braccia e gettare la spugna, direi che siamo alla frutta. Eppure ci avevano provato a tenere alta la fiammella; avevo letto di commenti che parlavano di un trittico di partite facili per centrare tre vittorie (Messina, Latina, Sorrento) e ritornare subito lassù, avevo letto che sarebbe bastato un episodio che girasse in positivo per rimettere tutto a posto. Dopo la batosta con i ragazzini della Juve e tre scialbi pareggi dei quali due casalinghi, anche il più… Paziente degli ottimisti, sta cedendo il passo alla rassegnazione.

Rassegnazione dovuta non tanto ad un ipotetico piazzamento nei play off, che si sa che sono una lotteria nella quale tutto può succedere, ma per la qualità di ciò che si è visto in campo. Ad un gioco poco propositivo si aggiunge anche l’irritante idea di dover entrare in porta con tutto il pallone senza mai provare a calciare, fatti salvi le mete in curva di Lamesta. La metto sul ridere chiedendomi se per caso abbiamo preso un allenatore che parla aramaico o qualche incomprensibile dialetto del Burundi visto che ha dichiarato che ancora non è riuscito a far capire ai suoi giocatori che devono “sporcarsi” per affrontare al meglio la Serie C. E siamo a Marzo, non ad inizio campionato. Quindi riepilogando….qui mister Pazienza non si è fatto capire, ad Avellino non si è fatto capire, siamo sicuri che lui ed i calciatori parlino la stessa lingua? Eppure hanno fatto 15 giorni di ritiro tutti insieme appassionatamente; di tempo per capirsi hai voglia se ce ne è stato!

La Società per bocca del suo massimo esponente ha anche detto che lo seguivano da tempo, che era lui nella lista dei desideri. Mah, cosa ci abbiano visto non lo so. In genere un allenatore porta idee, novità, un suo credo calcistico o quanto meno una piccola scossa all’ambiente che è la prima cosa che viene chiesta ed in cui si spera. Qua di scosse non ne abbiamo viste; Rimando al mittente anche le dichiarazioni post partita di capitan Berra che parla della scintilla che è mancata; altro che scintilla: qui ci vorrebbe ‘na lampa e sant’Antuono per porre fine ad un inizio di anno 2025 allucinante. Il gruppo non andava toccato per non perdere equilibri e certezze.

Sono parole di Carli, arrivato nel Sannio come il Profeta capace di risanare situazioni che in Società si trascinavano dietro da tempo: gli va dato atto anche che una certa opera di repulisti l’abbia fatta, ma è anche vero che se certe scelte di non fare mercato e di rimanere nell’immobilismo più totale (altro record che resterà nella storia) sono state a sua totale discrezione, è lecito dire che ad oggi ha preso una grossa cantonata? I Giovani da valorizzare si stanno via via bruciando, ormai sono solo un ricordo le loro brillanti prestazioni di inizio anno, i veterani svolgono il loro compitino senza infamia e senza lode, in un quadro di totale scoramento che ahimè, peggiora di Domenica in Domenica.

Inutile soffermarmi sulle note tecniche di una partita che sono già state oggetto di analisi e commenti; sarei ripetitivo e noioso. Stavolta se non altro si è avuto un sussulto di orgoglio da Starita che ha evitato un’altra sconfitta che stava per scaturire dal gol preso nella solita unica azione avversaria degna di rilievo. E’ vero che eventuali play off saranno una lotteria e tutto è ancora possibile, ma questo clima, questa situazione, ad oggi sembra più destinata a farci essere lo sparring partner di turno delle varie squadre che affronteranno la lotteria tardo primaverile con il coltello fra i denti. Insomma ad oggi rischiamo di essere più la vittima sacrificale che una squadra capace di imporsi.

C’è da sperare che ci sia la volontà e l’impegno di non perdere l’ultimo treno, l’ultima chiamata utile affinchè una stagione iniziata sotto i migliori auspici, venga ricordata come anonima ed anzi non venga ricordata affatto. Concludo anche con una considerazione del tutto personale. Il tifoso si sa che vuole vincere ed è poco razionale, ma è anche colui che non deve essere messo di fronte a false aspettative. Una Società che ha sempre detto che sarebbe potuta essere l’Atalanta del Sud, che poteva comprare Ibra, che non accettava prestiti per non diventare una succursale delle grandi squadre, secondo voi crea o non crea false aspettative nella tifoseria? Dopo simili dichiarazioni mio tifoso ho la consapevolezza di avere una Società forte, solida e che può arrivare ovunque. Se oggi sono in serie C, con le potenzialità economiche che ci sono, posso essere libero di dire che potremmo avere una Ferrari ma giriamo con il monopattino?

E se siamo col monopattino in Serie C non credo sia certo colpa del tifoso ma di chi ha preso decisioni, fatto ( o non fatto) scelte, di chi doveva gestire al meglio i calciatori e le squadre viste negli ultimi anni, tutte situazioni che ci hanno riportato dove siamo stati per tanti anni. Felice anche di rimanerci, di non desiderare di fare più voli pindarici, ma smettiamola con la favoletta delle potenzialità, dei programmi triennali puntualmente stravolti e soprattutto degli indecorosi spettacoli che stiamo vedendo da inizio 2025.

Scugnizzo69

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