Di Raffaele Romano

I Votanti in Italia alle europee 2024 sono stati appena il 48,31% ovvero meno di 1 italiano su 2 per cui il partito più forte è rappresentato dagli astenuti ormai grande maggioranza nel Paese, ma di questo non si parla si discute invece dei risultati di ogni partito dove FdI ha avuto il 28,8%, il PD 24,1%, M5S 10%, FI 9,6%, Lega 9%, AVS 6,8%.

In Iran ha votato appena il 40%. Ci siamo avvicinati al regime degli Ayatollah.
Se analizziamo correttamente i voti italiani Fratelli d’Italia ha ottenuto il 28,8% che, rapportato al 100% degli aventi diritto al voto, vuol dire che i suoi votanti sono poco più del 14% di tutti gli elettori. Stessa cosa per il PD che a fronte del 24,1% significa che è stato scelto da appena il 12% degli aventi diritto su tutti gli altri meglio lasciar perdere. Eppure della nausea collettiva che non vede nessun partito che lo possa rappresentare nessuno ne parla si discute, come sempre, del sesso degli angeli. Su 47.000.00 di aventi diritto al voto se ne sono sottratti circa 24.500.000 un vero esercito che dovrebbe far preoccupare tutti!

Dire che si dichiarino vincitori entrambe le signore della politica nostrana è cosa senza senso perché di questo passo la partecipazione elettorale, anello fondante di ogni democrazia, non c’è più e questo dovrebbe preoccupare tutti i partiti e, soprattutto, i media che si limitano a fare i tifosi dell’una o dell’altra.

Come scrivevo le due sedicenti leader, Meloni e Schlein, rimaste entrambe isolate nel contesto europeo in quanto la prima fa ancora leva su valori di una destra che in Europa sono ancora minoranza e dove, come dal 1958 ad oggi, i tre partiti che la governano sono sempre gli stessi i liberali, i popolari ed i socialisti che da noi hanno deciso di eliminare. La seconda, invece, ospite della casa dei socialisti senza esserlo non ha nessun peso in quanto è solo gradita ospite ed attaccando sempre e comunque l’attuale capo del governo aumenta i danni all’intero Paese a cui sarà riconosciuto lo strapuntino di una vice presidenza con delega che sarà spacciato come un successo. Per chi non lo avesse letto, nel mio precedente ed ultimo articolo, ricordavo che nella Commissione UE ancora in carica ed uscente i vice presidenti sono ben sette: con Margrethe Vestager liberale Danimarca, Valdis Dombrovskis popolare della Lettonia, Maros Sefcovic per la Repubblica Slovacca, Josep Borrell per la Spagna, Vera Jourova della Repubblica Ceca, Duravka Suica della Croazia e Margaritiis Schinas per la Grecia. In tal modo c’era, come senz’altro ci sarà, una partecipazione di tutte le nazioni.

Alle due “Signore” mi permetto, sommessamente, di ricordare quello che ci attende a breve con la procedura di infrazione inflittaci e che la legge di Bilancio a settembre sarà dolorosa, in quanto insieme a Francia, Belgio, Ungheria, Malta, Polonia e Slovacchia siamo sotto procedura di infrazione per debito eccessivo. Va ricordato che con tale procedimento la legge di Bilancio non potrà farsi ricorrendo ad aumentare il deficit. Poi ci verrà imposto di ridurre il debito pubblico con percentuali precise per il prossimo decennio. In pratica a breve l’Italia dovrà concordare con l’Ue un piano di abbattimento del proprio debito pubblico: nella migliore delle ipotesi per noi la sforbiciata alla spesa sarà di almeno 10-12 miliardi l’anno, senza poter ricorrere ulteriormente al debito per finanziare le misure delle prossime leggi di Bilancio. fino al 2032 se non oltre. Una volta stabilita l’importo annuale e per quanti anni durerà questa sorveglianza, sarà la Commissione europea a tracciare la traiettoria per l’Italia indicando quali correzioni dovranno essere adottate: se il governo poi non dovesse recepirle ecco che scatterebbero le sanzioni.

In pratica l’Italia sarà sostanzialmente commissariata probabilmente per i prossimi sette anni, con l’Ue che potrà imporre eventuali nuove tasse, riforme o tagli alla spesa, con un primo assaggio della linea di Bruxelles che si è avuto nelle osservazioni appena recapitate al nostro governo poche settimane fa.
La violazione costituzionale ormai imperante con l’estensione dei “regimi fiscali ad aliquota forfettaria per i lavoratori autonomi ha totalmente annullato l’equità fiscale di cui tutti si riempiono la bocca”.

Un Paese che difende decine di corporazioni nazionali su cui paghiamo da anni fior di multe all’UE coi soldi dei contribuenti al solo scopo di difendere lucrosi interessi corporativi come, solo ad esempio perché i casi sono tanti, i balneari ed i taxi sarà in grado di decidere dove e quanto tagliare sulla spesa pubblica?

Spesso e a vanvera sono state lanciate alternative farneticanti ed inesistenti come l’uscire dall’UE oppure imporsi all’UE.

La prima ipotesi non esiste come hanno sperimentato prima i defunti 5 stelle, la Lega e qualcun altro perché significherebbe il tracollo finale e la seconda ipotesi è praticamente impossibile in quanto non siamo nella cabina di regia che continuerà a dare le carte quella composta dai popolari, dai socialisti e dai liberali.
Vi è piaciuta la bicicletta? Ed ora pedalate

 

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